Trump ignora le critiche: Gerusalemme è capitale d'Israele

Ribaltato lo status quo. Ordinato l'inizio dei lavori per il trasferimento dell'ambasciata da Tel Aviv. Duro colpo per le speranze in un processo di pace. Soluzione dei due Stati in bilico. Netanyahu esulta. Hamas: aperte "le porte dell'inferno"

Non importa cosa pensa la comunità internazionale, dal mondo arabo all'Europa (Italia inclusa) passando per Papa Francesco. Donald Trump ha deciso di fare di testa sua, ignorando per altro il consiglio del capo della diplomazia americana Rex Tillerson. Il 45esimo presidente Usa ha riconosciuto Gerusalemme come capitale d'Israele e ha ordinato al dipartimento di Stato di iniziare i lavori (che richiederanno anni) per il trasferimento nella città dell'ambasciata statunitense, ora a Tel Aviv.

Nessun'altra nazione al mondo ha una ambasciata a Gerusalemme. Non a caso. Lo status della città contesa è al centro di un processo di pace, da tempo in stallo e ora ancora più difficile, tra lo stato ebraico e i palestinesi. Se Israele considera Gerusalemme come la sua capitale e ha pretese sovrane sulla sua interezza, i palestinesi a loro volta vogliono che quella città sia la capitale di un loro futuro Stato; la comunità internazionale dal canto suo vede Gerusalemme Est come un territorio occupato da Israele.

Il ragionamento di Trump è così semplice da lasciare sbigottiti molti: siccome a Gerusalemme ha sede la Corte Suprema, la banca centrale, il Knesset, i ministeri e il primo ministro israeliani, è logico che la capitale dello Stato ebraico sia proprio lì. Prendendo atto di questa "realtà", ha detto Trump dalla Casa Bianca, "è arrivato il momento" di una scelta che i presidenti - democratici e repubblicani - prima di lui evitarono di fare firmando di sei mesi in sei mesi una deroga per non riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele (cosa chiesta dal Congresso americano per legge nel 1995).

La convinzione dell'immobiliarista di New York diventato leader Usa è che serve rompere con il passato. Se fino ad ora non ci sono stati passi avanti per portare la pace in Medio Oriente, è la tesi, che senso ha ripetere le stesse scelte? "Dopo oltre due decenni di deroghe, non siamo affatto più vicini a un processo di pace duraturo tra Israele e palestinesi. Sarebbe una follia pensare che ripetere la stessa identica formula produrrebbe ora un risultato diverso o migliore", ha affermato Trump.

Ecco allora che ha optato per quella che David S. Rohde, analista di Cnn e direttore della versione online del New Yorker, ha definito una mossa "per niente necessaria". Così l'inquilino della Casa Bianca mantiene "la promessa semplicistica" fatta in campagna elettorale, che come la costruzione del muro lungo il confine tra Usa e Messico, non porterà ad alcun risultato concreto se non al compiacimento della sua base elettorale.

Anche per Martin Indyk, ex inviato speciale dgli Usa per la pace tra Israele e Palestina e ora alla Brookings Institution, Trump sta cercando di soddisfare i suoi elettori più fedeli ma "non comprendendo l'importanza di Gerusalemme, sta giocando con il fuoco".

Come ha detto ai media Usa Daniel C. Kurtzer, ambasciatore americano in Israele dal 2001 al 2005, la credibilità di Washington è stata compromessa e "ci vorrà molto tempo per riconquistarla".

Basti notare le pesanti critiche giunte da tutte le parti. La Turchia - membro Nato e uno dei due Stati arabi che hanno relazioni diplomatiche formali con Israele (l'altro è la Giordania) - ha parlato di una decisione "irresponsabile e illegale". Amman ha denunciato come "violazione del diritto internazionale" l'annuncio del leader Usa. L'Egitto ha condannato la scelta di Trump. L'Iran ha avvertito sul rischio che si scateni una nuova Intifada. Per il presidente palestinese Abu Mazen si tratta di "misure deplorevoli e inaccettabili" che minano ogni sforzo per la pace. Stando ad Hamas, il movimento islamista che controlla la Striscia di Gaza, ora si aprono "le porte dell'inferno". L'Organizzazione di Liberazione della Palestina sostiene che Trump abbia "distrutto" la soluzione dei Stati a cui, secondo l'Onu, "non c'è un'alternativa".

Su questo, Trump ha scaricato le responsabilità alle parti coinvolte: "Gli Stati Uniti sosterranno una soluzione dei due Stati se loro sono d'accordo". E se il presidente Usa ha invocato il mantenimento dello status quo nei luoghi sacri di Gerusalemme onorati da ebrei, cristiani e musulmani (citando solo il Monte del Tempio), ci si domanda a che titolo gli Usa si possano ricandidare per guidare il processo di pace. Trump ha detto che gli Usa "non stanno prendendo una posizione su nessuna questione finale, inclusi i confini di Israele a Gerusalemme o quelli contesi". Di nuovo, sono noccioli duri che spetta a israeliani e palestinesi risolvere. Peccato che per il successore di Barack Obama "Israele è una nazione sovrana che ha il diritto come ogni altra nazione sovrana di determinare la sua capitale. Riconoscere questo come un fatto è una condizione necessaria per raggiungere la pace".

Ora però lo spettro di nuove tensioni si fa più reale. E per Abu Mazen, gli Usa non possono più svolgere il ruolo di mediatori. Trump invierà nei giorni a venire il vicepresidente Mike Pence nella Regione per fare capire che Washington "resta impegnata a lavorare con i suoi partner nel Medio Oriente", anche per "sconfiggere il radicalismo che minaccia le speranze e i sogni delle generazioni future". Con Trump, però, il sogno di una pace in Medio Oriente - per chi davvero la vuole - sembra diventato irrealizzabile. L'unico a festeggiare è il premier israeliano Benjamin Netanyahu: per lui quello odierno è un "giorno storico".

Altri Servizi

Immigrazione, scontro tra California e amministrazione Trump

Le autorità locali non collaborano nella lotta contro gli irregolari, Washington lancia un'operazione nell'area di Los Angeles: 212 immigrati arrestati
Immigration and Customs Enforcement

Immobiliare, esperti e costruttori avvisano: "Crisi in arrivo"

Si costruiscono molte case di lusso e pochi alloggi a prezzi accessibili. Le famiglie con un reddito medio-basso spendono proporzionalmente di più per l'affitto

McMaster contro Iran, Siria e Russia alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco

Il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense chiede di "agire contro Teheran". Assad "usa ancora armi chimiche" contro la popolazione, mentre le prove sulle interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali sono "incontrovertibili"
Ap

Google non ha violato le leggi sul lavoro licenziando l'ingegnere sessista

Il National Labor Relations Board ha dato torto a James Damore, che ora punta tutto su una class action contro il colosso tech: "Discrimina gli uomini bianchi e conservatori come me"
iStock

Mueller: la Russia ha condotto una guerra informatica contro gli Usa

Lo scopo: favorire Trump e Sanders con migliaia di troll, pubblicità e interferenze nella campagna elettorale. Facebook e Twitter chiudono in rosso a Wall Street
AP

Strage in Florida, l'Fbi: "Avvertiti sul killer, ma non abbiamo agito"

Il Federal Bureau aveva ricevuto una segnalazione da una persona vicina a Cruz sul suo "desiderio di uccidere"

Il dip.Commercio a Trump: imponiamo dazi e quote su alluminio e acciaio

La Casa Bianca ha tempo fino ad aprile per prendere una decisione

Uber fa concessioni per riottenere la licenza a Londra

La City rappresenta il mercato europeo più grande per il gruppo
BigStock

Black Panther come Star Wars, stime da record per incassi

Uscito oggi negli Stati Uniti (il 14 febbraio in Italia), potrebbe diventare un altro dei grandi successi di Walt Disney. Il titolo del film è stato il più twittato del 2018, ha superato tutte le prevendite sulle piattaforme americane Imax e Amc.
AP