Trump in Arabia Saudita svelerà il progetto di una 'Nato araba'

L'idea non è nuova, ma è apertamente sostenuta dal governo statunitense per la prima volta. Il presidente annuncerà anche un accordo per la vendita di armi del valore di circa 100 miliardi di dollari

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, svelerà nel suo imminente viaggio in Arabia Saudita il progetto di una "Nato araba", che dovrebbe avere il compito di guidare la lotta contro il terrorismo e tenere sotto controllo l'Iran. Oltre al piano per la nuova organizzazione per la sicurezza regionale, Trump dovrebbe annunciare uno dei più ampi accordi per la vendita di armi nella storia. A scriverlo è Josh Rogin, sul Washington Post.

Dietro le quinte, l'amministrazione Trump e i funzionari sauditi stanno lavorando ai negoziati; Riad, dopo le incomprensioni con Barack Obama, punta sul nuovo presidente per ampliare la collaborazione e gli affari con gli Stati Uniti. Uno dei maggiori obiettivi è, appunto, la creazione di una coalizione di Paesi, un fronte sunnita che dia vita a una struttura organizzativa simile alla Nato. L'idea di una "Nato araba" non è nuova ed è stata sostenuta dai sauditi, ma finora non aveva mai ottenuto l'appoggio aperto del governo statunitense.

Il piano di Trump si adatterebbe perfettamente al suo "America First", con una leadership statunitense più forte nella regione, lo spostamento del peso finanziario per la sicurezza sugli alleati e la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti, attraverso la massiccia vendita di armi. Al progetto sarebbero già interessati Egitto, Giordania ed Emirati Arabi Uniti, con gli Stati Uniti nel ruolo di sostenitori e organizzatori dell'alleanza.

Per quanto riguarda la vendita di armi all'Arabia Saudita, secondo le fonti di Rogin il pacchetto dovrebbe valere tra i 98 e i 128 miliardi di dollari; nel corso di dieci anni, le vendite totali di armi potrebbero raggiungere il valore di 350 miliardi di dollari.

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Europa e Medio Oriente, il primo viaggio di Trump da presidente

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I suoi cinque predecessori avevano scelto, come primo viaggio all'estero, un breve passaggio in un Paese vicino, come il Canada o il Messico. Anche su questo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha dimostrato di voler essere diverso, preferendo un fitto programma in otto giorni, tra Europa e Medio Oriente, durante i quali toccherà argomenti  di primaria importanza per Washington. 

Fca deposita richiesta di certificazione emissioni diesel in Usa

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Fiat Chrysler Automobiles ha fatto un passo concreto verso quella che spera sia una soluzione per archiviare le accuse di violazione delle leggi sulle emissioni avanzate all'inizio dell'anno dall'Agenzia per la protezione ambientale (Epa) e la California Air Resources Board (Carb) americane e riguardanti circa 104.000. Se ci riuscisse, eviterebbe anche una causa da parte del dipartimento di Giustizia, ipotesi che nei due giorni scorsi aveva pesato sul titolo.

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Far conoscere le piccole e medie aziende della Toscana sul mercato statunitense, dove da sole potrebbero non avere i mezzi per farsi strada. E' questo l'obiettivo di Consorzio Vasari, nato proprio per sostenere l'internazionalizzazione delle pmi locali che dalla loro hanno la sapienza e l'esperienza nella creazione di prodotti di qualità che vogliono portare Oltreoceano. Sostenuto dal bando "Porfesr 2014-2020" della Regione, il consorzio ha fatto il suo debutto con Florence in New York, una fiera di tre giorni che si è conclusa a Manhattan e che di questo viaggio rappresenta soltanto l'inizio.

I poteri di Mueller, procuratore speciale (ma non indipendente)

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La decisione del dipartimento di Giustizia statunitense di affidare all'ex direttore dell'Fbi, Robert Mueller, l'incarico di indagare sui possibili legami tra lo staff del presidente Donald Trump e la Russia è senza dubbio una vittoria per i democratici, un nuovo (grosso) problema per la Casa Bianca e un chiaro segnale che lo scandalo che ha rallentato l'amministrazione non farà altro che ampliarsi nelle prossime settimane. Non è solo la decisione di incaricare un procuratore speciale a preoccupare la Casa Bianca, ma è anche l'uomo scelto per assumere l'incarico: Mueller ha guidato l'Fbi dal 2001 al 2013, è una figura considerata al di sopra delle parti ed è, anche, un grande amico di James Comey, il direttore del Federal Bureau licenziato la scorsa settimana da Trump.

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