Trump incassa la prima vittoria: approvata la riforma sanitaria

217 a favore, 213 contrari; e la riforma sanitaria passa l'esame della Camera. Trump festeggia e si dice fiducioso, ma resta da affrontare lo scoglio del Senato
AP

L’American Health Care Act è realtà. Dopo aver collezionato due fallimenti consecutivi i repubblicani sono riusciti a far passare la legge al voto della Camera, seppure con una maggioranza rosicata. I ‘sì' sono stati 217, i ‘no’ 213; tutti contrari i democratici. Il presidente Donald Trump ha cos" potuto festeggiare la sua prima vera vittoria, e lo ha fatto convocando una conferenza stampa nel Girdino ele Rose della Casa Bianca. “Parliamo di quanto sia grandiosa questa riforma - ha detto, ricordando quelli che ritiene essere i pregi di questo disegno di legge - perché che questa è stata una vittoria incredibile lo sappiamo già tutti”.

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Era un Donald Trump sorridente e rilassato quello visto ieri a Washington, sopratutto un Trump vittorioso. Fino a pochi giorni fa però spirava un’aria ben diversa nello studio ovale. Il traguardo dei primi 100 giorni di presidenza aveva sottolineato tutti fallimenti e gli errori della nuova amministrazione, passi falsi che i ‘Comedy Show’ statunitensi non avevano mancato di sottolineare. Su tutti ha colpito nel segno Steve Colbert, il conduttore del ‘Late Night Show’ della Cbs, la cui satira - a tratti davvero molto spinta - ha tenuto incollati allo schermo 5 milioni di americani ed è costata al comico dure critiche. Ma alla fine, potrebbe aver pensato oggi Trump, ride bene chi ride ultimo.

E’ ancora presto però per brindare alla vittoria. Trump ha ottenuto s" il suo primo vero successo politico in Congresso, ma ora l’ultima parola spetta al Senato e l’esito del voto non è affatto scontato. I democratici - e anche diversi repubblicani - si dicono scettici sopratttutto sulle misure proposte per tutelare le persone affette da malattie preesistenti, che rischiano di veder aumentati di molto i loro premi assicurativi. A prescindere da quello che il futuro riserverà a Trump però una cosa è certa: questa vittoria gli dà ora la forza di portare avanti gli altri progetti di riforma, come quello fiscale e quello sulle infrastrutture. Soprattutto però Trump potrebbe aver compiuto ieri un ulteriore passo avanti nel suo percorso di ‘apprendistato’, per trasformarsi dal businessman allo statista che gli viene richiesto di essere nello studio ovale. La sua prima vittoria politica infatti gli ha insegnato come funzionano le cose a Washington; sono la pazienza, il dialogo e la discussione gli strumenti necessari a conseguire i risultati, non certo l’impulsività e l’irascibilità con cui si è fino ad ora rapportato con il Congresso.


Canzone del girono: Bob Dylan - Paths Of Victory

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