Trump incontra i Ceo della Silicon Valley: “Vi aiuterò a fare bene”.

La Fed conferma le previsioni e annuncia il primo e unico rialzo dei tassi interbancari del 2016, che salgono allo 0,50%-0,75%. Crescono anche i rialzi previsti per il 2017: saranno tre
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Parola d’ordine, innovazione. Donald Trump ha aperto le porte della sua Trump Tower di New York agli amministratori delegati di alcune tra le più importanti società hi tech americane. Lo scopo? Parlare d’affari e ricucire i rapporti con una Silicon Valley che nel corso della campagna elettorale si è nettamente schierata a favore di Hillary Clinton, basti pensare che il contributo economico versato è stato in favore della candidata democratica di circa 60 a 1. Se Trump punta proprio sull’innovazione per ‘rifare l’America grande’ e per creare nuovi posti di lavoro, i Ceo dell’alta tecnologia americana dall’altro lato sono ora pronti a lavorare con il futuro presidente, di cui non possono non apprezzare promesse come la riduzione della tassa sul rimpatrio dei profitti e il taglio alle aliquote sugli utili societari.

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Tra i nomi più importanti attorno al tavolo delle trattative quello di Tim Cook (Apple), Larry Page (Alphabet, ovvero Google), Satya Nadella (Microsoft), Jeff Bezos (Amazon), Ginny Rommety (IBM), Sheryl Sandberg (Facebook) e Elon Musk (Tesla). Nel complesso la capitalizzazione delle 17 società che ieri hanno incontrato Trump raggiunge la cifra vertiginosa di 3.000 miliardi di dollari: il doppio del Pil italiano. “Sono qui per aiutarvi a fare bene”, ha detto Trump in apertura di incontro: “State andando benissimo, ma vi aiuterò ulteriormente a procedere sulla via dell’innovazione”. Un impegno, questo del magnate, che ha raccolto in settimana anche il plauso di Bill Gates, fondatore di Microsoft: “Donald Trump potrebbe essere come il Presidente Kennedy, lui parlava delle missioni spaziali e ha trascinato il paese dietro di se. Trump potrebbe farlo sfruttando il potere dell’innovazione”.

Sul fronte economico le notizie giungono invece dalla Federal Reserve, che ha annunciato il primo e unico rialzo dei tassi di interesse interbancari per il 2016; l’aumento del costo del denaro è stato di 25 punti base, salendo così allo 0,50%-0,75%. L’istituto guidato da Janet Yellen prevede invece un triplice ritocco al rialzo per il 2017, complici i segnali positivi provenienti dall’economia Usa. Si tratterà di aumenti minimi, ma l’intenzione della Fed sottolinea come gli Stati Uniti, dopo anni di tassi ai minimi, sono ora pronti a procedere gradualmente verso una nuova fase.


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