Trump (forse) ammette: la Russia nelle reti del partito democratico

Il presidente eletto: incontro "costruttivo" con l'intelligence Usa; i tentativi di hackeraggio non hanno modificato l'esito delle elezioni. Pubblicato l'atteso rapporto: Putin ha ordinato di interferire, anche per "denigrare" Hillary

Un incontro e una conversazione "costruttivi". Così il presidente eletto Donald J. Trump ha definito il meeting durato circa due ore avvenuto il 6 gennaio con la comunità d'intelligence Usa, che gli ha presentato le prove secondo cui la Russia avrebbe influito nelle elezioni americane Usa. Quelle prove sono contenute nello stesso rapporto da 50 pagine consegnato il giorno precedente al presidente uscente Barack Obama e poi pubblicato subito dopo il termine del meeting tra i vertici di Fbi, Cia, Nsa e Trump: intitolato "Assessing Russian Activities and Intentions in Recent US Elections", sostiene che è stato il presidente Vladimir Putin ad avere "ordinato" di interferire nelle elezioni presidenziali Usa che l'8 novembre 2016 hanno sancito la vittoria del miliardario di New York e l'amara sconfitta della rivale democratica Hillary Clinton. Secondo il documento, il Cremlino intendeva anche intaccare la fiducia degli americani nel processo democratico Usa e "denigrare" l'ex segretario di Stato con cui Putin non ha mai avuto ottimi rapporti.

Il successore di Barack Obama ha detto di avere un "rispetto enorme per il lavoro e il servizio fatto dagli uomini e dalle donne" della comunità d'intelligence "per la nostra nazione grandiosa", aggiustando almeno apparentemente il tiro rispetto allo scetticismo dimostrato nei confronti di questi funzionari e di uno scandalo definito da Trump "una caccia alle streghe" ma che ha portato Obama a imporre sanzioni alla Russia e cacciare dagli Usa 35 diplomatici russi.

Trump sembra poi riconoscere per la prima volta che Mosca abbia avuto un ruolo nelle intrusioni informatiche illecite nelle reti del partito democratico, a cui sono state rubate email imbarazzanti poi pubblicate da WikiLeaks (il fondatore Julian Assange ha negato che la sua fonte sia la Russia o uno Stato). "Sebbene la Russia, la Cina, altri Paesi, gruppi e persone stranieri cerchino costantemente di provare a introdursi nella cyber infrastruttura delle nostre istituzioni governative, nelle aziende e nelle organizzazioni incluso il Democratic National Committee", ha commentato Trump in una nota diffusa dal suo transition team, "non c'è stato alcun effetto sull'esito delle elezioni".

Trump, d'accordo con l'intelligence Usa, ha precisato che i cyber-attacchi non hanno preso di mira le macchine con cui gli elettori americani votano. "Ci sono stati tentativi di hackeraggio a danno del Republican National Committee, ma RNC aveva difese forti e gli hacker non hanno avuto successo", ha continuato il presidente eletto insinuando invece che l'organo di governo del partito democratico non era preparato per contrastare le intrusioni dei pirati informatici.

Trump ha poi garantito che farà il possibile per tenere al sicuro l'America: "Che a farlo siano il nostro governo, le organizzazioni, le associazioni o le aziende, dobbiamo combattere con decisione i cyber-attacchi. Metterò insieme una squadra che sarà incaricata di preparare un piano entro 90 giorni dall'inizio del mio mandato". Secondo il successore di Obama, "i metodi, gli strumenti e le tattiche che usiamo per tenere al sicuro l'America non dovrebbero essere parte di una discussione pubblica che dà benefici a coloro che cercano di farci del male. Tra due settimane giurerò e la sicurezza dell'America sarà la mia priorità numero uno".

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Nella Casa Bianca ci sono due 'talpe' (volute?)

Secondo il Nyt, hanno consegnato materiale top secret al leader di una commisione che sta indagando sul Russiagate e che aveva annunciato intercettazioni "accidentali" di Trump e del suo staff dopo le elezioni presidenziali

Un paio di funzionari della Casa Bianca ha giocato un ruolo chiave nel fornire a Devin Nunes rapporti di intelligence che mostravano come Donald Trump e il suo staff fossero stati intercettati "accidentalmente" dalle spie americane durante la transizione tra l'inizio della sua amministrazione e la fine di quella di Barack Obama. Lo scrive il New York Times facendo riferimento al deputato repubblicano della California che presiede la commissione Intelligence alla Camera, quella che teoricamente dovrebbe condurre una inchiesta indipendente sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali dello scorso 8 novembre (c'è una stessa commissione al Senato che a sua volta sta indagando). Nunes è stato travolto dalle polemiche per avere discusso di quelle intercettazioni con Trump prima ancora che con i membri della commissione stessa.

Nel mirino dei russi finiscono anche i repubblicani Rubio e Ryan

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Mentre negli Stati Uniti procede, non senza sorprese, l'indagine del Congresso sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa, è giunta notizia che uno degli sfidanti di Donald Trump nella corsa verso la Casa Bianca è stato colpito da hacker russi. Si tratta del senatore Marco Rubio, che ne ha dato notizia ieri in una testimonianza alla commissione Intelligence del Senato. Poco prima, un esperto sul Cremlino aveva spiegato davanti alla stessa commissione che Rubio e Paul Ryan, lo speaker repubblicano alla Camera, sono stati presi di mira da una campagna russa sui social media volta a screditarli.

Economia Usa cresce a passo più rapido, Pil rivisto a +2,1%

Insieme al dato sul Pil sono stati diffusi i numeri sui profitti aziendali, che hanno guadagnato slancio negli ultimi mesi del 2016, mentre più in generale la crescita economica è rimasta costante, ma modesta.
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L'economia americana è cresciuta nel quarto trimestre a passo più rapido di quanto inizialmente anticipato. E' quanto emerge dalla lettura finale del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano, secondo cui il Pil è cresciuto del 2,1%, contro l'1,9% della stima preliminare e di quella intermedia. Il dato è superiore alle previsioni degli analisti, che attendevano una revisione al rialzo e un'espansione del 2%. Il Pil era salito del 3,5% nel terzo trimestre, dell'1,4% nel secondo e dello 0,8% nel primo.

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Focus sul Pil Usa e sulle notizie dal fronte del lavoro, con le richieste di sussidi di disoccupazione.
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Boom attività M&A in Europa (+16% nel primo trimestre), società Usa protagoniste

Le società europee fanno gola alle controparti internazionali, soprattutto americane, che si sono buttate sul mercato a caccia di affari sulla scia del rally azionario seguito alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali dello scorso novembre.
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Le società europee fanno gola alle controparti internazionali, soprattutto americane, che si sono buttate sul mercato a caccia di affari sulla scia del rally azionario seguito alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali dello scorso novembre. Da capire se lo slancio continuerà nei prossimi mesi, visto anche il rallentamento delle ultime sedute, ma per il momento i dati lasciano poco spazio ai dubbi: stando ai dati di Thomson Reuters, riportati dal Financial Times, nel primo trimestre 2017 le operazioni di fusione e acquisizione in Europa hanno complessivamente toccato i 215,3 miliardi di dollari, in rialzo del 16% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e il massimo dal 2008 per il periodo nella regione.

La serie tratta da "L'amica geniale" di Elena Ferrante coprodotta da Rai e Hbo

Le riprese inizieranno d'estate e saranno in italiano. Dopo "The Young Pope", il canale di Time Warner torna in Italia

A trasmettere negli Stati Uniti la serie tv tratta dal primo libro della tetralogia de "L'amica geniale" di Elena Ferrante sarà Hbo. La serie, di cui si parla da mesi e che inizierà a essere girata quest'estate in Italia, vedrà alla regia Saverio Costanzo e sarà una co-produzione di Rai e Hbo a cui lavoreranno le case di produzione italiane Fandango e Wildside (quest'ultima è già dietro al successo di "The Young Pope").

La Casa Bianca dice no a un incontro Trump-Putin a maggio

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Chi credeva in un miglioramento immediato delle relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti con l'arrivo di Donald Trump alla presidenza americana, forse si deve ricredere. Stando al Wall Street Journal, la Casa Bianca ha detto no alla proposta avanzata da funzionari russi di un faccia a faccia tra il 45esimo Commander in chief e il presidente Vladimir Putin a fine maggio, approfittando della partecipazione del presidente Usa al vertice Nato previsto il 25 maggio a Bruxelles (Belgio).

Muslim ban, il divieto di Trump colpirebbe soprattutto l'Iran

Il 55% dei visti relativi ai 6 Paesi colpiti dal presidente è stato concesso nel 2016 ai cittadini della Repubblica islamica. Tra i nove Paesi con più visti negati, lo scorso anno, assenti quelli scelti dal miliardario
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L'emissione di visti per i cittadini di Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen sarebbe sospesa per 90 giorni, se il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riuscisse a vincere la battaglia legale che riguarda il suo ordine esecutivo sul 'travel ban', giustificato con motivi di sicurezza nazionale. Il Paese più colpito sarebbe l'Iran, secondo i dati raccolti da MarketWatch.

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Quello che bisogna sapere per scegliere e per essere ammessi in un college negli USA. Gli ostacoli da superare e gli strumenti migliori per battere la concorrenza nelle università più prestigiose
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