Trump introduce dazi ma offre esenzioni ai "veri amici" degli Usa

Il presidente: "grande flessibilità e cooperazione" ad alcuni. Canada e Messico esclusi ma non cedono sui negoziati Nafta. La Ue sperava nell'esenzione: chiede chiarezza
White House

A partire dal prossimo 23 marzo l'alluminio e l'acciaio in arrivo in Usa subirà dazi, rispettivamente del 10% e del 25%. La misura, formalizzata dal leader americano con due proclamazioni presidenziali, varrà "per tutti i Paesi fatta eccezione per il Messico e il Canada". L'Unione europea non ha ottenuto una esenzione, che però potrebbe essere ancora negoziata.

Trump più soft del previsto
La decisione di Donald Trump è destinata ad alimentare ulteriormente le polemiche ma è migliore del piano originario che non prevedeva alcuna esenzione e nessuno spazio di manovra. Per questo Wall Street ha saputo risollevarsi così come hanno fatto il peso messicano e il dollaro canadese. E non a caso i titoli dei produttori americani di acciaio e alluminio hanno perso vistosamente quota; la loro speranza era in un Trump più severo.

Anche se ha ignorato le minacce di ritorsione in arrivo da più parti, come l'Unione europea, e anche se si è infischiato dell'appello lanciato il giorno precedente da 107 deputati repubblicani, il leader americano ha promesso "grande flessibilità e cooperazione a coloro che sono davvero nostri amici". Questo significa che ora partiranno intensi negoziati. Nelle proclamazioni infatti si legge che "qualsiasi Paese con cui abbiamo una relazione per la sicurezza è benvenuto a discutere con gli Usa modalità alternative per affrontare" il caso. Una nazione dovrà dimostrare che la vendita di alluminio e acciaio in Usa "non pone più" rischi alla sicurezza nazionale della prima economia al mondo. Se "alternative soddisfacenti" verranno trovate, allora il 45esimo americano potrà "rimuovere o modificare" le restrizioni imposte ed eventualmente aggiustare le tariffe su altri Paesi.

Canada e Messico "casi speciali" ma non si fanno ricattare sul Nafta
Il Canada e il Messico vengono considerati "casi speciali" e per questo verranno esonerati dalle tariffe a tempo indeterminato. Si tratta di una vittoria per le due nazioni che con gli Usa siglarono nel 1994 il North American Free Trade Agreement, l'accordo di libero scambio su cui stanno trattando per una riscrittura. Nelle proclamazioni non si fa cenno esplicito del Nafta, ma di fatto l'amministrazione Trump spera che una soluzione venga raggiunta nell'ambito di quei negoziati in corso. Una scadenza però non è stata data. Il documento si è limitato a dire che "per via della prossimità fisica delle nostre rispettive basi industriali, dell'integrazione economica robusta tra le nostre nazioni, delle esportazioni di alluminio prodotto in Usa verso il Canada e il Messico e per via della relazione stretta tra il benessere economico Usa e la nostra sicurezza nazionale", è meglio continuare a negoziare ed "esentare" i due vicini, "almeno in questo momento". Trump ha sottoscritto un documento in cui ha detto di aspettarsi che Canada e Messico "prevengano il trasbordo di alluminio e acciaio" destinato agli Usa attraverso i loro territori.

Il riferimento è alle tattiche che, secondo gli Usa, la Cina sta utilizzando per fare "dumping" indiretto di acciaio e alluminio in Usa passando attraverso altri Paesi. E' per questo, ha spiegato nel tardo pomeriggio americano il segretario americano al Commercio Wilbur Ross, che i dazi non sono stati imposti solo su Pechino. Per lui, la flessibilità mostrata da Trump rappresenta un "incentivo" per Canada e Messico a trovare un accordo commerciale "giusto".

Le reazioni di Canada, Messico e Ue
Per la ministra canadese degli Esteri, Chrystia Freeland, l'esenzione rappresenta "un passo avanti" ma che non cambia il suo approccio nei negoziati sul Nafta.

Cauta è stata la reazione dell'Unione europea, che sperava in una esenzione per tutti i 28 Paesi membri. La commissaria per il commercio Cecilia Malmstrom ha ribadito che la Ue, in quanto "stretta alleata degli Usa", dovrebbe essere esclusa dai dazi. Su Twitter ha promesso di volere ottenere "più chiarezza sulla questione nei giorni a venire". Malmstrom il 7 marzo aveva paventato il ricorso alla World Trade Organization e allo stesso tempo l'adozione di misure che rispettino il WTO ma che fungano da ritorsione alle tariffe su alluminio e acciaio volute da Trump. La lista di prodotti va dal burro di arachidi alle motociclette Harley-Davidson e ai jeans Levi's. Lei, il rappresentante commerciale degli Usa Robert Lighthizer e l'equivalente giapponese si vedranno a Bruxelles sabato 10 marzo per discutere dei dazi nuovi e di come l'alleanza a tre può contrastatare le politiche economiche della Cina.

Repubblicani al Congresso contro Trump
Intanto in Usa non si placano le polemiche legati ai dazi. Paul Ryan, lo speaker repubblicano alla Camera, è tornato a criticare il presidente dicendo di "temere le conseguenze indesiderate" delle sue mosse. Lui ha promesso di "continuare a fare pressione sull'amministrazione per aggiustare la sua politica in modo che si focalizzi solo su quei Paesi e su quelle pratiche che violano le leggi commerciali". Jeff Flake, repubblicano dell'Arizona, ha detto invece di essere già al lavoro su una legislazione - vista come simbolica - che annulli la misura di Trump. "Le guerre commerciali non si vincono, si perdono solamente", ha detto echeggiando la posizione del Fondo monetario internazionale. Per lui "il Congresso non può essere complice di un'amministrazione che porta al disastro economico". La linea dei repubblicani a Capitol Hill - che per altro temono un aumento dei prezzi sui consumatori finali, cosa che potrebbe aumentare le pressioni inflative tanto temute dai mercati per le loro conseguenze sulle mosse della Federal Reserve - è stata riassunta da Ryan: "La nostra economia e la nostra sicurezza nazionale sono rafforzate alimentandoo un libero commercio con i nostri alleati e promuovendo lo stato di diritto". Su questo la Ue è certamente d'accordo.

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