Trump: "invasione" dal Messico, "farò il muro"; shutdown da record

Il presidente pronto a dichiarare l'emergenza nazionale per costruire le nuove barriere al confine. Si rischia la fine della crescita dell'occupazione, che va avanti da 99 mesi consecutivi

C'è "una crisi umanitaria al nostro confine meridionale. Sono appena tornato [da l", ndr] e la situazione è molto peggiore di quanto quasi tutti possano immaginare, un'invasione!". Lo ha scritto, su Twitter, il presidente statunitense Donald Trump, che ieri ha visitato il confine con il Messico come parte della sua strategia per convincere gli statunitensi della necessità di nuove barriere.

"Sono stato l" numerose volte. I democratici Cryin' Chuck [Schumer, il leader della minoranza in Senato, preso in giro per le lacrime versate durante un vecchio discorso contro le politiche migratorie di Trump, ndr] e Nancy [Pelosi, speaker della Camera] non sanno quanto brutta e pericolosa sia per il nostro INTERO PAESE". "La barriera di acciaio, o muro, avrebbe dovuto essere costruita dalle precedenti amministrazioni, molto tempo fa. Non lo hanno mai fatto - ha aggiunto - lo farò io. Senza, il nostro Paese non può essere al sicuro. Criminali, gang, trafficanti di esseri umani, droga e molti altri grandi problemi possono facilmente riversarsi da noi. Può essere completamente fermato!".

Da 21 giorni, negli Stati Uniti, è in corso un parziale shutdown, ovvero un blocco di alcune attività del governo federale, a causa del mancato accordo tra repubblicani e democratici su una legge di spesa che dovrebbe finanziare diversi dipartimenti e agenzie federali. Il punto di scontro è il finanziamento del muro con il Messico, preteso da Trump, a cui si oppongono i democratici.

Trump ha minacciato di dichiarare l'emergenza nazionale per la "crisi umanitaria e di sicurezza" al confine, che gli permetterebbe di finanziare la costruzione delle nuove barriere, aggirando il Congresso. Secondo fonti del New York Times, la Casa Bianca sta pensando di attingere ai fondi per gli aiuti a Porto Rico, Florida, Texas e California, colpiti da disastri ambientali. Secondo il Wall Street Journal, i funzionari della Casa Bianca sono divisi sull'opportunità di dichiarare l'emergenza nazionale; il genero e consigliere di Trump, Jared Kushner, avrebbe invitato alla cautela.

Domani, l'attuale shutdown, che sta lasciando senza stipendio circa 800.000 lavoratori federali, diventerà il più lungo nella storia degli Stati Uniti, superando quello del dicembre 1995-gennaio 1996, sotto la presidenza di Bill Clinton. L'attuale shutdown, secondo un altro articolo del Wall Street Journal, potrebbe provocare la fine della striscia di 99 mesi consecutivi di crescita dell'occupazione, iniziata nell'ottobre 2010, la più lunga dal 1939.

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Trump: emergenza nazionale per costruire il muro, verso batteglie legali

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Anche Donald Trump, come altri presidenti americani prima di lui, ha firmato una dichiarazione di emergenza nazionale. Per il 45esimo Commander in Chief, c'è una crisi al confine tra Stati Uniti e Messico dove serve - è la sua tesi - costruire un muro per fermare una "invasione di droghe, criminali e gang". Peccato che con una tale mossa, il 45esimo Commander in chief non solo abbia agito in un contesto decisamente diverso da quello dei suoi predecessori; Trump ha anche spianato la strada a una serie di battaglie politiche e legali su una "crisi" non dimostrata dai dati. Non a caso, parlando alla stampa dal Rose Garden, il leader Usa ha attaccato un paio di giornalisti critici. A Jim Acosta, a cui in passato aveva negato accesso alla Casa Bianca, ha detto di fare "domande false" per una emittente "fake", la Cnn. A un altro reporter che aveva osato chiedergli che dati utilizza per dire che c'è una crisi al confine meridionale, Trump ha ordinato di sedersi e starsene zitto.

Scelta da Trump per diventare ambasciatrice Onu, Nauert si ritira

La portavoce del dipartimento di Stato, ex conduttrice di Fox News, lascia l'amministrazione dopo due anni. Pompeo: decisione "personale". Lei: è "nell'interesse della mia famiglia". Sarebbe stata messa sotto torchio al Senato per la conferma
U.S. Department of State

La portavoce del dipartimento di Stato nominata a dicembre da Donald Trump per diventare ambasciatrice alle Nazioni Unite, si è ritirata. E dopo due anni, ha lasciato l'amministrazione Usa. Ironia della sorte vuole che a fermare l'ascesa di Heather Nauert al Palazzo di vetro, almeno secondo Bloomberg, sia stato un passo falso commesso in passato: ha arruolato una baby sitter straniera che viveva legalmente negli Stati Uniti ma che non era autorizzata a lavorare. Nell'America del 45esimo presidente americano, in cui la retorica contro gli immigrati è usata per giustificare la costruzione del muro tra Usa e Messico, quella di Nauert è una pecca che politicamente avrebbe creato non poco imbarazzo all'amministrazione Trump. Anche se va detto che Trump ha assunto migranti privi di permesso di soggiorno nei suoi vari campi da golf.

Trump attacca Maduro e corteggia il voto latinoamericano

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Il presidente statunitense Donald Trump, durante un discorso in programma a Miami, chiederà a Nicolas Maduro di lasciare il potere in Venezuela. Lo farà parlando a due diversi pubblici: i generali che mantengono alla guida del Paese il presidente non più riconosciuto dagli Stati Uniti e le decine di migliaia di venezuelani espatriati, che potrebbero essere decisivi, in Florida, alle elezioni presidenziali del 2020.

I legislatori Gb contro Facebook: ha "intenzionalmente" violato le leggi

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Facebook ha "intenzionalmente e consapevolmente" violato leggi per la tutela della privacy e leggi antitrust nel Regno Unito, infischiandosene della tutela degli utenti come parte degli sforzi volti a massimizzare i ricavi generati dai dati loro associati. E' questa l'accusa pesante lanciata dai legislatori britannici domenica 17 febbraio. E' stato chiesto il lancio di un'inchiesta sulle pratiche dell'azienda americana, che ha risposto negando di avere violato le leggi e sostenendo di avere fatto tanti cambiamenti: "Sebbene ci sia ancora molto da fare, non siamo la stessa azienda di anni fa", ha detto Karim Palant, che lavora per il gruppo nel Regno Unito.