Trump lascia intatto (per ora) l'accordo sul nucleare, ultimatum ai partner Ue

Il presidente ha mantenuto il congelamento di sanzioni legate alla storica intesa raggiunta nel 2015 da Teheran e le principali potenze mondiali. Bruxelles ha 120 giorni per modificarla. Sanzionato capo magistratura iraniana

Il presidente americano ha deciso per la terza volta di estendere il congelamento di sanzioni draconiane contro l'Iran salvando per ora  lo storico accordo sul nucleare siglato nell'estate 2015 tra Teheran e le principali potenze mondiali, Usa inclusi. Tuttavia, Donald Trump ha avvertito i partner europei di volere migliorare l'accordo, che per lui "è il peggiore di sempre" ma che per Bruxelles sta funzionando nel rispetto delle regole. A loro ha dato un ultimatum: "Questa è l'ultima chance. In caso di un mancato raggiungimento di un'intesa, gli Usa non confermeranno di nuovo il congelamento delle sanzioni per stare nell'accordo nucleare. E se in qualsiasi momento riterrò che una simile intesa non sia a portata di mano, ritirerò immediatamente [gli Usa] dall'accordo".

Rischiando di intensificare le tensioni diplomatiche sull'asse Washinton-Bruxelles, ha dato ai partner Ue solo 120 giorni di tempo per rivedere l'intesa altrimenti gli Usa se ne tireranno fuori. Non solo. Washington ha annunciato sanzioni contro 14 entità incluso il capo della magistratura irananiana, visto come il responsabile di una repressione violenta delle manifestazioni anti-governative che ci sono state in varie città iraniane nelle ultime settimane.

E' la prima volta che Donald Trump ha deciso di non reintrodurre sanzioni da quando lo scorso ottobre disse al Congresso Usa che lo storico accordo sul nucleare non è più nell'interesse nazionale degli Stati Uniti. "La decisione dell presidente è di tenere sospese ancora una volta le sanzioni" contro Teheran, ha spiegato un funzionario della Casa Bianca durante una call con la stampa durante la quale ha aggiunto: "Questa sarà l'ultima volta che lo farà" a meno che non ottenga quello che desidera. Lo stesso funzionario ha spiegato che "Trump intende lavorare con i partner europei su un accordo supplementare, già in discussione". Ieri in una riunione capitanata dall'alto rappresentante Ue per la Politica estera e di Sicurezza, Federica Mogherini, è emersa la linea europea secondo cui "non c'è un'alternativa" all'accordo; inoltre Teheran ha spesso detto che l'intesa non si cambia.

"Trump spera ancora di ottenere delle modifiche all'accordo nucleare relative alla partecipazione degli Usa all'accordo stesso", ha continuato un altro funzionario facendo capire che Washingon vuole dal Congresso quattro cose: l'Iran deve permettere "ispezioni veloci, sufficienti e immediate in tutti i siti agli ispettori" internazionali; l'Iran "non deve arrivare al punto da essere vicino ad ottenere armi nucleari", cosa che nemmeno Barack Obama voleva e per questo è stato siglato un accordo; gli Usa devono potere reintrodurre le sanzioni nucleari "senza scadenza" se Teheran non rispetta nuovi criteri; la legislazione Usa "per la prima volta deve contenere e dire esplicitamente che consideriamo i programmi nucleare e missilistico di lungo raggio iraniani come inseparabili".

La scelta di Trump rischia di creare tensioni diplomatiche con Francia, Germania e Regno Unito e la Ue in generale, a cui ha dato 120 giorni di tempo per ritoccare l'accordo sul nucleare o raggiungerne uno separato che includa le condizioni in cui le sanzioni riscatterebbero se l'Iran non le rispettasse. Trump - che è chiamato a decidere se reintrodurre sanzioni nucleari contro l'Iran ogni 120-180 giorni - la settimana prossima dovrebbe rifiutarsi di certificare come fece a ottonre l'intesa nucleare (su cui deve pronunciarsi ogni 90 giorni). In autunno disse che "nel caso in cui non saremo in grado di raggiungere una soluzione con il Congresso e i nostri alleati, allora l'accordo sarà terminato". Con quelle parole e quel gesto diede ai legislatori Usa 60 giorni per introdurre una nuova norma ad hoc. I repubblicani al Congresso hanno scritto una bozza di legislatura che cambierebbe l'intesa eliminando le cosiddette "sunset provision", che permettono a Teheran di riprendere varie attività come l'arricchimento dell'uranio. Ma quella bozza non è andata da nessuna parte. Ora resta da vedere se e come Ue e Iran andranno avanti da soli senza gli Usa.

Washington dal canto suo crede di avere inviato un messaggio politico forte a Teheran con le sanzioni annunciate contro  14 tra individui ed entità; sono accusati di avere violato diritti umani in Iran e di aver sostenuto il programma missilistico di Teheran. Tra di loro, come detto, c'è Sadeq Larijani, l'uomo a capo della magistratura del Paese e stretto alleato dell'ayatollah Khamenei. Su questo fronte un funzionario ha spiegato: "Sappiamo che queste sanzioni avranno un impatto politico serio, che si farà sentire fino al vertice del regime".

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