Trump: "Le Guardie della Rivoluzione iraniane sono un gruppo terroristico"

Per la prima volta, un'entità di uno Stato straniero è stata inserita nella lista nera. Il segretario di Stato, Pompeo: "L'uso del terrorismo è centrale per la politica estera del regime iraniano"
Ap

L'amministrazione Trump ha inserito le Guardie della Rivoluzione iraniane nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere. Lo ha appena comunicato la Casa Bianca, confermando le indiscrezioni degli ultimi giorni. Per la prima volta, un'entità di uno Stato straniero è ufficialmente designata come organizzazione terroristica.

"Questa mossa manda un chiaro messaggio a Teheran: il suo sostegno al terrorismo ha serie conseguenze. Continueremo ad aumentare la pressione finanziaria e ad aumentare i costi per il regime iraniano, visto il suo sostegno alle attività terroristiche, finché non abbandonerà questo comportamento maligno e fuorilegge". Questo il commento del presidente statunitense, Donald Trump, nel comunicato stampa con cui l'amministrazione ha comunicato la sua decisione. "L'Iran non solo è uno Stato sponsor del terrorismo, ma anche che le Guardie della Rivoluzione iraniane partecipano attivamente, finanziano e promuovono il terrorismo come strumento per governare" ha detto Trump in una nota. Secondo Washington, esse sono il mezzo principale con cui il governo di Teheran "dirige e attua la campagna globale terroristica".

La mossa ha l'obiettivo di bloccare gli affari in Europa e altrove delle Guardie rivoluzionarie e di limitare la loro presenza militare in Medio Oriente. Le Guardie rivoluzionarie sono una componente delle forze armate iraniane molto vicina al governo e hanno accumulato un vasto potere economico nel Paese negli ultimi decenni. Hanno 100.000 soldati per la difesa nazionale e sono responsabili del programma missilistico iraniano; sono coinvolte nel programma nucleare e hanno avuto un ruolo fondamentale nella repressione della dissidenza. Le forze Quds, una divisione d'élite delle Guardie, si occupano di aiutare le milizie filoiraniane in Siria, Iraq e nel resto del Medio Oriente.

La decisione di Washington è stata poi commentata dal segretario di Stato, Mike Pompeo. "L'uso del terrorismo è centrale per la politica estera del regime iraniano. La designazione [come organizzazione terroristica] delle Guardie della Rivoluzione, incluse le forse Quds, aiuterà a privare il regime delle risorse per eseguire la loro distruttiva politica. La massima pressione sarà inarrestabile finché il regime iraniano non abbandonerà le sue ambizioni letali". Per Pompeo, la designazione, che entrerà in vigore tra una settimana, è "giusta". "Doveva essere fatta molto tempo fa" ha aggiunto. Il segretario di Stato ha poi dichiarato, in conferenza stampa, che "le aziende e le banche di tutto il mondo" devono tagliare i ponti con le Guardie della Rivoluzione iraniane. Teheran, ha spiegato, non è considerata più come una "sostenitrice del terrorismo", ma come una protagonista di atti terroristici.

Poi, Pompeo ha risposto a una domanda su cosa succederà alle esenzioni concesse, lo scorso novembre, dagli Stati Uniti a sette Stati (più Taiwan, non riconosciuto come tale), tra cui l'Italia, a cui è stato permesso temporaneamente di continuare ad acquistare petrolio iraniano anche dopo l'imposizione di nuove sanzioni contro Teheran. "Prenderemo una decisione a tempo debito, quando ci avvicineremo al 2 maggio". 

In una call con la stampa a commento delle relazioni tra Washington e Bruxelles, dopo l'annuncio dell'inserimento delle Guardie della Rivoluzione iraniane nella lista delle organizzazioni terroristiche, un alto funzionario statunitense ha detto: "Non è un segreto che l'Europa e gli Stati Uniti non la pensino allo stesso modo sul Jcpoa", il Joint Comprehensive Plan of Action, ovvero l'accordo sul nucleare iraniano firmato dalle principali potenze mondiali nell'estate del 2015, che l'amministrazione Trump ha deciso di abbandonare. Nonostante il differente approccio tra Ue e Usa, lo stesso funzionario ha aggiunto: "Abbiamo interessi condivisi con i nostri alleati europei, per esempio di impedire all'Iran di sostenere il terrorismo nel mondo". Secondo il funzionario, "dovremmo essere tutti d'accordo sul fatto che gli sponsor principali del terrorismo non dovrebbero essere in grado di usare il suolo europeo per le loro campagne terroristiche".

La decisione dell'amministrazione è stata fortemente sostenuta dal consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, e dal segretario di Stato, Mike Pompeo; al Pentagono, invece, c'è chi ha messo in guardia dal prendere questa decisione, come il generale dei Marine Joe Dunford, il capo dello stato maggiore congiunto delle forze armate statunitensi; il timore è che possano esserci ripercussioni negative per le forze statunitensi nella regione, senza che siano inflitti danni reali all'economia iraniana. Anche la Cia, secondo le fonti del Wall Street Journal, avrebbe espresso le proprie perplessità.

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