Trump: lo scandalo hacker russi è una "caccia alle streghe"

Il presidente eletto in una intervista al New York Times

Per Donald Trump lo scandalo sugli hacker russi che hanno preso di mira la campagna elettorale americana è "una caccia alle streghe".

Così nel corso di una intervista con il New York Times il presidente eletto ha liquidato la bufera scoppiata ormai da mesi: l'intelligence americana e il governo Obama sostiene che l'azione dei pirati del Cremlino abbia aiutato a portare Trump alla Casa Bianca.

Donald Trump ha parlato con il New York Times nel corso di una intervista telefonica nella mattinata di venerdì 6 gennaio, tre ore prima del suo incontro con il capo dell'intelligence americana James R. Clapper e dal direttore della Cia, John Brennan.

Nel corso della conversazione, scrive il New York Times, Trump ha più volte criticato l'attenzione nei confronti della Russia: già altre volte ha detto che è stata accusata ingiustamente di azioni che non ha commesso.

"La Cina, poco tempo fa, ha hackerato 20 milioni di nomi di funzionari governativi", ha detto facendo riferimento a un attacco avvenuto tra il 2014 e il 2015. "Come mai nessuno ne ha parlato? Si tratta di una caccia alle streghe politica", ha detto facendo riferimento a Mosca.

La tesi di Trump è sempre la stessa: ci sono stati diversi attacchi ai sistemi informatici del Congresso e della Casa Bianca, e per questo è ingiusto ricordare solo l'ultimo commesso dalla Russia. ma, fa notare il Nyt, nessuna delle informazioni rubate in passato sono state messe online come è successo per le mail del partito democratico e di John Podesta, il capo della campagna di Clinton.

"Detto questo, non voglio che altri paesi attacchino il nostro paese", ha ricordato il presidente eletto. "Hanno hackerato la Casa Bianca, hanno hackerato il Congresso. Siamo la capitale mondiale dell'hacking".

Trump ha ancora una volta messo in dubbio il reale pericolo dell'azione russa nel corso della campagna elettorale. Per Trump - che ha parlato con il Nyt per 8 minuti - la decisione di focalizzarsi sulla Russia sarebbe arrivata per un solo motivo: nascondere una profonda sconfitta. "Ho vinto più stati nelle elezioni di Ronald Reagan", ha concluso.

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Un paio di funzionari della Casa Bianca ha giocato un ruolo chiave nel fornire a Devin Nunes rapporti di intelligence che mostravano come Donald Trump e il suo staff fossero stati intercettati "accidentalmente" dalle spie americane durante la transizione tra l'inizio della sua amministrazione e la fine di quella di Barack Obama. Lo scrive il New York Times facendo riferimento al deputato repubblicano della California che presiede la commissione Intelligence alla Camera, quella che teoricamente dovrebbe condurre una inchiesta indipendente sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali dello scorso 8 novembre (c'è una stessa commissione al Senato che a sua volta sta indagando). Nunes è stato travolto dalle polemiche per avere discusso di quelle intercettazioni con Trump prima ancora che con i membri della commissione stessa.

Nel mirino dei russi finiscono anche i repubblicani Rubio e Ryan

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Economia Usa cresce a passo più rapido, Pil rivisto a +2,1%

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Boom attività M&A in Europa (+16% nel primo trimestre), società Usa protagoniste

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Le società europee fanno gola alle controparti internazionali, soprattutto americane, che si sono buttate sul mercato a caccia di affari sulla scia del rally azionario seguito alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali dello scorso novembre. Da capire se lo slancio continuerà nei prossimi mesi, visto anche il rallentamento delle ultime sedute, ma per il momento i dati lasciano poco spazio ai dubbi: stando ai dati di Thomson Reuters, riportati dal Financial Times, nel primo trimestre 2017 le operazioni di fusione e acquisizione in Europa hanno complessivamente toccato i 215,3 miliardi di dollari, in rialzo del 16% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e il massimo dal 2008 per il periodo nella regione.

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L'emissione di visti per i cittadini di Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen sarebbe sospesa per 90 giorni, se il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riuscisse a vincere la battaglia legale che riguarda il suo ordine esecutivo sul 'travel ban', giustificato con motivi di sicurezza nazionale. Il Paese più colpito sarebbe l'Iran, secondo i dati raccolti da MarketWatch.

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Quello che bisogna sapere per scegliere e per essere ammessi in un college negli USA. Gli ostacoli da superare e gli strumenti migliori per battere la concorrenza nelle università più prestigiose
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Ivanka Trump ha deciso di formalizzare il suo ruolo alla Casa Bianca confermando di essere una "first daughter" con una visibilità certamente maggiore della first lady, Melania. La figlia maggiore del presidente americano Donald diventa ufficialmente un dipendente federale non retribuito andando a unirsi al marito Jared Kushner, consigliere del presidente e a sua volta non pagato al civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington.