Trump mette in vendita mega tenuta ai Caraibi per 28 milioni di dollari

La proprietà affaccia sulla spiaggia dell’isola di St Martin. Potrebbe garantire al presidente americano una plusvalenza di oltre 8 milioni di dollari

L’enorme e sontuosa tenuta del presidente americano Donald Trump sull’isola caraibica di St Martin è in vendita per 28 milioni di dollari. La tenuta era stata acquistata dal miliardario di New York nel 2013.

L’annuncio della vendita di quella che viene chiamata “Le Chateau des Palmiers”, Il Castello delle Palme, è stato riportato senza troppo clamore dal sito web di Sotheby’s International Realty. Il sito dell’agenzia immobiliare specializzata in proprietà di lusso non specifica il prezzo della mega mansion, disponibile “su richiesta”. E’ il Washington Post a citare una fonte fornendone il prezzo. La plusvalenza che Trump otterrebbe se la vendita andasse in porto sarebbe di oltre 8 milioni di dollari.

Non è chiaro perché l’immobile sia stato messo in vendita; i funzionari della Casa Bianca e della Trump Organization, l’impero imprenditoriale che il presidente ha affidato ai figli dopo la sua elezione, non hanno voluto commentare.

La proprietà, che si estende sulla costa per circa cinque ettari di terreno, vanta due ville elegantemente decorate da cinque e quattro camere da letto rispettivamente, un campo da tennis, una palestra e un centro benessere, terrazze panoramiche, Jacuzzi e una piscina riscaldata che si affaccia sulle acque cristalline della baia di Plum. Il complesso si trova a 10 minuti di auto dall’aeroporto internazionale dell’isola.

In seguito all’acquisto, la tenuta ha fruttato a Trump tra i 200.000 e i 2 milioni di dollari in affitto nel periodo compreso tra il 2014 e il 2016.

Il tentativo di Trump di vendere una proprietà mentre ricopre l’incarico di presidente degli Stati Uniti potrebbe riaccendere le polemiche legate a questioni di tipo etico.

Sotheby’s International Realty
Sotheby’s International Realty
Altri Servizi

Trump vuole taglio del 10% delle esportazioni Ue di acciaio e alluminio

Secondo il Wsj, Washington ha fatto due proposte a Bruxelles. C'è tempo fino al primo giugno

Tagliare di circa il 10% le esportazioni di alluminio e di acciaio Ue verso gli Usa. Sarebbe questo il piano del presidente americano Donald Trump, che conferma lo scetticismo espresso ieri da Cecilia Malstroem: la commissaria al Commercio aveva spiegato che a Washington potrebbero non bastare le proposte fatte da Bruxelles per essere esonerata in modo permanente dai dazi sui metalli (scattati il 23 marzo scorso per la gran parte delle nazioni incluse Cina e Giappone). C'è tempo per negoziare fino al primo giugno ma "ci sono segnali dagli Usa che l'esenzione non sarà prolungata" come successe all'ultimo minuto prima della scadenza del primo maggio scorso.

McDonald's travolto da accuse di molestie sessuali in Usa

Le hanno lanciate dieci donne. Il gruppo le prende "molto seriamente"
iStock

L'ondata di molestie sessuali che ha travolto Hollywood, Capitol Hill e il mondo dei media è arrivata anche nel colosso mondiale del fast-food McDonald's.

Trump contro il 'Deep State': "Mi ha spiato, è un grave scandalo"

Serie di tweet del presidente contro l'Fbi; il dipartimento di Giustizia, intanto, indaga

"Guardate come le cose si sono rivoltate sullo 'Stato profondo' criminale. Si sono scagliati sulla fasulla collusione con la Russia, un imbroglio inventato, e sono stati beccati in uno scandalo di spionaggio considerevole, come mai questo Paese ha visto prima d'ora! Chi la fa, l'aspetti!". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Twitter. Per 'Deep State', Stato profondo, si intende l'apparato federale che agirebbe contro il presidente.

Wall Street attende le minute della Fed

Ieri chiusura in calo: Trump alimenta le tensioni commerciali
iStock

Wall Street attende le minute della Fed

Ieri chiusura in calo: Trump alimenta le tensioni commerciali
iStock

Fca: per Hsbc, Marchionne prepara il "gran finale"

Gli analisti avviano la copertura del titolo consigliando di comprarlo. Arriverà a 23 euro. Possibile il raggiungimento dei target 2018 e una revisione al rialzo delle stime sugli utili

Fiat Chrysler Automobiles ha corso a Wall Street, dove il titolo del produttore di auto ha registrato un +1,3% a 22,62 dollari ma era arrivato fino a 22,91 dollari. A Piazza Affari l'azione ha guadagnato l'1,66% a 19,35 euro.

Una donna alla presidenza del Nyse, prima volta in 226 anni

Stacey Cunningham è attualmente direttore operativo. Sostituisce Thomas Farley

Per la prima volta nei suoi 226 anni di storia, il New York Stock Exchange ha affidato la presidenza a una donna. Si tratta di Stacey Cunningham, attualmente direttore operativo del cosiddetto 'Big Board'.

Trump mette in dubbio il summit con Kim, chiede condizioni

A Kim, il leader Usa offre sicurezza in cambio della denuclearizzazione della sua nazione
AP

Era volato a Washington per assicurarsi che il summit storico tra il presidente americano e quello nordcoreano si verificasse come previsto il 12 giugno prossimo a Singapore. E invece il presidente sudcoreano non ha potuto fare altro che dire che "la persona al comando" è Donald Trump. Tradotto: sarà lui a decidere cosa fare dopo il cambiamento di retorica da parte di Pyongyang, che la settimana scorsa ha cancellato all'ultimo minuto trattative di alto livello con una delegazione sudcoreana minacciando il faccia a faccia con Trump.

Banche Usa: nel primo trimestre 2018 utili record

Profitti a quota 56 miliardi di dollari, un rialzo del 27,5% sui primi tre mesi del 2017
AP

Nel primo trimestre del 2018 gli utili netti delle principali banche americane hanno raggiunti i 56 miliardi di dollari, un rialzo del 27,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Si tratta di un record visto che il precedente massimo risale al secondo trimestre del 2011, quando si arrivò a 48,1 miliardi. Lo ha comunicato la Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic), l'agenzia americana indipendente che garantisce i depositi bancari e secondo cui il miglioramento è dovuto a ricavi operativi in aumento (+8,3% a 198,8 miliardi di dollari) e ad aliquote fiscali più basse.

AP

Netflix continua a investire sui contenuti rafforzandosi nella sfida contro rivali come Amazon e Walt Disney. Il servizio di video in streaming ha siglato con Barack e Michelle Obama un accordo pluriennale per la produzione di film e serie. Stando a una nota di Netflix, il 44esimo presidente americano e la moglie "produrrano un insieme vario di contenuti" tra cui potrebbero rientrare serie, docu-serie e documentari. "Questi progetti saranno disponibili ai 125 milioni di membri Netflix in 190 Paesi". Si chiama Higher Ground Productions la società con cui gli Obama produrranno contenuti per Netflix.