Haiti luogo merdoso? Trump: "Non l'ho detto, ma sui migranti grande passo indietro". Il senatore Durbin lo smentisce

Il presidente avrebbe detto: "Perché dobbiamo prendere questa gente da Paesi di merda?". Il senatore democratico ha dichiarato: "Lo ha detto, non una ma più volte"

"Il linguaggio usato da me all'incontro sul Daca è stato duro, ma non è stato quello (di cui ha parlato la stampa, ndr). Davvero dura è stata la bizzarra proposta fatta, una grande battuta d'arresto per il DACA!". Questo il commento su Twitter del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo che il Washington Post ha scritto, citando due fonti, che nell'incontro di ieri sull'immigrazione alla Casa Bianca avrebbe detto, riferendosi all'idea di offrire protezione ai migranti giunti da Haiti, El Salvador e da nazioni africane: "Perché dobbiamo continuare a far arrivare qui gente da questi Paesi di merda?". Secondo lui, gli Stati Uniti dovrebbero invece puntare su gente in arrivo dalla Norvegia, il cui primo ministro era stato il giorno precedente alla Casa Bianca.

Meno di due ore dopo, è tornato sull'argomento: "Non ho mai detto nulla di spregiativo sugli haitiani se non che Haiti è, ovviamente, un Paese molto povero e instabile. Non ho mai detto 'portateli via'. Lo hanno inventato i democratici. Ho un rapporto meraviglioso con gli haitiani. Probabilmente dovrei registrare i futuri incontri. Purtroppo, nessuna fiducia!".

Il senatore democratico Dick Durbin, presente all'incontro alla Casa Bianca sull'immigrazione, ha invece confermato le parole pronunciate dal presidente degli Stati Uniti. Durbin ha detto che Trump ha ripetutamente definito quei Paesi degli "shitholes", ovvero dei "luoghi merdosi". "È la parola esatta usata dal presidente, non una volta sola ma ripetutamente" ha detto il senatore alla Msnbc.

Trump ha accusato, in una serie di tweet, la pessima proposta che gli è stata presentata sull'immigrazione. "Il cosiddetto accordo bipartisan sul Daca che mi è stato presentato ieri è un grande passo indietro. Il muro non è finanziato appropriatamente, i sistemi della 'catena' (migratoria, ndr) e della lotteria (per la Green Card, ndr) sono stati peggiorati e gli Stati Uniti sarebbero obbligati a prendere un ampio numero di persone da Paesi con alti tassi di criminalità".

"Voglio un sistema migratorio basato sul merito e gente che aiuti a portare questo Paese al livello successivo. Voglio sicurezza per la nostra gente. Voglio fermare il massiccio ingresso di droghe. Voglio finanziare i nostri militari. Siccome i democratici non sono interessati alla vita e alla sicurezza, il Daca ha fatto ora un grande passo indietro" ha scritto ancora Trump.

"I democratici minacceranno lo shutdown (lo stop alla spesa pubblica, ndr), ma quello che stanno realmente facendo è fermare le nostre forze militari, nel momento in cui ne abbiamo più bisogno. Siate intelligenti, FACCIAMO DI NUOVO GRANDE L'AMERICA!".

Ieri, un gruppo bipartisan di senatori statunitensi aveva raggiunto un accordo su una legge che proteggerebbe centinaia di migliaia di giovani immigrati, i cosiddetti Dreamers, dall'espulsione. "Abbiamo un accordo e ne parleremo con la Casa Bianca. Spero che si possa andare avanti con questo, è l'unica proposta in gioco, non ce ne sono altre" aveva detto il senatore repubblicano Jeff Flake.

Flake fa parte del gruppo bipartisan che da mesi cerca una soluzione legislativa dopo che il presidente Donald Trump, a settembre, ha deciso di porre fine al Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca), il programma voluto nel 2012 da Barack Obama per permettere agli immigrati irregolari, entrati da bambini nel Paese, di evitare l'espulsione e ricevere un permesso di lavoro o di studio biennale e rinnovabile. Trump ha dato 6 mesi di tempo al Congresso, fino al 5 marzo, per trovare una soluzione appropriata per le quasi 800.000 persone interessate dal provvedimento.

"Purtroppo - ha aggiunto Trump in un nuovo tweet - i democratici vogliono smettere di pagare le nostre truppe e i lavoratori governativi (con lo shutdown, ndr) per un accordo sfavorevole, non giusto, sul Daca. Prendetevi cura dei nostri militari del nostro Paese, PRIMA!".

Trump ha più volte detto di voler salvare i Dreamers, ma di volere anche la costruzione del muro al confine con il Messico e il rafforzamento dei controlli. Il presidente, ha reso noto la Casa Bianca, accetterà soltanto un accordo sull'immigrazione che affronti "in modo adeguato" il sistema della lotteria per i visti e la 'Chain migration', un sistema che consente a una persona legalmente residente negli Stati Uniti di sponsorizzarne un familiare.

Per l'amministrazione Trump si tratta di "due programmi che ledono la nostra economia e permettono ai terroristi di entrare nel nostro Paese. Come altre nazioni che hanno politiche migratorie basate sul merito, il presidente Trump sta lottando per soluzioni permanenti che rendano più forte la nostra nazione, dando il benvenuto a coloro che possono dare contributi alla società, che possono fare crescere la nostra economia e che possano integrarsi nella nostra meravigliosa nazione". Trump "rigetterà sempre misure temporanee, deboli e dannose che mettono in pericolo le vite di americani che lavorano sodo e che mettono a repentaglio i migranti che cercano una vita migliore attraverso un processo legale".

Giorni fa, l'amministrazione Trump ha deciso di cancellare i permessi di residenza temporanei a circa 200.000 salvadoregni, molti dei quali vivono negli Stati Uniti da oltre 15 anni e che godono al momento del Temporary Protected Status, un programma che fornisce una speciale protezione agli stranieri, soprattutto provenienti dall'America Centrale, che emigrano per fuggire da guerre, disastri naturali o catastrofi, entrando negli Stati Uniti senza documenti.

Nelle settimane passate, la protezione è stata cancellata a 60.000 haitiani e a 2.500 nicaraguensi; la decisione sul futuro di circa 57.000 honduregni che vivono negli Stati Uniti è stata invece rinviata di 6 mesi.

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