Trump: "non sono pronto" a un accordo con Cina. Fed tagli i tassi dell'1%

Non è escluso che il round di negoziati previsto a Washington a inizio settembre sia cancellato
Ap

Il presidente americano ha sferzato un doppio colpo che ha mandato in tilt i mercati finanziari. Donald Trump ha detto di non essere pronto a siglare un accordo commerciale con la Cina. Ed è tornato a criticare la Federal Reserve per "ammanettare" l'economia americana, chiedendo un taglio dei tassi di un punto percentuale.

Parlando alla stampa prima di lasciare la Casa Bianca per recarsi negli Hamptons, la località esclusiva di mare di New York dove è prevista una raccolta fondi, il leader Usa ha detto: "Non sono pronto" a un accordo.

"E' ora che qualcuno faccia qualcosa" per fermare le pratiche sbagliate della nazione asiatica, nuovamente accusata di svalutare la sua divisa per avvantaggiarsi nei confronti dei partner commerciali.

Trump ha rivendicato la bontà dei dazi imposti contro la Cina, fino ad ora pari al 25% su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi. "I dazi sono fantastici. Abbiamo guadagnato miliardi di dollari. Stiamo riportando ordine nel sistema. Noi stiamo andando bene".

Secondo Trump, le trattative procedono ma sono gli Usa a essere in una posizione di vantaggio. Il presidente ha lasciato intendere che il prossimo round di negoziati previsto nella capitale americana a inizio settembre potrebbe essere cancellato. Quello precedente c'è stato a Shanghai il 30-31 luglio scorso ma per Trump non ha portato ai progressi sperati visto che l'1 agosto ha annunciato nuovi dazi del 10% su 300 miliardi di dollari. Entreranno in vigore l'1 settembre. E quando il 6 agosto lo yuan è sceso sui minimi del 2008 contro il dollaro, Washington ha bollato Pechino come un "manipolatore di valuta".

Trump ha confermato che gli Usa non faranno business con Huawei ma le cose potrebbero cambiare nel caso di un accordo commerciale con la Cina.

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