Trump, ordine esecutivo per difendere prodotti e lavoratori Usa

Il presidente: "I posti di lavoro devono essere offerti prima agli americani", troppi abusi con i visti H-1B. "Grazie a me, vedremo di più la scritta 'Made in USA'"

"I posti di lavoro devono essere offerti prima ai lavoratori statunitensi". Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cos" annunciato il proprio ordine esecutivo che avrà l'obiettivo di modificare il programma per l'assegnazione dei visti H-1B, che permettono alle aziende statunitensi di assumere lavoratori stranieri che abbiano competenze in settori specifici; si tratta di un visto molto utilizzato dalle società hi-tech, ma che sarebbe stato usato per assumere lavoratori stranieri per posti di lavoro con salari medio-bassi, a scapito degli statunitensi.

"Con questa azione, stiamo mandando un segnale potente al mondo. Finalmente mettiamo l'America al primo posto" ha detto Trump, parlando da una fabbrica di Kenosha, in Wisconsin. Secondo Trump, le aziende hanno abusato del programma per assumere personale straniero non specializzato, meno costoso di quello statunitense; il programma per i visti H-1B, secondo l'amministrazione attuale, deve tornare al suo obiettivo originario, cioè quello di portare negli Stati Uniti lavoratori specializzati.

L'ordine esecutivo non modifica il sistema, ma darà mandato ai dipartimenti del Lavoro, di Giustizia, della Sicurezza interna e di Stato di riesaminare il programma, identificare gli "abusi e le frodi" e "proteggere i lavoratori". L'ordine esecutivo chiede inoltre maggiori tutele per i prodotti statunitensi, in modo da attuare e tutelare il "Buy American, Hire American", ovvero sostenere il 'Made in Usa' e l'assunzione di lavoratori statunitensi. "Grazie alla mia azione" ha detto Trump, "vedremo di più la scritta 'Made in USA' sui prodotti". Il presidente ha poi definito l'Organizzazione mondiale del commercio "uno dei nostri disastri".

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Marchionne torna al Nyse: Ferrari ha prospettive "fenomenali"

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Due anni dopo la quotazione di Ferrari, Sergio Marchionne è tornato al New York Stock Exchange. Lo ha fatto per celebrare il settantesimo anniversario dalla nascita del gruppo di Maranello, il cui titolo ha guadagnato oltre il 110% dall'ottobre 2015, quando sbarcò in Borsa con un prezzo di collocamento di 52 dollari. Ora ne vale 116. Di questo il Ceo e presidente si è detto "felice" anche perché ha dimostrato al mercato che aveva ragione a esigere una valutazione tipica di gruppi appartenenti alla categoria del lusso. Non a caso lui è "long" sul titolo dal simbolo RACE (corsa), ha fiducia in un marchio in cui ha creduto ancora prima di entrate in Fiat quando era "un aspirante cliente della Scuderia" ed è convinto che l'azienda - che apre all'elettrificazione e ai Suv mentre esclude uno scorporo di Jeep da Fca e nozze con Great Wall - abbia prospettive "fenomenali". E questo nonostante l'ennesimo flop tecnico nella Formula Uno.

Il problema di Amazon con i prodotti di lusso

Regole poco rigide sulla contraffazione e sui rivenditori non autorizzati tengono lontani dal colosso dell'E-commerce marchi come Gucci, Fendi, Louis Vuitton, Moet&Chandon e tanti altri

All’inizio di quest’anno Swatch Group, conglomerata svizzera che opera nel campo degli orologi, aveva manifestato l’intenzione di vendere alcuni dei suoi prodotti di lusso su Amazon. Dopo mesi di colloqui l’accordo tra le due compagnie si è concluso con un nulla di fatto e il motivo lo spiega un articolo del Washington Post.

Aig: effetto uragani da tre miliardi di dollari

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A causa degli uragani che hanno colpito gli Stati Uniti e del terremoto che ha fatto tremare il Messico, American International Group subirà nel terzo trimestre una perdita al lordo delle imposte tar 2,9 e 3,1 miliardi di dollari. Lo ha comunicato il gruppo assicurativo americano.

La California del Nord brucia

Almeno 10 morti e oltre 1500 tra case, aziende e altre strutture ridotte in cenere. E' tra i peggiori incendi nella storia dello Stato
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Almeno 10 persone sono morte, più di 170 sono finite all'ospedale e oltre 1500 tra case, aziende e altre strutture come scuole sono state ridotte in cenere da più di 14 incendi che stanno bruciando da domenica 8 ottobre otto contee nella California del Nord tra cui Napa, famosa per il suo vino, e Sonoma. Le cause sono ancora oggetto di inchiesta.

Las Vegas: il killer sparò a una guardia prima di iniziare la strage

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Stephen Paddock, l'autore della peggiore sparatoria nella storia moderna Usa, ha sparato a una guardia sei minuti prima di aprire il fuoco sulla folla riunitasi il primo ottobre scorso a Las Vegas per un concerto. La guardia stava reagendo a un allarme scattato e che segnalava che una porta era rimasta aperta sullo stesso piano dell'albergo dove si trovava la stanza di Paddock. Lo ha spiegato in conferenza stampa lo sceriffo Joseph Lombardo. E' lui ad avere fornito una nuova tempistica di quella serata tragica nella quale si esclude ancora il coinvolgimento di un secondo killer così come un legame con organizzazioni terroristiche internazionali.

Wall Street attende la stagione delle trimestrali

Oggi, attenzione rivolta al Fondo monetario internazionale
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Arrivano anche le prime cuffie wireless del gruppo e la fotocamera Clips che preoccupa GoPro
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Google affila le armi contro la concorrenza, a cominciare da Apple e Amazon. Il gruppo parte di Alphabet ha presentato vari prodotti tra cui due nuovi smartphone chiamati Pixel 2 e Pixel 2 XL, due nuovi speaker per la casa (uno dalle dimensioni piccole, Google Home Mini, e un'altro di alta gamma, Google Home Max), un nuovo Chromebook chiamato Pixelbook, un nuovo visore per la realtà virtuale e le sue prime cuffie wireless battezzate Google Pixel Buds. Come se non bastasse, l'azienda di Mountain View (California) ha sorpreso il pubblico riunito per l'occasione a San Francisco lanciando Google Clips, una nuova macchina fotografica che sembra preoccupare GoPro: il titolo del produttore di dispositivi usati dagli amanti di sport estremi per scattare immagini e registrare video ha accelerato subito al ribasso con gli investitori che chiaramente temono la concorrenza del nuovo arrivato.

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