Trump promette "miracolo" per la classe media con taglio alle tasse

L'opposizione democratica non la pensa così. Il presidente parla di un "cambiamento rivoluzionario"

Con i dettagli di un piano di riforma fiscale in circolazione da ore, Donald Trump è salito su un palco in Indiana per promuovere quella che spera possa diventare la sua prima vittoria legislativa. Il presidente sa bene che deve convincere l'opinione pubblica e un'opposizione già sul piede di guerra. Per questo, è stato soprannominato "Salesman in chief" invece che "Commander in chief".

Facendo riferimento al documento da nove pagine intitolato "Unified Framework for Fixing Our Broken Tax Code" e che contiene alcuni dettagli della riforma, Trump ha promesso un "miracolo" per la classe media; secondo la minoranza democratica al Congresso, tuttavia, è proprio la classe media che pagherà il conto della riforma stessa.

Dopo avere ringraziato il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il suo consigliere economico Gary Cohn - due dei "big six" che stanno lavorando sulla legislazione - Trump ha spiegato che le proposte del Gop "ridurranno notevolmente le aliquote aziendali in modo tale che le aziende e i lavoratori americani possano battere i nostri rivali stranieri e inizino a vincere di nuovo".

Con una retorica populista, l'inquilino della Casa Bianca ha promesso una riduzione dell'aliquota "al di sotto della media delle nazioni industrializzate". La proposta è per un taglio delle aliquote per le aziende al 20% dal 35% attuale, sopra il 15% promesso da Trump ma sotto la media mondiale del 22,5%.

"Questo è un cambiamento rivoluzionario e i grandi vincitori saranno i lavoratori della classe media con i posti di lavoro che torneranno a riversarsi nella nostra nazione, con le aziende che ricominciano a competere e con i salari che continuano a crescere". Parlando delle aziende medio piccole, Trump ha citato un'aliquota massima che arriverà al livello più basso "da oltre 80 anni". Non è un caso che a Wall Street, l'indice Russell 2000 si sia spinto a livelli record. "Voglio una riforma fiscale che sia pro-America", concetto già sventolato a fine agosto in Missouri durante il primo di una serie di comizi pensati per promuovere la sua agenda. "E' tempo di tornare a prenderci cura degli americani" con una riforma che secondo lui capita una sola volta per generazione.

Sapendo benissimo che l'opposizione democratica ha già promesso di dargli del filo da torcere, convinta che la riforma proposta agevoli i contribuenti più ricchi, il presidente Usa ha detto: "La riforma fiscale non è stata storicamente una questione di parte e non deve esserlo oggi". Secondo lui "non c'è ragione che i democratici e i repubblicani al Congresso non uniscano le forze per arrivare a questa vittoria gigante per il popolo americano e per iniziare di nuovo il miracolo della classe media".

I commenti dei democratici
In una conferenza stampa Chuck Schumer, a capo della minoranza democratica al Senato, si è detto certo che le proposte del Gop non convinceranno il popolo americano perché - è la tesi - a trarne vantaggio saranno i contribuenti più abbienti. Non solo. "Hedge fund e studi legali di alto profilo godranno di sgravi enormi". Per lui il piano che il presidente sta per presentare dall'Indiana viola la garanzia da lui data secondo cui i più ricchi non ne avrebbero tratto vantaggio. E crea un buco da 5.000 miliardi di dollari in 10 anni.

Il senatore Ron Wyden, anche lui un democratico, ha concluso che "una mancanza di dettagli" dimostra come sarà la classe media a fare i conti con i piani dell'amministrazione Trump. E' lui ad avere detto che le correzioni che gli erano state promesse dal Gop non sono presenti nel documento da nove pagine che descrive lo scheletro della riforma fiscale e che è stato spifferato prima del discorso di Trump. Intitolato "Unified Framework for Fixing Our Broken Tax Code", lascia molte domande senza risposta ma esso verrà presentato come un punto di partenza per i negoziati.

Nancy Pelosi, la leader dei democratici alla Camera, su Twitter ha detto che "il piano del Gop non è una riforma fiscale. E' un piano per garantire ai ricchi tagli enorme alle tasse e portare le famiglie a pagare il conto". La deputata ha lanciato l'allarme contro un boom del deficit a danno di programmi federali come Social Security, Medicare e Medicaid.

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