Trump pronto a riconoscere Gerusalemme capitale di Israele (con delle riserve)

Potrebbe ammorbidire i toni e dire che solo Gerusalemme Ovest sarà capitale. Il presidente Usa avrebbe inoltre deciso di rimandare di sei mesi lo spostamento dell'ambasciata americana in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme.

Donald Trump si prepara a stravolgere decenni di politica estera americana, con una presa di posizione che potrebbe gettare ulteriore benzina sul fuoco delle tensioni in Medio Oriente. Il presidente americano, come hanno indicato fonti dell'amministrazione, intende riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

L'annuncio dovrebbe arrivare mercoledì, il 6 dicembre. I contorni del discorso del presidente sono ancora da definire: secondo indiscrezioni, Trump potrebbe ammorbidire i toni, per evitare di scontentare troppo i palestinesi, specificando che solo Gerusalemme Ovest sarà capitale di Israele. I palestinesi vorrebbero fissare nella parte orientale della città il Governo di un loro futuro stato.

Trump avrebbe inoltre deciso di rimandare di sei mesi lo spostamento dell'ambasciata americana in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. Il presidente aveva promesso il trasferimento durante la campagna elettorale, ma finora ha preso tempo, limitandosi a dire che "a un certo punto" la missione diplomatica sarà spostata.

Per il momento, tuttavia, la Casa Bianca non conferma che l'annuncio arriverà: "Il presidente ha sempre detto che è una questione di quando, non di se (l'ambasciata sarà spostata). Il presidente sta ancora considerando le opzioni possibili e non abbiamo annunci da fare", ha detto un portavoce, precisando che non sono ancora state prese decisioni definitive.

Se la rappresentanza diplomatica americana fosse effettivamente spostata, gli Stati Uniti si troverebbero in posizione anomala rispetto agli alleati: nessun Paese ha la propria ambasciata a Gerusalemme, nella convinzione che la questione debba essere stabilita nell'ambito di più ampi accordi accordi di pace.

Trump non è l'unico presidente americano ad avere promesso il trasferimento, ma nessuno dei suoi predecessori ha mai mantenuto la parola, a causa della complessità della situazione e di timori per la sicurezza.

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