Trump pubblica la dichiarazione finanziaria 2016: il suo impero vale 1,4 miliardi di dollari

Il presidente ha incassato 597 milioni di dollari dalle sue aziende, nel periodo tra gennaio 2015 e aprile 2016. La sua dichiarazione dei redditi, però, resta segreta

Donald Trump continua a rifiutarsi di presentare la propria dichiarazione dei redditi, ma ha reso pubbliche le informazioni relative alla sua situazione finanziaria, contenute in un documento di 98 pagine.

Il Trump International Hotel di Washington e il resort privato Mar-a-Lago in Florida sono state tra le mete favorite del presidente ed entrambe sono tra le proprietà più redditizie del suo portfolio, in un anno con luci e ombre per gli affari della famiglia Trump, secondo il financial disclosure del 2016. Il documento di 98 pagine, relativo all'andamento dei suoi affari fino al 15 aprile di quest'anno, è la prima possibilità di valutare come siano andati gli affari di Trump durante la sua campagna presidenziale e i primi mesi alla Casa Bianca, anche se ha abbandonato la gestione day-to-day del suo impero imprenditoriale, gestito da un trust.

I documenti riportano che Trump e le sue aziende hanno incassato almeno 597 milioni di dollari, in ribasso di circa il 3% rispetto ai 615 milioni dell'anno precedente. Il valore degli asset di Trump è di almeno 1,4 miliardi di dollari, leggermente in ribasso dall'1,5 miliardi precedente.

 

 

Alcuni dettagli che emergono dalle 98 pagine:

  • Trump National Doral: 115.865.590 dollari di ricavi. Il resort che si trova vicino a Miami, che è il suo maggior generatore di denaro, ha però perso il 12% di fatturato, nonostante la Trump Organization abbia rinnovato la lussuosa struttura.

  • Mar-A-Lago: 37.251.635 dollari di ricavi per quella che Trump ha ribattezzato “la Casa Bianca invernale”. Si tratta di un aumento di circa 7,4 milioni rispetto alla sua financial disclosure da candidato nel maggio 2016. La Trump Organization ha raddoppiato la tassa d'iscrizione per i nuovi membri, poco dopo l'elezione di Donald.

  • Trump Las Vegas Hotel: quasi 25 milioni di dollari di ricavi.

  • Trump National Golf Club di Bedminster, in New Jersey: 19.752.500 dollari di ricavi.

  • Trump International Hotel di Washington (aperto nel settembre 2016): 19.666.129 dollari di ricavi.

  • Golf Club di Potomac Falls: 17.508.270 dollari di ricavi.

  • Golf Course and Resort di Turnberry, in Scozia: 14,4 milioni di dollari di ricavi.

  • Oltre cinque milioni di dollari di fatturato dall'albergo recentemente aperto a Vancouver, in Canada

  • Tra i 100.000 e i 5 milioni di dollari in royalties per il suo libro "Great Again: How to Fix Our Crippled America" pubblicato nel 2015

  • Tra i 100.000 e un milione di dollari in royalties da un hotel di Calcutta, in India

  • Una pensione di 84.000 dollari dallo Screen Actors Guild

  • Trump si è dimesso da oltre 500 incarichi poco dopo il suo insediamento

  • Trump ha circa 315 milioni di dollari di debiti, di cui circa 130 milioni solo con la Deutsche Bank



    Il documento pubblicato non fornisce nuove informazioni su possibili legami con la Russia, ma i suoi interessi imprenditoriali, già fonte di reclami e cause, sono più complicati di quelli di qualsiasi altro presidente statunitense. Anche con la pubblicazione di queste 98 pagine, il quadro delle sue finanze è ancora molto distante dall'essere completo e mancano i dettagli che normalmente sono presenti nelle dichiarazioni dei redditi.

    Trump ha pubblicato le sue informazioni finanziarie, relative al periodo gennaio 2016 – 15 aprile 2017, con l'assistenza dell'Office of Government Ethics, per seguire una pratica iniziata dal presidente Barack Obama. Tecnicamente, la pubblicazione delle sue informazioni non era richiesta fino al prossimo anno. Non si conoscono i profitti di golf club e resort, perché la Trump Organization è un'impresa privata e Donald Trump ha pubblicato soltanto il fatturato che risulta nella sua dichiarazione.

     

Altri Servizi

Dopo l'uscita di diversi a.d., Trump scioglie due consigli

Decine di amministratori hanno lasciato dopo la decisione di Trump di non condannare in modo univoco i razzisti e i suprematisti bianchi per i fatti di Charlottesville, in Virginia

Anche in questo caso ha voluto dare l'impressione di essere lui a decidere il gioco. Cos", dopo la fuoriuscita di diversi amministratori delegati dai consigli del presidente americano, Donald Trump ha preferito scioglierli. "Invece di fare pressione agli uomini d'affari del Manufacturing Council e dello Strategy and Policy Forum, metto fine a entrambi. Grazie a tutti!", ha scritto il presidente su Twitter, poco dopo l'ennesima mossa degli amministratori delegati: nel primo pomeriggio infatti Stephen A. Schwarzman, a.d. di Blackstone e una delle persone più fidate di Trump all'interno della comunità del business di New York, ha organizzato una riunione telefonica per decidere in che modo procedere. La decisione finale è stata quella di lasciare tutti insieme il consiglio.

Fca si unisce a Bmw e Intel per sviluppo guida autonoma

Il gruppo automobilistico italo americano ha firmato un memorandum of understanding con la rivale tedesca e Mobileye, controllata del produttore Usa di microprocessori
AP

Mentre il mercato continua a domandarsi se e quale gruppo cinese abbia fatto un'offerta per rilevare Fiat Chrysler Automobiles (Geely ha negato) e se ci sarano altri spin-off (Magneti Marelli?) dopo quello di Ferrari, il gruppo guidato da Sergio Marchionne continua a siglare intese per rafforzarsi nella tecnologia della guida autonoma. Se nel maggio 2016 Fca era diventata la prima azienda automobilistica a siglare un accordo non esclusivo con Google (Waymo), ora è il primo costruttore automobilistico ad unirsi alla tedesca Bmw e all'americana Intel per lo sviluppo di una piattaforma di guida autonoma all’avanguardia. I tre gruppi hanno infatti siglato un Memorandum of Understanding.

Wall Street: sell-off tra terrorismo e Trump

Gli investitori temono che l'agenda pro-crescita promessa dal presidente non venga attuata
AP

Charlottesville, anche Cook (Apple) e Dimon (JPMorgan) contro Trump

Molti top manager contro il presidente Usa, che ha messo sullo stesso piano suprematisti bianchi e manifestanti di sinistra

Si allunga la serie di top manager americani che hanno "scaricato" Donald Trump per i suoi commenti sui fatti di Charlottesville, dove James Alex Fields, ventenne militante dell'alt right, sabato si è lanciato con la propria auto contro i manifestanti anti-razzisti, uccidendo una persona e ferendone altre 19.

Charlottesville: Trump cambia idea, accusa anche "l'Alt-Left"

Il presidente Usa paragona manifestanti contro il razzismo ai suprematisti bianchi. Si difende dalle critiche post violenze in Virginia e dimostra di non volere sentirsi dire da nessuno che dichiarazioni rilasciare

Paragonare chi protesta contro il razzismo a neonazi e suprematisti bianchi. E paragonare Robert E Lee - leader delle forze confederate durante la guerra civile americana - al primo presidente americano George Washington. E' quello che ha fatto Donald Trump in riferimento alle violenze esplose sabato 12 agosto a Charlottesville, in Virginia. Dall'ingresso della sua Trump Tower a New York, il presidente americano ha fatto inversione a U tornando a sposare le parole che aveva pronunciato sabato scorso parlando di "violenza da più parti" e a cui aveva aggiustato (controvoglia?) il tiro due giorni dopo condannando esplicitamente - ma solo dopo un forte pressing - il KKK, i neonazisti e i suprematisti bianchi, ora più galvanizzati dalle ultime dichiarazioni del miliardario di New York. 

Trump contro la rimozione delle statue sudiste: "Fatta a pezzi la Storia"

Dopo le violenze di Charlottesville, prosegue la polemica tra il presidente e gli antirazzisti. Autorità cittadine e statali sempre più decise a cancellare 'gli eroi del Sud'

"Triste vedere che la Storia e la cultura del nostro grande Paese siano fatte a pezzi con la rimozione delle nostre belle statue e dei monumenti. Non potete cambiare la Storia, ma potete imparare da essa. Robert Lee, Stonewall Jackson...il prossimo chi sarà? Washington, Jefferson? Così assurdo! La bellezza che è stata portata via dalle nostre città, da paesi e parchi mancherà enormemente e non sarà mai sostituita adeguatamente!". Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso su Twitter la propria opinione sulla rimozione di molte statue che rappresentano gli 'eroi' dei sudisti.

Bannon: con le divisioni razziali, Trump vincerà

Lo stratega di Trump definisce "un branco di pagliacci" i suprematisti bianchi. Con il suo cinismo, intende sfruttare le polemiche legate a Charlottesville per "connettere" il presidente agli americani

"Un branco di pagliacci". "Perdenti". Rappresentanti di un "etno-nazionalismo". Così Steve Bannon, lo stratega di Donald Trump, ha definito i suprematisti bianchi attorno ai quali l'America ha riscoperto di essere - almeno in parte - ancora razzista. Per una persona ultra conservatrice come lui, che ha diretto per quattro anni il sito di ultra desta Breitbart News prima di essere coinvolto nella campagna elettorale di Trump, queste parole stupiscono. Le ha pronunciate in una telefonata in stile Scaramucci (l'ex direttore della comunicazione alla Casa Bianca durato solo 10 giorni) con il co-direttore del magazine progressista The American Prospect.

Dopo il pressing, Trump condanna i suprematisti bianchi

Per il presidente Usa, il razzismo è il male. "Criminali" gli autori delle violenze a Charlottesville. Il segretario alla Giustizia lo aveva difeso. Il sito neonazi Daily Stormer cavalcava l'assenza di un messaggio duro. Il Ceo di Merck lo ha abbandonato
AP

Nel giorno in cui Donald Trump ha deciso di interrompere la sua "vacanza di lavoro" nel suo golf club in New Jersey per fare una tappa di qualche ora alla Casa Bianca prima di recarsi a New York City, l'America e i membri del suo partito hanno continuato a fare pressing su di lui. E lui li ha accontentati denunciando per nome i suprematisti bianchi.

Fed divisa su tutto, dai tassi alla riduzione del suo bilancio

E' quanto emerso dai verbali della riunione dell'Fomc di luglio. Il vista del meeting di settembre, l'attenzione si sposta sul summit della banca centrale Usa a Jackson Hole
AP

Quando si sono riuniti il 25 e 26 luglio scorsi, i vari membri del braccio di politica monetaria della Federal Reserve erano divisi su tutto: da quando iniziare la riduzione del bilancio della banca centrale, gonfiato negli anni della crisi attraverso l'acquisto di Treasury e bond ipotecari, alla tempistica del prossimo rialzo dei tassi senza dimenticare l'andamento dell'inflazione. E' quanto emerso dai verbali, diffusi oggi, di quel meeting in cui l'istituto centrale Usa decise di lasciare il costo del denaro all'1-1,25% e di annunciare "relativamente presto" la riduzione del bilancio arrivato a valere 4.500 miliardi di dollari.

Usa: Egitto collabori pienamente con Italia su morte Regeni

Secondo il dipartimento di Stato, serve un'inchiesta imparziale e completa. Pressing di Washington sul Cairo per la trasparenza. No comment su contatti tra amministrazione Trump e governo italiano e su scambio intelligence

"I dettagli venuti alla luce sulla morte di Giulio Regeni sollevano domande che possono avere una risposta solo attraverso una inchiesta imparziale e completa". Lo ha detto ad America24 un portavoce del dipartimento di Stato, interpellato all'indomani dell'inchiesta del New York Times sullo studente italiano; il giornale ha citato un ex funzionario dell'allora amministrazione Obama secondo cui c'erano "prove incontrovertibili" sulla responsibilità del governo egiziano per quel decesso. Su quello il governo Renzi fu informato ma gli Usa - sostiene il giornale, cosa confermata da Palazzo Chigi - non hanno fornito a Roma alcun materiale d'intelligence.