Trump: Putin è sincero, nessuna interferenza nelle elezioni americane

Sull'Air Force One, il presidente Usa ha parlato con i reporter in viaggio con lui in Asia. La Cia non cambia posizione: Putin è colpevole. E poi tra i due spunta un accordo per la pace in Siria.
AP

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di credere che Vladimir Putin sia sincero nel suo ripetuto negare di aver cercato di interferire nelle elezioni presidenziali americane del 2016. Trump ha definito l'indagine indipendete guidata da Robert Mueller come politicamente motivata.

Il presidente Usa ha parlato con Putin a margine dell'incontro Asia Pacific Economic Cooperation di Danang, in Vietnam.

Trump ha anche aggiunto che è arrivato il tempo per superare questo problema e iniziare una stretta collaborazione tra Stati Uniti e Russia per fermare la corsa al nucleare della Corea del Nord, risolvere la guerra civile siriana e i problemi in Ucraina.

"Mi ha detto che non ha fatto nessuna ingerenza. Glielo ho chiesto ancora", ha detto Trump ai reporter sull'Air Force One.

"Puoi solo chiederglielo più volte. Glielo ho chiesto ancora. E ha detto che non ha fatto interferenze con le nostre elezioni. Ogni volta che lo vedo mi dice 'non l'ho fatto' e credo che quando me lo dice, significa che è così. Credo si senta molto offeso da questa cosa".

Trump infine ha ripetuto che sta continuando a cercare di capire se alcuni membri del suo comitato elettorale ha lavorato con alcune persone collegate al governo russo. 

La reazione della Cia. La Cia e il suo direttore Mike Pompeo non cambiano posizione: la Russia ha influenzato le elezioni americane per aiutare Donald Trump a vincere, come scritto lo scorso gennaio in un rapporto dell'intera comunità dell'intelligence Usa. Lo afferma un portavoce dell'agenzia in una dichiarazione diffusa ai media americani.

L'accordo sulla Siria.  I due leader, pur non avendo avuto un colloqui diretto, hanno comunque trovato il tempo per un brevissimo faccia a faccia in cui hanno deciso di lasciare il segno, dando il via libera a un vero e proprio patto tra Washington e Mosca sul futuro della Siria. Ora che, dopo la capitolazione di Raqqa, l'Isis e' stato quasi definitivamente sconfitto e la priorita' diventa piu' che mai la fine della guerra civile. L'accordo e' contenuto in una corposa dichiarazione congiunta a cui gli sherpa americani e russi hanno lavorato l'intera notte, e resa pubblica di primo mattino dopo che il testo e' stato 'vidimato' dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e dal segretario di Stato americano Rex Tillerson, entrambi nella citta' vietnamita di De Nang per il vertice Asia-Pacifico. "Un grande successo", ha affermato soddisfatto il presidente russo.

"Salveremo molte vite umane", il commento di Trump. Il documento - che in molti sperano imprima una svolta alla drammatica situazione siriana - parte dalla conferma dell'impegno comune per portare a termine la lotta contro l'Isis e da una dichiarazione di principio: la crisi non si risolve militarmente, ma perseguendo la via diplomatica. E garantendo la sovranita', l'indipendenza e l'integrita' territoriale del Paese. Poi la road map per delineare le tappe attraverso le quali costruire il futuro della Siria. Qui la grande novita', spiegano gli esperti: il ritorno al 'processo di pace di Ginevra', che prevede un negoziato tra tutte le parti in causa sotto l'egida dell'Onu, con il duplice obiettivo di varare una riforma costituzionale e istituzionale e di indire delle elezioni libere, sotto la stretta vigilanza degli osservatori delle Nazioni Unite. 

AP
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