Trump ribadisce il no agli accordi di Parigi sul clima, ma gli Usa sono disposti a negoziare

Gli Stati Uniti hanno confermato alle Nazioni Unite la volontà di abbandonare l'accordo di Parigi, ma si sono detti "aperti a impegnarsi di nuovo".

La posizione di Washington sul clima non cambia, ma in certa misura si ammorbidisce. Gli Stati Uniti hanno confermato alle Nazioni Unite la volontà di abbandonare l'accordo di Parigi, ma si sono detti "aperti a impegnarsi di nuovo", a re-engage per usare le parole del dipartimento di Stato americano, insomma a partecipare ai negoziati internazionali.

In una lettera di intenti, che non ha peso da un punto di vista legale e non è in alcun modo vincolante, si legge che "come il presidente ha indicato nell'annuncio del primo giugno e successivamente, è aperto a impegnarsi di nuovo nell'accordo se gli Stati Uniti potranno identificare termini più favorevoli per il Paese, le aziende, i lavoratori, i cittadini e i contribuenti".

Washington parteciperà dunque alla prossima conferenza annuale Onu sul clima, la COP23, che si terrà a novembre a Bonn, in Germania. In realtà il documento, più che un passo indietro, è stato un modo per ribadire la posizione del presidente Donald Trump, che considera il trattato di Parigi "un cattivo accordo per l'America".

"Gli Stati Uniti hanno presentato una comunicazione all'Onu, confermando l'intenzione di recedere dall'accordo di Parigi, non appena sarà possibile", ha riferito il dipartimento di Stato. In base ai termini dell'accordo, la notifica ufficiale del recesso dall'accordo non potrà intervenire che tre anni dopo la sua entrata in vigore, il 4 novembre 2016. Trump dunque non potrà denunciare ufficialmente l'accordo prima di fine 2019.

Fino ad allora, "a meno che gli Stati uniti non trovino le condizioni per un loro ritorno", Washington può solo sottoporre alle Nazioni Unite "una comunicazione scritta formale del loro ritiro". Gli Stati Uniti possono impegnarsi "in modo costruttivo in questi negoziati", ma "un attore solitario che ha deciso di recedere dall'accordo di Parigi non sarà ascoltato se vuole indebolire o minare l'accordo in un modo o nell'altro", ha avvertito Andrew Steer, Presidente del World Resources Institute.

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