Trump riceve Merkel: "L'immigrazione non è un diritto"

L'incontro basato su Nato, sicurezza, commercio, lavoro. Il 'caso' della mancata stretta di mano tra i due leader

Nato, sicurezza, immigrazione, commercio e lavoro. Questi i principali temi del primo incontro alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel. I due leader si sono presentati in ritardo alla conferenza stampa, iniziata 50 minuti dopo l'orario programmato e durata meno di mezz'ora, anticipata dalle polemiche nate sul web per una mancata stretta di mano tra i due per le consuete foto prima del colloquio: dalle immagini, si nota come Trump eviti Merkel, che provava a chiedergli una stretta di mano; stretta di mano che poi è arrivata alla fine della conferenza stampa.

"Ho ribadito il mio forte sostegno alla Nato, così come la necessità che i nostri alleati della Nato paghino la loro giusta quota [...] Ringraziamo la Germania per il sostegno alla Nato e per i suoi sforzi in Afghanistan [...] Ringrazio la Germania per il suo impegno ad aumentare le spese per la difesa e a lavorare per contribuire almeno con il 2% del Pil" ha detto Trump. Solo quattro alleati sui 27 dell'Alleanza hanno rispettato l'impegno, oltre naturalmente agli Stati Uniti, che nel 2016 hanno dedicato alla Difesa il 3,6% del Pil; al momento, la Germania riserva alla Difesa solo l'1,2 per cento.

Su questo punto, Merkel ha voluto rassicurare Washington: "Per noi la Nato è molto importante. Non è per caso che al meeting in Galles abbiamo annunciato l'aumento del nostro contributo militare". La cancelliera nel contempo ha espresso soddisfazione per le parole di Trump, che ha ribadito l'importanza dell'Alleanza atlantica per il suo Paese; la cancelliera ha poi sostenuto l'importanza dell'Unione europea, spesso criticata da Trump, affermando di augurarsi "la ripresa dei negoziati sul libero scambio tra Stati Uniti ed Europa"; ha poi sottolineato i rapporti stretti tra i due alleati: "Ci sono diversi temi su cui continueremo a cooperare molto da vicino". Merkel ha aggiunto che, nel corso del pranzo che segue la conferenza stampa, "parleremo e affronteremo anche il tema del libero commercio", un nodo fondamentale nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa.

Il presidente statunitense ha detto che i due Paesi hanno "molto in comune, compreso il desiderio di sicurezza, prosperità e pace [...] I nostri due Paesi devono continuare a lavorare insieme per proteggere i nostri popoli dal terrorismo islamico [...] L'immigrazione è un privilegio, non un diritto, e la sicurezza dei nostri cittadini viene prima di tutto". Una frase, quest'ultima, pronunciata per ribattere alle critiche nei suoi confronti sul divieto d'ingresso temporaneo per i rifugiati e i cittadini di sei Paesi musulmani, oltre che per la sua decisione di ridurre drasticamente il numero di rifugiati accolti dagli Stati Uniti. Trump, nelle settimane passate, ha definito "un errore catastrofico" la decisione di Merkel di aprire le porte del suo Paese ai rifugiati. Da parte sua, Merkel ha detto al presidente, nella loro telefonata a gennaio, che la Convenzione di Ginevra obbliga i suoi firmatari, compresi gli Stati Uniti, ad accogliere i rifugiati di guerra per motivi umanitari.

"Abbiamo discusso con i manager delle aziende statunitensi e tedesche. La Germania ha fatto un incredibile lavoro nel preparare i lavoratori. Noi - ha voluto sottolineare - vogliamo sfruttare il potenziale delle donne nel lavoro. Un'America forte è nell'interesse del mondo" ha detto Trump. Rispondendo alla domanda di un giornalista tedesco, il presidente degli Stati Uniti ha poi chiarito la sua posizione in merito al commercio: "Non sono un isolazionista, ma gli Stati Uniti sono stati trattati male da molti Paesi. Sono per il libero commercio, ma anche per il commercio giusto [...] Vogliamo accordi commerciali giusti che non costringano le nostre aziende a chiudere".

Infine, alla domanda sulle sue accuse nei confronti del predecessore Barack Obama, che lo avrebbe fatto spiare in campagna elettorale, Trump ha risposto: "Almeno abbiamo qualcosa in comune, forse", riferendosi allo scandalo sulle intercettazioni dell'intelligence statunitense ai danni della cancelliera tedesca, svelati da Edward Snowden durante l'amministrazione Obama.

Altri Servizi

Sale bilancio vittime terremoto in Messico, prosegue ricerca superstiti

Il presidente Enrique Pena Nieto, che ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, si è recato nelle zone terremotate dello stato di Oaxaca.
AP

Prosegue senza sosta la ricerca di superstiti del terremoto che ha colpito il sud del Messico, provocando almeno 64 morti e oltre 200 feriti. Si è trattato del più violento sisma a colpire il Paese nell'ultimo secolo, con una magnitudo di 8,2 sulla scala Richter.

Mondiali in Russia, possibile Siria-Usa nello spareggio qualificazione

Necessario, per gli asiatici, battere prima l'Australia in un doppio confronto, mentre i nordamericani dovrebbero concludere al quarto posto il girone della Concacaf
Ap

È un'ipotesi che continua a farsi spazio, turno dopo turno, ed è la più suggestiva che si possa immaginare per una partita di calcio: Stati Uniti e Siria potrebbero contendersi la qualificazione ai prossimi Mondiali. E se a questo si aggiunge che la Coppa del Mondo si terrà in Russia, il quadro politico-calcistico è davvero completo. Il potenziale narrativo sarebbe senza precedenti, alla luce di una guerra civile che dura da oltre sei anni e che ha coinvolto anche Washington e Mosca, divise sui crimini, e sulla sorte, del presidente Bashar al-Assad, ma faticosamente unite nella lotta contro l'Isis. Come unita, ora, appare la nazionale siriana: alcuni giocatori vi avevano rinunciato in opposizione al presidente, ma sono poi tornati per "dare gioia alla nostra gente", come ha spiegato l'attaccante Omar Al Soma, che ha realizzato l'ultimo gol, quello per il decisivo pareggio contro l'Iran (altro incrocio significativo per il conflitto siriano).

Disney: anche film Star Wars e Marvel nel nuovo servizio streaming

Non li concederà più in licenza a Netflix. Il titolo del gruppo guidato da Bob Iger soffre la seduta peggiore dal gennaio 2016: ha anticipato utili 2017 inferiori alle stime degli analisti

Nel nuovo servizio di video in streaming che lancerà nel 2019, Walt Disney renderà disponibili anche i film della saga "Guerre Stellari" e quelli che vedono protagonisti i personaggi della Marvel come Spider Man e X Men. Lo ha annunciato il Ceo Bob Iger, che però ha deluso gli analisti anticipando che il colosso dell'intrattenimento a settembre chiuderà l'anno fiscale 2017 con utili "in linea" ai 5,72 dollari per azione del 2016, meno delle stime degli analisti per 5,89 dollari per titolo. Per questo il titolo al Nyse cede il 4,7% a 96,70 dollari. Si tratta della flessione maggiore dal gennaio 2016. Da inizio anno ha perso il 7% e negli ultimi 12 mesi è salito solo del 3,4%.

Apple, in arrivo i nuovi iPhone. Cosa aspettarsi

Dal nuovo design allo scanner facciale, passando per la ricarica wireless e la preoccupante notizia di un prezzo sui mille dollari, come potrebbe essere il nuovo smartphone di Cupertino

Ci siamo quasi. Il nuovo iPhone sta per essere svelato al mondo dopo un’attesa che negli ultimi mesi si è fatta frenetica anche e soprattutto per via delle voci che si sono rincorse su quali saranno le caratteristiche del nuovo smartphone. Non si sa quale sarà il nome, se sarà iPhone8, iPhone 7s o iPhoneX come alcuni insider sostengono Oltreoceano. Ciò che appare scontato è che si tratterà di un modello (o di più modelli) con il maggior numero di miglioramenti mai apportati da Apple al suo "melafonino".

I resort di Trump sulla rotta dell'uragano Irma

Mar-a-Lago, la "Casa Bianca d'inverno", dovrebbe resistere ai forti venti grazie anche all'uso di pietra italiana nella sua costruzione. Altri tre club a rischio in Florida. Se subirà danni, il presidente potrà accedere a fondi federali

Mentre continua la fuga in Florida in vista dell'arrivo dell'uragano Irma, la "Casa Bianca d'inverno" di Donald Trump ha chiuso i battenti. Il resort Mar-a-Lago, amato dal presidente americano per trascorrevi molti fine settimana al posto di stare al freddo di Washington, si trova in un'area dove a partire da ieri alle 23 italiane l'evacuazione era obbligatoria. Grazie anche alle pietre importate da Genova (Italia) per la costruzione delle pareti esterne, degli archi e di alcuni interni, l'immibile dovrebbe resistere ai forti venti della tempesta ma non sono tuttavia esclusi pesanti danni causati da probabili allagamenti.

Il 65% della Florida senza elettricità ma Irma fa meno paura, Dow sopra i 22mila punti

Si stimano costi inferiori legati all'uragano. Per Moody's spaziano dai 150 ai 200 miliardi di dollari includendo anche Harvey
AP

Per la prima volta dal 16 agosto, il Dow Jones Industrial Average ha chiuso una seduta a Wall Street sopra la soglia dei 22mila punti e l'S&P 500 ha messo a segno il suo 31esimo record del 2017. E' successo all'indomani dell'arrivo dell'uragano Irma in Florida, dove oltre 6,5 milioni di persone sono rimaste senza elettrocità; questo significa che il 65% dello Stato è al buio.

Apple testa la fedeltà dei consumatori con un iPhone da mille dollari

E' il costo stimato per il dispostivo con cui il gruppo dovrebbe celebrare il decimo anniversario del lancio dello smartphone. La realtà aumentata verso una svolta

La fedeltà degli appassionati di prodotti Apple sta per essere testata. Martedì 12 settembre infatti il colosso tecnologico dovrebbe presentare il suo primo iPhone con un costo di almeno mille dollari o magari anche di più per i modelli con una memoria maggiore; è quello con cui il gruppo intende celebrare il decimo anniversario del lancio dello smartphone. Si tratta di una versione di alta gamma che - stando a fughe di notizie - dovrebbe chiamarsi iPhone X; va ad aggiungersi agli aggiornamenti dei modelli iPhone 7 e iPhone 7 Plus ossia l'iPhone 8 e 8Plus.

Repubblicani su tutte le furie dopo accordo Trump-democratici

Le probabilità di una riforma fiscale entro fine anno calano. Lo speaker alla Camera, Paul Ryan, getta dubbi sull'aliquota al 15% delle aziende promossa dal presidente
AP

"Ci ha fottuto". Questo commento dà l'idea dell'aria che tira dentro il partito repubblicano all'indomani dell'accordo siglato tra Donald Trump e l'opposizione democratica. E' la dimostrazione di come l'ostilità tra il Gop al Congresso e il presidente americano abbia raggiunto nuovi livelli. E c'è chi insinua che ora l'approvazione entro fine anno di una riforma fiscale tanto cara al leader Usa sembri meno probabile. Non solo: non manca chi a Washington si aspetta che nelle elezioni di metà mandato del 2018 i democratici riprendano il controllo della Camera (perso nel 2010). Così facendo Capitol Hill non sarebbe più interamente rosso come lo è dal 2014 ma anche blu (il colore del partito democratico).

Irma perde potenza: non è più un uragano, ma una tempesta tropicale

I morti accertati, al momento, sono 32, di cui cinque in Florida
Ap