Trump riconosce Guaido come leader del Venezuela, sfida a Maduro

"Tutte le opzioni sono sul tavolo" se il regime reagirà con violenze. "Ha i giorni contati". Meglio una "exit pacifica" per consentire nuove elezioni. Caracas taglia le relazioni diplomatiche con Washington

Il presidente americano, Donald Trump, ha ufficialmente riconosciuto come nuovo presidente ad interim del Venezuela l'attuale presidente dell'Assemblea nazionale e leader dell'opposizione nel Paese, Juan Guaido. E ha lanciato un messaggio al regime di Nicolas Maduro: se reagirà con violenza "tutte le opzioni sono sul tavolo". I suoi giorni sono comunque "contati". Lui ha reagito tagliando le relazioni diplomatiche con Washington, che ha 72 ore di tempo per riportare a casa il suo personale nella nazione.

In una lettera, Trump ha annunciato la sua decisione sostenendo che l'Assemblea nazionale è "l'unico ramo regittimo del governo eletto dal popolo venezuelano" che però il leader in carica non riconosce. Per questo la mossa Usa è forse la più provocatoria contro il regime. L'Assemblea, ha spiegato Trump, "ha invocato la costituzione nazionale per dichiarare illegittimo Nicolas Maduro e vuota la presidenza" venezuelana.

Stando a Trump, "il popolo venezuelano ha parlato con coraggio contro Maduro e il suo regime e chiede libertà e stato di diritto". L'inquilino della Casa Bianca ha promesso di "continuare a usare il peso del potere economico e diplomatico statunitense per riportare la democrazia in Venezuela".

L'amministrazione Trump "incoraggia altri governi nell'emisfero occidentale" a riconoscere a loro volta Guaido, 35 anni, come il presidente ad interim della nazione dell'America del Sud protagonista di una crisi politica, economica e umanitaria gravi. L'ultimo mandato di Maduro è iniziato il 10 gennaio scorso dopo elezioni giudicare irregolari non solo dall'opposizione ma anche dalla comunità internazionale.

Trump ha citato quanto detto ieri da Guaido, che poco prima della lettera di Trump parlandonel corso di proteste a Caracas aveva detto che avrebbe formalmente assunto la presidenza in piena sfida a Maduro: "La violenza è l'arma di chi usurpa; noi abbiamo solo una cosa chiara da fare: restare uniti e determinati per un Venezuela democratico e libero". Guaido ha invocato un emendamento della costituzione che permette un governo ad interim fino alle prossime elezioni. E' dal 5 gennaio scorso, quando ha assunto il suo ruolo, che Guaido preme sull'esercito e sulla comunità internazionale affinché lo riconosca come leader della nazione. La folla riunita nelle strade della capitale venezuelana lo ha incitato cantando l'inno nazionale quando ha giurato da presidente.

La reazione di Maduro determinerà se gli Usa imporranno nuove sanzioni, questa volta contro le esportazioni del petrolio venezuelano. Intanto la Corte Suprema venezuelana, fedele a Maduro, ha già detto che avrebbe deposto Guaido e nullificato la mozione dell'Assemblea nazionale che dichiara illegittimo il regime di Maduro.

In una call con la stampa un alto funzionario americano ha spiegato che "quando diciamo che tutte le opzioni sono sul tavolo, intendiamo che tutte le opzioni sono sul tavolo". Il messaggio lanciato dalla Casa Bianca a Maduro e ai suoi alleati è il seguente: "Non avranno alcun futuro. In un modo o nell'altro i loro giorni sono contati". Gli Stati Uniti sperano che il regime Maduro "ascolti il popolo venezuelano e accetti una transizione e una uscita pacifica". Altrimenti, "tutto il tipo di pressing economico e diplomatico verrà esercitato per impedire a Maduro di continuare a saccheggiare la ricchezza della nazione a scapito del popolo venezuelano", ha continuato il funzionario. Secondo lui, con le sanzioni fino ad ora imposte contro Caracas "abbiamo appena toccato la superficie", come a dire che ne sono previste altre di maggiore portata come quelle per esempio contro le esportazioni di petrolio venezuelano. Il funzionario ha anche detto che gli Usa stanno discutendo con varie nazioni incluse le 12 parte del "Gruppo di Lima" (creato nella capitale peruviana nel 2017 per risolvere la crisi venezuelana) e con la Ue affinché riconoscano la presidenza di Guaido.

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