Trump ritira gli Usa dal patto Onu per i migranti e i rifugiati

Per il presidente americano il Global Compact on Migration è "Incompatibile" con la politica migratoria statunitense

Donald Trump ha deciso di far uscire gli Stati Uniti dal Global Compact on Migration, l’accordo firmato dalle Nazioni Unite nel 2016, anche conosciuto come Dichiarazione di New York, che prevede una lunga serie di impegni comuni a favore di migranti e rifugiati. Un altro strappo, dopo quello dell’accordo sul clima di Parigi e la decisione di uscire dall’Unesco a partire dal 2019, con cui il presidente americano ha voluto dare l’ennesimo segnale di rottura rispetto all’amministrazione Obama.

"Oggi la missione degli Stati Uniti presso l'Onu ha informato il suo Segretario generale che gli Usa stanno concludendo la loro partecipazione al Global Compact on Migration", si legge in una nota firmata dall’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley. Secondo quanto dichiarato dalla stessa funzionaria statunitense l’accordo "non è compatibile con le politiche americane per l’immigrazione e i rifugiati né con i principi dell’amministrazione Trump".

Per questo motivo il tycoon ha deciso di mettere fine alla partecipazione a tale processo da parte degli Stati Uniti che da questo momento "continueranno il loro generoso supporto a migranti e rifugiati intorno al mondo ma decideranno autonomamente come meglio controllare i confini e chi sarà autorizzato a entrare nel Paese". Come dichiarato da Haley, "l'approccio globale della Dichiarazione di New York semplicemente non è compatibile con la sovranità americana".

Ricordiamo che questo patto era stato promosso dalle Nazioni unite nel 2016, durante il summit straordinario su migranti e rifugiati nel 2016, con il beneplacito dei 193 paesi dell’Onu e il grande sostegno di Barack Obama. Secondo gli accordi presi 12 mesi avrebbe dovuto essere definito entro il 2018.

Nello specifico, tra i vari impegni previsti dalla Dichiarazione di New York ci sono quelli relativi alla lotta contro lo sfruttamento, il razzismo e la xenofobia, ma anche il salvataggio delle persone in fuga e l’applicazione di procedure di frontiera eque e in linea con il diritto internazionale. In aggiunta, grande attenzione è posta ai bisogni di donne e bambini e all’integrazione di migranti e rifugiati grazie alla creazione di posti di lavoro e sistemi specifici che favoriscano il loro accesso al reddito. Infine è previsto un maggior aiuto da parte della comunità internazionale a quei paesi e quelle comunità che più di altri aprono i propri confini e ospitano un maggior numero di migranti.

Dal canto suo l’Onu ha espresso il proprio rammarico per la decisione di gli Stati Uniti di ritirarsi dal Global Compact on Migration sottolineando che nessuna nazione può affrontare da sola il fenomeno della migrazione internazionale. A parlare è stato il presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, Miroslav Lajcak, attraverso un comunicato stampa: "La migrazione è un fenomeno globale che richiede una risposta globale e il multilateralismo resta la strada migliore per affrontare le sfide globali".

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