Trump sceglie Dubke, uomo di Rove, come direttore della comunicazione

I fedelissimi del presidente irritati: "Premia chi lo ha ostacolato". L'incarico era stato inizialmente affidato a Jason Miller, che poi ha rifiutato

Un uomo di Karl Rove alla Casa Bianca. Mike Dubke, fondatore di Crossroads Media, sarebbe stato scelto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per ricoprire l'incarico di direttore della comunicazione. Lo hanno riferito due funzionari dell'amministrazione alla Cnn. L'annuncio potrebbe essere dato già in giornata.

La scelta di Trump, se confermata, irriterebbe non pochi fedelissimi del presidente, che avrebbero preferito qualcuno che lo avesse sostenuto sin dall'inizio della campagna elettorale. Al contrario, "Dubke e i suoi amici di Crossroads hanno fatto il possibile per uccidere il movimento di Trump, ma hanno fallito" ha detto una fonte della Cnn. Dubke ha fondato nel 2001 Crossroads Media, società di comunicazione strettamente legata ad American Crossroads, comitato politico indipendente (super Pac) a sostegno dei repubblicani. American Crossroads è una creatura di Karl Rove, "l'architetto" della vittoria di George W. Bush (che così lo soprannominò) contro Al Gore alle presidenziali del 2004 e, soprattutto, personaggio schierato apertamente contro Trump.

Antipatia, peraltro, pienamente contraccambiata. In un'intervista a Breitbart News dello scorso aprile, l'attuale presidente degli Stati Uniti disse che Rove è un "tipo indegno, a cui non dovrebbe essere permesso di scrivere per il Wall Street Journal", dove era apparso un suo articolo dal titolo "La vanità sarà la rovina di The Donald". Trump, nel corso dei mesi, ha anche definito Rove un "perdente certificato" e un "idiota totalmente incompetente".

"Un altro tizio che non ha sostenuto il presidente Donald Trump nella sua corsa ora viene premiato con un lavoro alla Casa Bianca" ha commentato una fonte di Breitbart, il sito degli ultraconservatori che era diretto da Stephen Bannon, ora superconsigliere di Trump. "Come può tutto questo aiutare il presidente Trump?".

Inizialmente, l'incarico era stato affidato a Jason Miller, consigliere per la comunicazione durante la campagna e portavoce nel periodo della transizione, che però a dicembre, due giorni dopo aver accettato, rifiutò la proposta per motivi familiari. L'incarico di direttore della comunicazione è stato finora ricoperto da Sean Spicer, il portavoce della Casa Bianca, che potrà quindi concentrarsi solo sul suo impiego; i due incarichi, infatti, sono solitamente divisi.

Altri Servizi

Amico di Trump inietta capitali in Weinstein Company

Il miliardario Tom Barrack tratta per comprare tutta o parte della società di produzione travolta dagli scandali sessuali del suo co-fondatore, silurato dal club degli Oscar
AP

The Weinstein Company, la società di produzione cinematografica travolta dagli scandali sessuali riguardanti il suo cofondatore Harvey Weinstein, ha raggiunto un accordo preliminare per una immediata iniezione di capitali. A concerderli è Colony Capital, società di investimento di Tom Barrack (amico di lunga data del presidente americano Donald Trump). A comunicarlo è stata l'azienda stessa, che ha iniziato un periodo di negoziati che potrebbe portare Colony Capital a comprare tutto o parte del gruppo che - tra gli altri - ha prodotto film come "Lion" e che ha distribuito "The Hateful Eight" di Quentin Tarantino.

Ibm chiude il 22esimo trimestre con ricavi in calo

Bene le attività legate ai cosiddetti "imperativi strategici" tra cui il cloud. Conti sopra le stime degli analisti

E' da oltre cinque anni di fila che International Business Machines (Ibm) registra ricavi in calo su base annuale ma il gruppo - da tempo impegnato in una trasformazione con un focus sui servizi tecnologici e non più sull'hardware soltanto - è ottimista tanto da avere confermato le stime per il 2017. La conferma è arrivata con i conti del terzo trimestre del 2017, pubblicati dopo la chiusura di Wall Street e che hanno battuto le stime degli analisti: gli utili netti sono stati di 2,7 miliardi di dollari, in flessione del 4% su base annuale. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione si sono attestati a quota 3,30 dollari, meglio dei 3,29 dollari per azione previsti dal mercato.

Il caffè migliore? Per illy arriva da Honduras

Consegnato a New York l'annuale Ernesto Illy International Coffee Award, giunto alla seconda edizione

Dopo una serie di degustazioni alle Nazioni Unite fatte da una giuria indipendente di esperti internazionali, illycaffè ha premiato i chicchi di caffè coltivati da José Abelardo Diaz Enamorado dell'Honduras. Sono loro ad essere stati giudicati come “Best of the Best” tra i migliori raccolti della stagione 2016/2017. Per questo al coltivatore è stato consegnato il 2017 Ernesto Illy International Coffee Award, un riconoscimento annuale voluto dal gruppo triestino e giunto alla sua seconda edizione.

Wall Street attende il Beige Book

Alle 14 (le 20 in Italia), la Fed pubblica il documento sulle condizioni dell'economia
AP

La Nfl ignora Trump, il presidente: "Manca di rispetto per il nostro Paese"

La lega ha deciso di permettere le proteste durante l'inno, nonostante le critiche e le pressioni della Casa Bianca
AP

"La Nfl ha deciso di non obbligare i giocatori a stare in piedi durante l'esecuzione del nostro inno nazionale. Una totale mancanza di rispetto per il nostro grande Paese!". Non si è fatta attendere, su Twitter, la risposta del presidente statunitense, Donald Trump, alla decisione della lega professionistica di football americano.

Bannon va in guerra contro l'establishment repubblicano e predice: "Trump trionferà nel 2020"

Per l'ex stratega della Casa Bianca, il presidente "vincerà con 400 voti elettorali". "Faremo la guerra a tutti i repubblicani in carica, tranne Cruz"
AP

Donald Trump vincerà le elezioni del 2020 con "400 voti elettorali". La previsione è dell'ex stratega del presidente degli Stati Uniti, Stephen Bannon, che ha parlato al Values Voter Summit, un evento organizzato dai conservatori sociali a Washington. Si è trattato di una risposta a un articolo di Vanity Fair, secondo cui Bannon avrebbe detto in una conversazione privata che il presidente avrebbe solo "il 30%" di possibilità di finire il primo mandato. Per conquistare la Casa Bianca, servono 270 dei 538 voti elettorali (o 'grandi elettori') e, alle ultime elezioni, Trump ne ha ottenuti 304. Un altro ex componente della squadra di Trump, Sebastian Gorka, si è spinto oltre: gli otto anni di Trump saranno seguiti da "otto anni sotto il presidente [Mike] Pence", l'attuale vicepresidente.

Nel giro di meno di 12 ore un secondo giudice federale si è pronunciato contro la terza versione del cosiddetto 'travel ban' voluto da Donald Trump. A uno delle Hawaii, se ne è aggiunto uno del Maryland. Diversamente dalla decisione del primo, arrivata ieri ossia il giorno precedente l'entrata in vigore prevista del provvedimento, quella del secondo è meno completa ma rappresenta comunque un colpo duro e diretto per il presidente americano.

Wall Street, altra giornata di record

Il DJIA ha messo a segno il 50esimo massimo del 2017
AP

Mnuchin avverte: azionario Usa rischia sell-off senza riforma fiscale

Il segretario al Tesoro sembra certo che il provvedimento verrà approvato entro fine 2017. Intanto il Dow Jones macina nuovi record oltre i 23mila punti, grazie alle trimestrali societarie

Il segretario americano al Tesoro ha avvertito: se una riforma fiscale non si farà, l'azionario americano rischia un sell-off. "Non ci sono dubbi che il rally del mercato azionario sia dovuto alle aspettative ragionevolmente alte che si arrivi a un taglio delle aliquote e a una riforma fiscale", ha detto Steven Mnuchin. Parlando in un podcast di "Politico Money", il ministro ha spiegato di aspettarsi la continuazione del rally a Wall Street nel caso in cui sia trovato un accordo al Congresso per approvare una riforma che l'amministrazione Trump vorrebbe portare a casa entro il 2017. Tuttavia, "non ho dubbi che se non lo troviamo, ci sarà un cambio di rotta significativo rispetto ai guadagni" messi a segno dall'azionario Usa, che continua a inanellare un record dopo l'altro. Di questo il Commander in chief si è vantato più di 20 volte su Twitter.

Un giudice delle Hawaii blocca l'ultimo travel ban di Trump

Questa volta sostiene che si tratti di discriminazione sulla nazionalità e non sulla religione. Dovrebbe entrare in vigore dal 18 ottobre
AP

L'ultimo travel ban firmato da Donald Trump, che entrerà in vigore stasera a mezzanotte americana, è stato bloccato da un giudice delle Hawaii. Secondo il giudice, Derrick Watson, che a marzo aveva già bloccato il secondo muslim ban di Trump, questa volta il provvedimento crea una discriminazione sulla base della nazionalità e non più religiosa. Questa volta infatti, tra gli otto Paesi inclusi nel divieto di ingresso, solo sei sono a maggioranza musulmana.