Trump si vanta (mentendo) dei successi economici dell'America

Non è vero, come ha sostenuto il presidente, che il tasso di crescita del Pil ha superato per la prima volta in 100 anni quello del tasso di disoccupazione

Donald Trump è tornato a vantarsi dell'andamento dell'economia americana come se il merito fosse esclusivamente suo.

Secondo il 45esimo presidente americano, la crescita del Pil è più alta del tasso di disoccupazione per la prima volta in oltre 100 anni. Peccato che un simile sorprasso ci sia stato varie volte dal 1948. "Il tasso di crescita del Pil (4,2%) è più alto del tasso di disoccupazione (3,9%) per la prima volta in oltre 100 anni!", ha twittato oggi i leader Usa facendo riferimento al Pil americano del secondo trimestre del 2018 e al dato diffuso venerdì scorso per il mese di agosto.

Tra le ultime volte che è successo invece nel primo trimestre del 2006, quando l'economia statunitense si espanse del 5,4% e il tasso di disoccupazione era al 4,7%. E nei 70 anni in cui il dipartimento del Lavoro pubblica ogni mese il rapporto sull'occupazione, il tasso di crescita del Pil è stato superiore a quello della disoccupazione almeno il 20% delle volte.

Kevin Hassett, presidente del Council of Economic Adviser della Casa Bianca, è stato costretto ad ammettere che Trump si è sbagliato. Parlando in conferenza con la stampa, Hassett ha affermato: "Non so da dove quel numero sia venuto fuori. Il numero corretto è 10 anni". Hassett si è detto "grato" del fatto che la stampa abbia fatto notare questa e altre incongruenze, "cos" possiamo correggerle". Lo stesso Hassett ha detto di non essere "il presidente del consiglio di esperti dell'account di Twitter di Trump" in merito ad altri 'cinguettii' controversi del leader Usa.

Trump comunque non fa altro che portare avanti una narrativa tipica della sua Casa Bianca e volta a gonfiare i risultati economici degli Usa durante la sua presidenza, cosa utile per abbindolare la sua base elettorale in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo novembre (quando i democratici potrebbero riprendersi il controllo della Camera).

Basti dire che ieri Trump ha twittato dicendo che "il mercato azionario è salito di quasi il 50%" dalla sua elezione" nel novembre 2016 ma da allora l'S&P 500 - l'indice benchmark - ha guadagnato oltre il 30%.

Contro la strategia di Trump si è schierato il suo predecessore Barack Obama venerdì scorso. Nel giorno in cui è emerso che ad agosto in Usa sono stati creati 201mila posti di lavoro, più delle stime, Obama ha voluto ricordare ai repubblicani quando la ripresa dell'economia americana è iniziata: durante la sua presidenza. "Quando ho lasciato la presidenza", giunta a termine nel gennaio 2017 dopo due mandati non rinnovabili, "i redditi delle famiglie erano vicini ai massimi storici e il tasso di persone senza un'assicurazione medica era ai minimi storici e la povertà stava calando".

Parlando dall'Università di Chicago, Obama ha aggiunto: "Lo dico per ricordare quando questa ripresa è iniziata, specialmente per quando si sente dire come sta andando bene attualmente l'economia". Il predecessore di Donald Trump ha detto: "Quando vi sentire dire che è in corso un miracolo economico, quando i numeri sull'occupazione vengono pubblicati mensilmente e improvvisamente i repubblicani dicono che è un miracolo, devo ricordare loro che quei numeri sono in realtà uguali a quelli del 2015 e 2016".

Trump aveva reagito dicendo di essersi addormentato mentre guardava il discorso di Obama e insinuando che sia il suo predecessore a inventare: "Stava cercando di prendersi il merito della cosa incredibile che sta succendendo al nostro Paese", la crescita dell'economia. "Se fossero stati i democratici a vincere le elezioni due anni fa, credo che non avremmo un +4,2% ma un -4,2%", aveva proseguito facendo riferimento al Pil del secondo trimestre.

L'aumento dell'occupazione ad agosto segna il 95esimo mese di fila in cui i datori di lavoro americani hanno reclutato personale, un nuovo record.

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