Trump star del salone dell'auto di Detroit. Fca, Gm e Ford attendono chiarezza

Il presidente eletto ha ringraziato i gruppi guidati da Marchionne e Fields per gli investimenti annunciati in Usa. Spera che Gm faccia altrettanto. Biden: "Vediamo cosa fa, non cosa dice"

Detroit - La vera star del salone dell'auto di Detroit non sono state le vetture scintillati esposte nei vari stand ma qualcuno che non si è nemmeno presentato all'evento: Donald Trump. All'edizione 2017 del North American International Auto Show non si è parlato di altro ma le Big Three della capitale americana del settore delle quattro ruote sembrano ottimiste, seppure caute e in attesa di una maggiore chiarezza da parte del presidente eletto.

Fiat Chrysler Automobiles ha confermato tutti i target al 2018 e ipotizzato la distribuzione di un dividendo forse un po' prima di quella data. General Motors ha alzato le stime sugli utili per l'esercizio 2017 e ha deciso di premiare i soci con un aumento di cinque miliardi di dollari del piano di riacquisto di titoli propri. Ford Motor ha anticipato di avere chiuso un 2016 solido (pur non avendo cambiato il suo outlook rispetto all'investor day dello scorso settembre) con il vicepresidente esecutivo Bill Ford che vuole "cambiare di nuovo il mondo", un po' come fece il bisnonno e fondatore del gruppo (Henry). Diversamente dalla fine del diciannovesimo secolo però, Ford questa volta sa di non essere da sola. Perché oltre a confrontarsi con le richieste di azionisti e investitori e a cercare di raggiungere i target finanziari prefissati a fronte di un mercato, quello Usa, che ha ormai raggiunto un picco dopo due anni di vendite record, i produttori di auto sono sempre più impegnati a confrontarsi con un futuro ancora tutto da definire sui veicoli a guida autonoma. E le partnership tra la Silicon Valley e il mondo dell'ingegneria automobilistica del Michigan sembrano essenziali.

In questo campo Sergio Marchionne, l'amministratore delegato di Fca, è stato il primo lo scorso maggio a siglare un'alleanza unica nel suo genere con Google (ora Waymo), a cui ha consegnato 100 minivan ibridi Pacifica su cui il gruppo californiano ha montato sensori e sistemi per rendere autonomo il veicolo; quel veicolo - di cui Fca conta di fornire un "numero significativo" ulteriore di esemplari - è stato presentato proprio al Salone di Detroit e verrà testato sulle strade dell'Arizona e della California a partire dal mese in corso. Comunque sia il top manager italo-canadese "non intende ricreare la Silicon Valley in Michigan, prima di tutto perché fa troppo freddo e soprattutto ci sono cose che succedono nella Silicon Valley che non posso ricreare in Michigan". Per questo continua a discutere con tutti i fornitori e punta a "continuare a lavorare con Waymo". Intanto, Fca brinda non solo al quinto anno di fila di vendite record per il marchio Jeep - la vera macchina da soldi del gruppo di cui ha annunciato il lancio di versioni rivisitate di Jeep Wagoneer e Grand Wagoneer e un pickup truck totalmente nuovo - ma anche alle reazioni "davvero positive" del Chrysler Portal, il concetto di minivan elettrico e semi autonomo presentato al Ces di Las Vegas il 3 gennaio scorso. Forse quel veicolo pensato per i più giovani verrà prodotto dal 2018, ma è ancora troppo presto per dirlo.

Intanto Marchionne così  come il Ceo di Ford Mark Fields e quello di Gm Mary Barra attendono chiarezza da Trump, un presidente eletto che ha colpi di tweet ha minacciato dazi doganali alti a chi produce vetture in Messico e le importa in Usa. Il numero uno di Fca ha avvertito: "E' possibile che se tariffe economiche sono imposte e sono sufficientemente grandi, [quelle tariffe] renderebbero antieconomica qualsiasi produzione in Messico e dovremmo ritirarci" da quel Paese. Ford tira dritto con il trasferimento della produzione della Focus in Messico, dove Gm intende mantenere la produzione di vetture di piccola cilindrata come la Chevrolet Cruze perché "gli investimenti fatti hanno richiesto capitali e sono stati decisi due, tre e quattro anni fa", ha spiegato Barra. Per il momento Trump ha ringraziato Fca e Ford per avere annunciato, rispettivamente, un investimento da 1 miliardo di dollari (un "atto dovuto agli Usa", ha detto Marchionne) e da 700 milioni in Usa. Il 45esimo presidente Usa, nella sua prima conferenza stampa dalla sua vittoria, ha ringraziato nuovamente i due gruppi aggiungendo: "Spero che Gm faccia come loro". L'amministrazione Obama dal canto suo ha inviato un messaggio per quella Trump: "Non sarebbe saggio" cambiare il corso del settore auto americano. E' stato Joe Biden, vicepresidente uscente a dirlo visitando il Salone di Detroit consigliando: "Vediamo cosa Trump fa, non cosa dice". Le Big Three attendono le mosse del presidente più improbabile della storia Usa. Per citare Marchionne, "ci si adeguerà".

Altri Servizi

Trump, Opec e Fed: la settimana economica in arrivo

I principali appuntamenti di questa settimana
AP

Nella settimana in arrivo gli investitori guarderanno con la massima attenzione tre eventi: il viaggio del presidente americano in Medio Oriente e in Europa, le minute della Fed di mercoledì e infine l'incontro di giovedì a Vienna tra i Paesi Opec.

Trump: assoluta solidarietà al Regno Unito, i terroristi perdenti malvagi

Il presidente Usa ha commentato da Betlemme l'attentato di Manchester
AP

Mentre in Usa sono aumentate le misure di sicurezza, Donald Trump ha espresso "assoluta solidarietà" al Regno Unito dopo l'attentato a Manchester, costato la vita a 22 persone. Il presidente statunitense, che ha parlato al fianco del presidente palestinese Abu Mazen a Betlemme, ha definito "perdenti malvagi" gli autori di questo ultimo attentato e in generale chi compie atti terroristici: "Non li chiamerò mostri perchè a loro farebbe piacere - ha detto - da ora in poi li chiamerò perdenti malvagi, perchè questo sono, dei perdenti, ricordatelo".

Trump: "Pace possibile in Medio Oriente, fermare l'Iran"

Il presidente statunitense ha concluso la sua visita in Israele. Non ha parlato né di 'soluzione dei due Stati', sostenuta dai palestinesi, né del riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico
iStock

"Gli Stati Uniti, con me, saranno sempre dalla parte di Israele". Il presidente Donald Trump ha concluso la sua storica visita nello Stato ebraico riaffermando il legame tra i due Paesi, la volontà di contribuire al raggiungimento della pace tra israeliani e palestinesi e puntando il dito contro il più grande nemico in comune: l'Iran.

Russiagate: i repubblicani si allontanano da Trump

Nonostante non lo facciano ancora in modo esplicito si vedono i primi segnali di tensione. Al centro del malessere il tentativo del presidente di influenzare l'inchiesta sulla Russia

I repubblicani hanno preso ancor più le distanze dal presidente Donald Trump, a causa delle prove sempre più schiaccianti che potrebbe aver cercato di interferire nell'indagine federale sui rapporti tra l'intelligence russa e la sua campagna elettorale nelle elezioni del 2016.

Papa Francesco e Donald Trump non potrebbero essere più diversi.

Dopo l'attacco a Manchester allerta ai massimi, soldati in strada. Nelle città Usa aumenta la sicurezza

Sale a "critico" il livello nella nazione britannica. Un altro attacco potrebbe essere "imminente". Il premier May: prevarremo sul terrorismo
AP

Mentre nelle città Usa sono aumentate le misure di sicurezza, per la terza volta, il Regno Unito ha alzato a "critico" da "severo" il livello di allerta terrorismo all'indomani dell'attacco, il peggiore dal 2005 su suolo britannico, che ha colpito Manchester. Stando a una scala dell'MI5 fatta di cinque gradini (gli altri sono basso, moderato, sostanziale), ciò significa che un altro attacco potrebbe essere "imminente" e non più solo "altamente probabile". Solo in altre due occasioni - nel 2006 e nel 2007 - la nazione d'Oltremanica era arrivata ad essere cos" tanto in guardia; il livello di allerta "severo" era in atto dal 2014.

Riparare l’iPhone da sé? Apple è contraria

Il gruppo sta lottando contro una proposta di legge che obbligherebbe i produttori di dispositivi elettronici a rilasciare informazioni utili per la riparazione

Apple non vuole che i suoi consumatori possano essere liberi di aggiustare autonomamente i propri iPhone. Il gruppo tecnologico, così come aziende del calibro di J&J, Toyota e Verizon, stanno unendo le forze in attività di lobby per ostacolare una proposta di legge che le forzerebbe a rendere disponibili le informazioni utili per riparare dispositivi elettronici per conto proprio o con l’aiuto di parti terze.

Apple: dall’iPhone al glucometro senza ago?

Il Ceo Cook visto testare un dispositivo connesso all’Apple Watch. Il target di riferimento: non solo diabetici ma chi vuole essere in salute
iStock

Apple sta forse pensando a mettere piede nel settore della sanità. Il produttore dell’iPhone sembra stia lavorando allo sviluppo di un apparecchio in grado di monitorare i livelli di zucchero nel sangue. L’amministratore delegato Tim Cook è stato avvistato nel quartiere generale del gruppo a Cupertino, California, mentre testava il prototipo di un dispositivo connesso all’Apple Watch e in grado di tenere traccia delle variazioni della glicemia nel sangue a seconda di fattori quali cibo ed esercizio fisico.

Violate leggi su emissioni: Usa fanno causa contro Fca, che non è VW

E' accusata di avere usato un 'defeat device', tesi respinta dal gruppo "contrariato". L'azienda continuerà a collaborare con le autorità per risolvere le loro preoccupazioni in modo rapido e amichevole
Fca

E' ufficiale. Gli Stati Uniti hanno fatto causa a Fiat Chrysler Automobiles per avere violato le leggi sulle emissioni Usa e il gruppo si dice "contrariato" promettendosi di difendersi "con forza" soprattutto dall'accusa di avere usato lo stesso software per cui la tedesca Volkswagen ha dovuto fare un mea culpa per 11 milioni di veicoli e chiudere uno scandalo costato oltre 20 miliardi di dollari. C'è però una differenza tra i due gruppi: le autorità americane non hanno detto - diversamente dal caso tedesco - che Fca abbia deliberatamente usato il cosiddetto defeat device per barare nei test di laboratorio. Se VW si era detto colpevole, Fca ha sempre sostenuto di non avere avuto alcuna intenzione di barare. Questa sottile ma significativa differenza implica che le accuse contro il gruppo italo americano sono meno pesanti di quelle mosse contro la rivale tedesca.

Wall Street, si va verso il quarto giorno di rialzi

Il rialzo di ieri ha riportato in positivo il mese di maggio per S&P e Nasdaq
AP