Trump svela la sua strategia per la sicurezza nazionale, Russia e Cina nel mirino

In un documento da 68 pagine, la Casa Bianca ha descritto la strategia avente "quattro pilastri" con cui il presidente americano Donald Trump intende ribadire un concetto promosso in campagna elettorale: che l'America va messa al primo posto per tutelarne la sicurezza nazionale.

Mentre intende "proteggere la patria, il popolo americano e il suo modo di vivere, promuovere la prosperità statunitense, preservare la pace attraverso la forza e avanzare l'influenza Usa", il leader Usa ha individuato quattro nemici, i soliti: la Cina e la Russia (definiti "poteri revisionisti"), la Corea del Nord, l'Iran e minacce non statali come il gruppo terrorista Isis.

Stando al documento, diffuso in vista dell'intervento del leader Usa caratterizzato da toni populisti, si legge che Pechino e Mosca "sfidano il potere, l'influenza e gli interessi americani tentando di erodere la sicurezza e la prosperità statunitensi".

Secondo Washington, quelle nazioni "sono determinate a rendere le economie meno libere e meno eque, a potenziare i loro eserciti [come d'altra parte fa Trump] e a controllare informazioni e dati per reprimere le loro società ed ampliare la loro influenza". Inoltre, "la Cina e la Russia stanno sviluppando armi avanzate che potrebbero minacciare le nostre infrastrutture cruciali". Stando all'amministrazione Trump, "competitor come la Cina rubano proprietà intellettuale Usa valutata centinaia di miliardi di dollari".

Sul fronte della "dittatura" norcoreana e dell'Iran, il governo Usa sostiene che i due Paesi vogliano "destabilizzare regioni, minacciare gli americani e i loro alleati e brutalizzare i loro popoli". Se nel caso di Pyongyang la comunità internazionale ha scelto di imporre sanzioni per fermare i programmi missilistico e nucleare voluti da Kim Jong-un, sul secondo gli Usa hanno posizioni diverse rispetto alla Ue (che diversamente da Trump, crede nella bontà dello storico accordo sul nucleare siglato nell'estate del 2015 quando alla Casa Bianca c'era Barack Obama). Di fronte alla minaccia nordcoreana, Trump intende mantenere "una presenza avanzata [nella Regione] capace di deterrenza e, se necessario, di sconfiggere ogni avversario".

In tema di cambiamento climatico, non più considerato un problema di sicurezza nazionale, Trump ha confermato di andare controcorrente. Nel documento con cui descrive la sua strategia per la sicurezza nazionale, il 45esimo presidente americano si dice convinto che "data la futura domanda globale di energia, gran parte del mondo sviluppato avrà bisogno di carburanti fossibili". Peccato che gli Usa siano l'unica nazione al mondo a non volere aderire allo storico accordo di Parigi sul clima siglato nel dicembre 2015. Trump ha infatti annunciato il ritiro della nazione ribaltando gli sforzi portati avanti dal predecessore Barack Obama, che invece aveva fatto pressing per la sua ratifica. Eppure gli Usa dicono che "resteranno un leader globale nella riduzione di inquinamento tradizionale così come delle emissioni, il tutto espandendo la nostra economia". Nel documento si legge che "per la prima volta in generazioni, gli Usa saranno una nazione energeticamente dominante" e che gli Usa "devono approfittare della loro ricchezza in risorse [naturali] interne e dell'efficienza energetica per promuovere la competizione in varie industrie". Citando carbone, gas naturale, petrolio, rinnovabili e nucleare, l'amministrazione Trump promette che le sue politiche in tema di clima continueranno a dare forza al sistema energetico globale.

Nel suo discorso Trump ha voluto fare presa sulla stessa base elettorale che gli ha garantito la vittoria alle presidenziali del 2016: "per sfruttare le opportunità del futuro, dobbiamo prima riconoscere i fallimenti del passato". Come a dire che quanto fatto dalla classe politica prima di lui è stato un disastro. "Per molti anni gli americani hanno guardato i politici di Washington presiedere una delusione dopo l'altra. Così tanti leader si sono dimenticati delle voci che dovevano da rispettare e degli interessi che dovevano promuovere". Rivolgendosi agli elettori che hanno scelto un candidato anti-establishment "votando per rendere l'America nuovamente grandiosa", Trump è tornato a criticare accordi commerciali "disastrosi", l'accordo nucleare con l'Iran, le scelte che "hanno spinto le aziende a trasferirsi all'estero" e gli "alleati ricchi" (quelli della Nato) che secondo lui devono pagare la loro parte in difesa perché fino ad ora sono stati "un peso ingiusto sugli Usa". Non solo: "I nostri politici hanno lasciato i nostri confini spalancati" a milioni di migranti che secondo lui non sono stati propriamente sottoposti a controlli. "Gli americani sono stati lasciati a pagare il conto", ha ripetuto Trump, convinto che i suoi concittadini abbiano perso fiducia. Lui si è vantato della sua vittoria elettorale, "l'inizio di un cambio di rotta".

Secondo lui, un anno dopo il suo arrivo alla Casa Bianca "il mondo intero sa che l'America sta riemergendo forte come non mai". Peccato che stando agli ultimi sondaggi, lui sia giudicato come il presidente meno apprezzato alla fine dei primi 12 mesi di mandato. Rispolverando il motto "America First", Trump si è vantato anche degli investimenti in difesa: "Quasi 700 miliardi di dollari, un record, per l'anno che viene". Con una "forza straordinaria", lui crede di potere raggiungere "una straordinaria pace" nel mondo. "Una nazione senza confini, non è una nazione", ha aggiunto. "Una nazione che non protegge la prosperità a casa, non è una nazione che può difendere i suoi interessi nel mondo. Una nazione che non è preparata per vincere una guerra, non è una nazione capace di prevenire una guerra". Come suo solito, Trump si è vantato dei record di Wall Street, alimentati (non solo) dalle speranze per una riforma fiscale ormai agli sgoccioli, per lui "la più grande nella storia degli Usa" - e che premia gli immobiliaristi come lui.

Altri Servizi

Boxe, fu condannato 100 anni fa. Trump annuncia il perdono per Jack Johnson

Il tycoon ha dichiarato su Twitter la sua intenzione di riabilitare il primo campione del mondo nero dei pesi massimi condannato nel 1913 per “immoralità"

Donald Trump ha annunciato via twitter di voler procedere con il "perdono presidenziale pieno" nei confronti di Jack Johnson, il primo pugile afroamericano a diventare campione del mondo dei pesi massimi, a oltre cento anni dalla sua condanna per “immoralità" per una delle sue relazioni con una donna bianca. Una riabilitazione postuma annunciata più volte da diversi presidenti ma che nemmeno Obama, primo inquilino afroamericano della Casa Bianca, era riuscito a concedere.

Gli Usa chiedono all'Fmi di fare di più, il mondo teme guerre commerciali

Gli Spring Meetings dell'istituto di Washington terminano come erano iniziati. La linea americana non cambia. Mnuchin: il Fondo alzi la voce per ridurre gli squilibri. Lagarde: avanti con il dialogo "pacifico"
World Bank

Washington - Il Fondo monetario internazionale voleva usare i suoi lavori primaverili per "unire le nazioni" e allentare le tensioni commerciali riaccese dal braccio di ferro tra Usa e Cina. I cosiddetti Spring Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde sono invece finiti come erano iniziati. Il mondo continua a temere una guerra commerciale dalla quale - è la tesi - non emergerebbe nessun vincitore mentre gli Stati Uniti continuano a volere perseguire un commercio "libero, equo e reciproco". Dunque, non resta che trattare.

Cinema, morto Verne Troyer, il "Mini me" di Austin Powers

L’annuncio sul suo profilo Facebook. Aveva 49 anni. Per Mike Myers era "un faro di positività"

Verne Troyer, l’attore americano conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo di "Mini-Me" nella serie Austin Powers è morto sabato a Los Angeles all’età di 49 anni. Troyer, alto solo 81 centimetri, era affetto da nanismo e aveva raggiunto il successo sul grande schermo grazie al ruolo del perfido clone "tascabile" del cattivissimo Dottor Male, prima in 'Austin Powers: La spia che ci provava' e poi nel sequel del 2002 'Austin Powers in Goldmember'.

Usa: monta la preoccupazione per la Belt and Road Initiative cinese

Washington chiede maggiore trasparenza sull'eccesso di debito concesso a nazioni a basso reddito. Sotto sotto teme la crescente influenza di Pechino in Africa ed Eurasia
Xi Jinping AP

Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno preso di mira la Cina, non solo sul fronte commerciale. Washington guarda con apparente preoccupazione alla "Belt and Road Initiative", l'iniziativa per lo sviluppo e le infrastrutture lanciata cinque anni fa, rivolta a una settantina di nazioni e pensata per fornire centinaia di miliardi di dollari di prestiti. La prima economia al mondo teme che la nazione asiatica e il suo presidente Xi Jinping vogliano ampliare la loro influenza nel mondo, specialmente in Africa e nell'Eurasia.

Crisi nordcoreana, per Trump "C’è ancora molta strada da fare"

Tweet del presidente americano secondo cui gli Stati Uniti non hanno ceduto su nulla

A distanza di poche ore dall’annuncio della Corea del Nord di mettere fine ai test nucleari, ai test con i missili intercontinentali e alla chiusura di alcuni siti per i test atomici, Donald Trump è intervenuto sostenendo che "c’è ancora molta strada da fare" per risolvere la crisi nordcoreana. Il presidente americano ha twittato spiegando agli americani che "noi non abbiamo ceduto su nulla" nei negoziati sul programma nucleare di Pyongyang.  

Nashville, uomo seminudo spara in un locale: 4 morti e due feriti

Il killer, ancora in fuga, è stato identificato dalle autorità

Un uomo seminudo è entrato in un locale della catena Waffle House alla periferia di Nashville, in Tennessee, aprendo il fuoco sui presenti con un fucile d’assalto AR-15. Il bilancio è di 4 morti e due feriti. Il killer, ancora in fuga è stato identificato dalla polizia che ha lanciato un appello per individuarlo e catturarlo: si tratterebbe di Travis Reinking, 29enne di Morton, in Illinois.

Padoan al prossimo governo: la strada delle riforme è quella giusta

Lagarde (Fmi): sfruttare la finestra ancora aperta, nuvole all'orizzone. Conteno (Eurogruppo): ottomista sull'Eurozona. Scholtz (finanze tedesche): contro gli euroscettici, avanti con riforme
AP

Da Washington, Pier Carlo Padoan ha rivendicato il lavoro fatto al ministero delle Finanze dal febbraio 2014 a oggi. E preparandosi a dire addio al suo incarico, ha lanciato un messaggio al prossimo governo (che fatica a prendere forma): "Non ci sono scorciatoie, la strada intrapresa [delle riforme] è quella giusta". Su questo è d'accordo il Fondo monetario internazionale, che ci chiede un piano "credibile e ambizioso" per portare avanti un consolidamento fiscale. Perché è vero che l'istituto guidato da Christine Lagarde ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita dell'Italia. Ed è vero che il debito sta migliorando, ma resta alto mettendo l'Italia tra i Paesi che - come ha avvertito il d.g. del Fondo Christine Lagarde - "potrebbero essere colpiti di più se le condizioni di mercato", ora favoravoli, "cambiano".

L'alt nucleare della Nordcorea

Kim vuole lanciare la versione nordcoreana della glasnost sovietica di Mikhail Gorbachev?

E' certamente un "notevole progresso", come ha detto Donald Trump. Ma per esserlo, l'annuncio arrivato ieri dalla Corea del Nord di un alt ai suoi test missilistici e nucleari deve essere genuino. Per scoprirle se lo sia, serve tempo e dunque un cauto ottimismo - quello consigliato dagli osservatori - sembra necessario.

Visco: avanti con la crescita, ma senza dimenticare i vincoli

Il governatore di Banca d'Italia "fiducioso" nel senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni. Spagnoli più ricchi degli italiani? Padoan usa una metafora calcistica: le rimonte sono possibili.

Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.

Usa, 20enne sopravvive a tre attacchi mortali negli ultimi quattro anni

Dylan McWilliams è stato morso da uno squalo, da un orso e da un serpente

"Sono molto fortunato o molto sfortunato, dipende dai punti di vista". È questo il commento di Dylan McWilliams, 20enne originario di Grand Junction in Colorado, sopravvissuto a tre attacchi mortali negli ultimi quattro anni. Se non si tratta di un record poco ci manca, ciò che è certo è che la storia di Dylan sembra la sceneggiatura di un film.