Trump verso scelta presidente Fed, divisioni nel Gop su direzione politica monetaria

Il segretario al Tesoro tifa per Powell. Yellen forse vittima del suo successo

Dopo avere criticato la politica monetaria americana nel corso degli ultimi otto anni, quando alla Casa Bianca c'era Barack Obama, i repubblicani hanno ora la possibilità di cambiare la direzione della Federal Reserve: a inizio 2018 scadrà il mandato di Janet Yellen e il presidente Donald Trump, che dovrebbe vederla per discutere del suo futuro, dovrà scegliere un nuovo numero uno per la Banca centrale.

Tuttavia all'interno del partito del presidente ci sono ampie divisioni sulla strada che la politica monetaria americana dovrebbe prendere: durante e dopo la crisi economica i repubblicani hanno sostenuto che la Fed dovesse essere sottoposta a maggiori limiti e controlli, ma ora che l'economia è più stabile e la Casa Bianca si prepara a varare una riforma fiscale che, secondo le previsioni, dovrebbe imprimere un'ulteriore accelerata alla congiuntura, c'è chi teme che prendere una posizione troppo severa nei confronti della Fed possa mettere il freno allo slancio dell'economia.

Il fatto che non ci sia chiarezza sulla strada da prendere è evidenziato anche dai profili molto diversi, se non addirittura opposti, dei candidati papabili per la presidenza dell'istituto centrale. La short list di Trump include due delle persone più ostili alle attuali scelte della Banca centrale (l'economista della Stanford University John Taylor e l'ex governatore della Fed Kevin Warsh), due accesi sostenitori dell'approccio attuale dell'istituto basato su una graduale normalizzazione della politica (la stessa Yellen e Jerome Powell, repubblicano, ex investment banker e attuale membro del Board della Fed) e una persona molto vicina a Trump (Gary Cohn, attuale consigliere economico del presidente).

Il presidente americano per il momento non ha lasciato trapelare nulla sulle sue preferenze: "Onestamente mi piacciono tutti, davvero, ho grande rispetto per tutti loro", ha detto di recente anticipando una decisione imminente: Trump dovrebbe sciogliere le riserve sulla sua scelta prima del previsto viaggio in Asia, che inizierà il 3 novembre.

Alcuni, compreso il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, ritengono che Powell sarebbe un buon compromesso: è repubblicano, moderato e vicino a Randal Quarles, che è stato di recente nominato da Trump come vicepresidente per la supervisione. Le chance che Yellen sia riconfermata sembrano invece basse: nominata nel 2014, si può dire che abbia rimesso l'economia in carreggiata, ma potrebbe essere vittima del suo stesso successo, visto che proprio il fatto che il Paese navighi ora in acque più tranquille potrebbe essere visto come una buona occasione per un cambio di leadership senza scossoni.

Inoltre, sebbene i tre predecessori di Yellen (Ben Bernanke, Alan Greenspan e Paul Volcker) siano stati confermati almeno una volta da un presidente che non li aveva nominati e di un partito politico diverso dal loro (in questo caso, Yellen è stata scelta da Obama, democratico, e dovrebbe essere confermata da Trump, repubblicano), molti nel Gop chiedono a gran voce che la guida della Banca centrale non sia assegnata a un democratico e Yellen non ha mai fatto mistero di esserlo.