Trump vuole aumentare il pressing sulla Cina con i dazi

Secondo il Wsj, l'amministrazione Usa è convinta che la linea dura stia funzionando. Pechino prende tempo sui dossier Qualcomm-NXP e Bain Capital-Toshiba

Convinto che la sua strategia a colpi di minacce di dazi stia funzionando, l'amministrazione Trump intende aumentare la pressione sulla Cina in ambito commerciale. Come? Concentrandosi sulle nuove tariffe doganali ventilate la settimana scorsa per 100 miliardi di dollari e minacciando di bloccare investimenti tecnologici cinesi negli Stati Uniti attraverso acquisizioni, joint venture, licenze o altre tipologie di accordo. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari americani.

Il tutto succede mentre il presidente americano Donald Trump ha chiesto al suo consigliere economico e al rappresentante americano per il commercio di valutare se e come rientrare nella Trans-Pacific Partnership, cosa che non solo farebbe venire meno una sua promessa elettorale ma metterebbe ulteriore pressione sulla Cina. Dal canto suo, scrive sempre il Wsj, Pechino punta a fare leva su altre nazioni contro le mosse Usa: nel mirino c'è l'Europa, le cui aziende potrebbero beneficiare se la seconda economia al mondo rispondesse con ritorsioni ai dazi di Trump. Inoltre, la Cina sembra intenzionata a tenere in sospeso sue transazioni finanziarie riguardanti le americane Qualcomm e Bain Capital.

Robert Lighthizer, titolare dell'Office of the United States Trade Representative, già la settimana prossima potrebbe fornire i dettagli di quali prodotti verrebbero puniti dai dazi del 25% ventilati il 5 aprile scorso su importazioni cinesi per un valore annuo di 100 miliardi di dollari. L'elenco seguirebbe quello diffuso il 3 aprile composto da 1.300 prodotti Made in China su cui sono stati ipotizzati altri dazi per 50 miliardi; Pechino aveva reagito minacciando a sua volta tariffe doganali del 25% su 106 tipologie di articoli Usa aventi lo stesso valore tra cui i semi di soia. Per il momento Washington ha fatto scattare il 23 marzo solo i dazi su acciaio e alluminio cinesi per 3 miliardi di dollari annui, a cui la Cina ha reagito con dazi su carne Usa e altri prodotti.

Il 10 aprile scorso dal Boao Forum, la Davos asiatica, il presidente cinese Xi Jinping annunciò piani per aprire ulteriormente l'economia cinese e abbassare tariffe sulle auto e altri prodotti. Le sue parole aiutarono ad allentare le tensioni tra Usa e Cina e furono apprezzate in un tweet da Trump, calmando gli investitori. Quelle parole, tuttavia, sono viste dalla Casa Bianca per dimostrare che la linea dura sta funzionando. Chiaramente Pechino - almeno formalmente - nega di piegarsi a Washington. La Cina ha sempre a disposizione quella che qualche gestore chiama "opzione nucleare", la vendita della montagna di Treasury che ha in portafoglio e che valgono 1.200 miliardi di dollari. Nell'epoca di conti pubblici Usa insostenibili, non sarebbe una mossa gradita. Né da Washington, né dagli investitori.

Mentre l'amministrazione Trump sembra intenzionata ad aumentare il suo pressing sulla Cina in tema commerciale, Pechino sta rallentando le analisi con cui potrebbe dare il via libera ad accordi plurimiliardari riguardanti Qualcomm e Bain Capital. La Cina è l'unico Paese a non aveva ancora dato l'ok all'acquisizione da parte di Qualcomm del produttore di microprocessori olandese NXP; l'operazione vale 44 miliardi di dollari. Inoltre, la nazione asiatica deve esprimersi anche sulla cessione da parte della giapponese Toshiba della sua divisione di semiconduttori a un consorzio disposto a pagare 19 miliardi e capitanato dal gruppo di private equity Bain Capital. Il timore è che nessuna delle due transazioni potrebbe procedere in tempi di tensioni commerciali. Questo stallo potrebbe essere usato dalla Cina come leva sugli Usa, che stanno ipotizzando dazi per complessivi 150 miliardi di dollari su importazioni annue cinesi. Per Qualcomm, l'acquisto di NXP è visto come essenziale per la sua diversificazione e il tempo stringe visto che c'è tempo fino al 25 aprile per completare la transazione. Per Toshiba, più lungo diventa l'iter che porterà alla cessione della divisione, più alto diventa il rischio di perdere il suo vantaggio tecnologico.

Altri Servizi

Boxe, fu condannato 100 anni fa. Trump annuncia il perdono per Jack Johnson

Il tycoon ha dichiarato su Twitter la sua intenzione di riabilitare il primo campione del mondo nero dei pesi massimi condannato nel 1913 per “immoralità"

Donald Trump ha annunciato via twitter di voler procedere con il "perdono presidenziale pieno" nei confronti di Jack Johnson, il primo pugile afroamericano a diventare campione del mondo dei pesi massimi, a oltre cento anni dalla sua condanna per “immoralità" per una delle sue relazioni con una donna bianca. Una riabilitazione postuma annunciata più volte da diversi presidenti ma che nemmeno Obama, primo inquilino afroamericano della Casa Bianca, era riuscito a concedere.

Cinema, morto Verne Troyer, il "Mini me" di Austin Powers

L’annuncio sul suo profilo Facebook. Aveva 49 anni. Per Mike Myers era "un faro di positività"

Verne Troyer, l’attore americano conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo di "Mini-Me" nella serie Austin Powers è morto sabato a Los Angeles all’età di 49 anni. Troyer, alto solo 81 centimetri, era affetto da nanismo e aveva raggiunto il successo sul grande schermo grazie al ruolo del perfido clone "tascabile" del cattivissimo Dottor Male, prima in 'Austin Powers: La spia che ci provava' e poi nel sequel del 2002 'Austin Powers in Goldmember'.

Gli Usa chiedono all'Fmi di fare di più, il mondo teme guerre commerciali

Gli Spring Meetings dell'istituto di Washington terminano come erano iniziati. La linea americana non cambia. Mnuchin: il Fondo alzi la voce per ridurre gli squilibri. Lagarde: avanti con il dialogo "pacifico"
World Bank

Washington - Il Fondo monetario internazionale voleva usare i suoi lavori primaverili per "unire le nazioni" e allentare le tensioni commerciali riaccese dal braccio di ferro tra Usa e Cina. I cosiddetti Spring Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde sono invece finiti come erano iniziati. Il mondo continua a temere una guerra commerciale dalla quale - è la tesi - non emergerebbe nessun vincitore mentre gli Stati Uniti continuano a volere perseguire un commercio "libero, equo e reciproco". Dunque, non resta che trattare.

Usa: monta la preoccupazione per la Belt and Road Initiative cinese

Washington chiede maggiore trasparenza sull'eccesso di debito concesso a nazioni a basso reddito. Sotto sotto teme la crescente influenza di Pechino in Africa ed Eurasia
Xi Jinping AP

Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno preso di mira la Cina, non solo sul fronte commerciale. Washington guarda con apparente preoccupazione alla "Belt and Road Initiative", l'iniziativa per lo sviluppo e le infrastrutture lanciata cinque anni fa, rivolta a una settantina di nazioni e pensata per fornire centinaia di miliardi di dollari di prestiti. La prima economia al mondo teme che la nazione asiatica e il suo presidente Xi Jinping vogliano ampliare la loro influenza nel mondo, specialmente in Africa e nell'Eurasia.

Crisi nordcoreana, per Trump "C’è ancora molta strada da fare"

Tweet del presidente americano secondo cui gli Stati Uniti non hanno ceduto su nulla

A distanza di poche ore dall’annuncio della Corea del Nord di mettere fine ai test nucleari, ai test con i missili intercontinentali e alla chiusura di alcuni siti per i test atomici, Donald Trump è intervenuto sostenendo che "c’è ancora molta strada da fare" per risolvere la crisi nordcoreana. Il presidente americano ha twittato spiegando agli americani che "noi non abbiamo ceduto su nulla" nei negoziati sul programma nucleare di Pyongyang.  

Usa - Cina, prove di disgelo sul fronte commerciale

Il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin ha detto che sta valutando un viaggio in Cina. Poco dopo la risposta di Pechino: “La parte cinese gli da’ il benvenuto”
©Ap

Piccoli segnali di disgelo tra Stati Uniti e Cina sul fronte commerciale. A fare un primo passo è stato il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, che ha parlato alla stampa durante gli Spring Meetings del Fondo monetario internazionale che stanno per concludersi a Washington. Mnuchin starebbe valutando un viaggio in Cina nell'ambito dello scontro fra Washington e Pechino sulle tariffe doganali, dicendosi poi "cautamente ottimista" su una possibile risoluzione delle tensioni commerciali con la seconda economia al mondo.

Nashville, uomo seminudo spara in un locale: 4 morti e due feriti

Il killer, ancora in fuga, è stato identificato dalle autorità

Un uomo seminudo è entrato in un locale della catena Waffle House alla periferia di Nashville, in Tennessee, aprendo il fuoco sui presenti con un fucile d’assalto AR-15. Il bilancio è di 4 morti e due feriti. Il killer, ancora in fuga è stato identificato dalla polizia che ha lanciato un appello per individuarlo e catturarlo: si tratterebbe di Travis Reinking, 29enne di Morton, in Illinois.

Padoan al prossimo governo: la strada delle riforme è quella giusta

Lagarde (Fmi): sfruttare la finestra ancora aperta, nuvole all'orizzone. Conteno (Eurogruppo): ottomista sull'Eurozona. Scholtz (finanze tedesche): contro gli euroscettici, avanti con riforme
AP

Da Washington, Pier Carlo Padoan ha rivendicato il lavoro fatto al ministero delle Finanze dal febbraio 2014 a oggi. E preparandosi a dire addio al suo incarico, ha lanciato un messaggio al prossimo governo (che fatica a prendere forma): "Non ci sono scorciatoie, la strada intrapresa [delle riforme] è quella giusta". Su questo è d'accordo il Fondo monetario internazionale, che ci chiede un piano "credibile e ambizioso" per portare avanti un consolidamento fiscale. Perché è vero che l'istituto guidato da Christine Lagarde ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita dell'Italia. Ed è vero che il debito sta migliorando, ma resta alto mettendo l'Italia tra i Paesi che - come ha avvertito il d.g. del Fondo Christine Lagarde - "potrebbero essere colpiti di più se le condizioni di mercato", ora favoravoli, "cambiano".

L'alt nucleare della Nordcorea

Kim vuole lanciare la versione nordcoreana della glasnost sovietica di Mikhail Gorbachev?

E' certamente un "notevole progresso", come ha detto Donald Trump. Ma per esserlo, l'annuncio arrivato ieri dalla Corea del Nord di un alt ai suoi test missilistici e nucleari deve essere genuino. Per scoprirle se lo sia, serve tempo e dunque un cauto ottimismo - quello consigliato dagli osservatori - sembra necessario.

Visco: avanti con la crescita, ma senza dimenticare i vincoli

Il governatore di Banca d'Italia "fiducioso" nel senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni. Spagnoli più ricchi degli italiani? Padoan usa una metafora calcistica: le rimonte sono possibili.

Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.