Trump vuole i Mondiali di calcio 2026 e minaccia gli alleati: "Chi chiede il nostro aiuto deve votare per gli Usa"

Il presidente si espone sulla candidatura con Canada e Messico. La Fifa lo avverte di non esercitare indebite pressioni sul regolare svolgimento del processo di assegnazione. A sfidare i tre Paesi nordamericani è il Marocco: la decisione il 13 giugno
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Giorni fa, nel flusso di tweet in cui finiscono anche i tanti messaggi quotidiani del presidente degli Stati Uniti, è passata piuttosto inosservata una velata minaccia di Donald Trump agli alleati. Una minaccia che non riguarda nessuno dei temi di politica internazionale in discussione in queste settimane, ma lo sport. E, in particolare, uno sport di cui Trump non sarebbe nemmeno un fan: il calcio. Il motivo, naturalmente, non è sportivo, ma economico: in ballo c'è l'organizzazione dei Mondiali maschili del 2026.

Gli Stati Uniti, infatti, hanno presentato una candidatura congiunta con Messico e Canada (sì, proprio i Paesi con cui sta litigando per modificare il Nafta, il trattato di libero scambio; e sì, proprio quel Messico con cui discute un giorno sì e l'altro pure sull'immigrazione) per la Coppa del Mondo successiva all'edizione in programma in Qatar. L'unico rivale è il Marocco, che si candida a diventare il secondo Paese africano a ospitare l'evento, dopo il Sudafrica nel 2012.

"Gli Stati Uniti hanno presentato insieme a Canada e Messico una FORTE candidatura per la Coppa del Mondo 2026. Sarebbe una vergogna se Paesi che abbiamo sempre sostenuto facessero pressioni contro la candidatura degli Stati Uniti. Perché dovremmo sostenere questi Paesi, quando loro non ci sostengono (nemmeno alle Nazioni Unite)?".

La Fifa, l'organo di comando del calcio mondiale, assegnerà i Mondiali nella riunione a Mosca in programma il 13 giugno. "Come regola generale, non possiamo commentare dichiarazioni specifiche sul processo di assegnazione" ha commentato la Fifa in una nota. "Possiamo solo rinviare alle regole della Fifa per la selezione del luogo per la competizione finale della Coppa del Mondo del 2026 e in particolare alle regole di condotta incorporate".

Le regole a cui fa riferimento la Fifa contengono un esplicito avvertimento contro attività dei Paesi candidati che "possano negativamente influire sull'integrità del processo di selezione e dar vita a un'influenza ingiustificata sul processo stesso".

Il presidente del Messico, Enrique Peña Nieto, ha sostenuto per una volta la posizione di Trump. Miracoli del calcio e del business. "Potremo avere delle differenze, ma il calcio ci unisce. Insieme sosteniamo la candidatura di Messico, Canada e Usa per la Coppa del Mondo 2026".

Il comitato per la candidatura nordamericana, a sua volta, ha espresso gradimento per il sostegno di Trump: "Dall'inizio, abbiamo ricevuto il forte sostegno dei governi di Canada, Messico e Stati Uniti. Siamo grati per questo sostegno e, insieme, i nostri tre Paesi sono pronti per accogliere giocatori e tifosi di tutto il mondo per una Coppa del Mondo straordinaria nel 2026".

Il Comitato organizzativo del Marocco non ha commentato il tweet di Trump. La candidatura nordamericana dispone di grandi stadi ed eccellenti infrastrutture, ma non è certa di vincere. La candidatura del Marocco è infatti sostenuta con forza dai Paesi africani e del Medio Oriente. Recentemente, anche la Francia ha reso noto di sostenere la candidatura del Marocco, così come la Russia, che ospiterà i Mondiali quest'estate, a cui la nazionale statunitense (così come quella italiana) non parteciperà. Gli Stati Uniti hanno già organizzato i Mondiali nel 1994, quelli vinti dal Brasile ai rigori, contro l'Italia. I Paesi membri della Fifa hanno un voto ciascuno a disposizione, a prescindere dalla loro grandezza.

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