Trumpcare, i repubblicani a un voto da un altro fallimento

Il nuovo testo per riformare la sanità, presentato dai senatori, potrebbe essere bocciato prima della discussione in Aula. Il presidente e i leader del partito spingono per l'approvazione

I repubblicani statunitensi sono a un passo, anzi a un voto, dall'ennesimo fallimento sulla riforma sanitaria che dovrebbe sostituire l'Obamacare. Un altro 'no' di un senatore del Grand Old Party impedirebbe al nuovo testo presentato ieri di arrivare alla discussione in Aula.

Ieri, è emersa subito l'opposizione alla nuova proposta di legge di due senatori, Susan Collins del Maine e Rand Paul del Kentucky, già schierati per il 'no' al voto per portare il testo in discussione, la prossima settimana. I leader dei repubblicani stanno facendo grosse pressioni su circa la metà degli altri senatori, affinché si formi un fronte compatto a favore del nuovo testo. Un altro 'no' ucciderebbe la proposta, generando probabilmente una defezione di massa, secondo Politico.

Anche l'amministrazione Trump continua a fare pressioni sui senatori, a partire dal presidente, che quotidianamente si esprime sull'argomento su Twitter. Prima che il leader della maggioranza in Senato, Mitch McConnell, annunciasse in settimana il rinvio dell'inizio delle vacanze e la conseguente riduzione delle ferie per arrivare a un risultato in Aula sulla riforma sanitaria, Donald Trump aveva scritto che "non posso immaginare che il Congresso osi lasciare Washington senza una bella riforma sanitaria pienamente approvata e pronta". Ieri, ai giornalisti che lo hanno seguito nel suo viaggio a Parigi, ha detto che "l'unica cosa più difficile della pace tra Israele e i palestinesi è la [riforma della] sanità". Oggi, nonostante gli impegni con il presidente francese, Emmanuel Macron, ha trovato il tempo per pubblicare quattro tweet sull'argomento.

I repubblicani hanno 52 senatori; con tre voti contrari alla mozione procedurale in programma la prossima settimana, gli sforzi settennali per cancellare l'Obamacare si interromperebbero persino prima che il Senato possa formalmente dare inizio al dibattito, creando una situazione imbarazzante per il partito, che controlla la Casa Bianca e i due rami del Congresso, ma che si rivelerebbe incapace di mantenere una delle principali promesse della campagna elettorale. Se il voto procedurale dovesse concludersi con successo, comincerebbe la fase di presentazione degli emendamenti, per poi arrivare alla presentazione del testo finale, da sottoporre al voto del Senato.

La nuova versione della riforma sanitaria che dovrebbe prendere il posto dell'Obamacare prevede degli aiuti per tenere bassi i costi assicurativi e il mantenimento di due imposte sui redditi alti, introdotte dalla precedente amministrazione, che i repubblicani avevano inizialmente deciso di eliminare. Il nuovo testo include anche 'l'emendamento Cruz': grazie al senatore texano, ex candidato alle primarie presidenziali, le compagnie assicurative potrebbero offrire delle polizze poco costose, ma con una copertura molto limitata, che erano state vietate dall'Obamacare. Il testo avrebbe anche pesanti ripercussioni sulla salute delle donne, perché permetterebbe alle compagnie assicurative di non offrire la copertura per la maternità e la contraccezione, rendendo molto più difficile e costoso anche avere la copertura per l'aborto. Per dirla come Vox, "la gravidanza potrebbe essere costosa. La gravidanza non  pianificata potrebbe essere catastroficamente costosa". 

I repubblicani hanno reso noto che la proposta di legge fornirebbe circa 70 miliardi di dollari in fondi aggiuntivi (ai 100 già previsti) che gli Stati potrebbero usare per ridurre i costi delle polizze. Le imposte sulle persone con redditi superiori ai 200.000 dollari e sulle famiglie con redditi oltre i 250.000 dollari servirebbero a finanziare il Medicare, il programma di assicurazione sanitaria per gli anziani e i disabili; i tagli al Medicaid, il programma di assistenza sanitario per i poveri, resterebbero però sostanziosi. La versione presentata recentemente in Senato - ritirata per mancanza di voti a favore - avrebbe costretto 22 milioni di persone a rinunciare alla copertura assicurativa nel prossimo decennio, secondo il Congressional Budget Office, l'agenzia che fornisce dati economici al Congresso,; nei prossimi giorni, è atteso il rapporto dell'ufficio sul nuovo testo.

Se il Senato dovesse approvare una proposta, i senatori dovrebbero poi confrontarsi con i deputati nella Commissione congressuale per approvare un testo condiviso, visto che all'inizio di maggio la Camera ha approvato una riforma differente. Oppure, il testo del Senato potrebbe essere approvato dalla Camera, o la Camera potrebbe presentare una nuova versione, da mandare poi al Senato.

 

 

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