Tutti contro Trump dopo l'addio agli accordi di Parigi. Ma le Pmi Usa sono con il presidente

Dalle piccole aziende voto di fiducia in Trump, abbandonato da grandi aziende e Governi stranieri. Credono nel presidente quando dice che metterà l'America al primo posto.

La decisione di Donald Trump, che ha ritirato gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi sul clima, è stata accolta da un'ondata di proteste da parte dei Governi stranieri, che si sono schierati in modo compatto contro Washington, da numerosi stati e aziende americane, nonché da nomi influenti della politica, del mondo dello spettacolo e della finanza americana, dal patron di Tesla Elon Musk all'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, che ha promesso milioni di dollari all'Onu per la lotta al climate change.

Il presidente americano è dunque rimasto solo, facendo il vuoto intorno a sé? Non esattamente, visto che le piccole imprese americane si sono schierate dalla sua parte, coinvinte che Trump dica il vero quando afferma che l'addio agli accordi internazionali sul clima potrà fare l'interesse del Paese e contribuire a mettere l'America al primo posto, come recita il motto del presidente, "America first".

La multinazionali americane, come Walt Disney e Ibm, ma anche le grandi banche, come Goldman Sachs, hanno duramente criticato la decisione del presidente, ma, come detto, le Pmi, che sono il motore dell'industria americana, si sono schierate compatte con il presidente, senza badare alle difficoltà che Trump sta avendo nel far procedere la riforma fiscale e quella della sanità.

A coinvincerle non sono tanto i risultati finora ottenuti dal presidente, - molti imprenditori ammettono infatti che l'amministrazione Trump per il momento non è riuscita a fare molto per tradurre in fatti le promesse elettorali - ma il fatto che, indipendentemente da quello che succede a Washington, in stati come Michigan, Ohio e Missouri, fortemente messi in difficoltà dalla crisi, si vedono ora miglioramenti delle vendite e dell'occupazione. "Abbiamo clienti che hanno riportato negli Stati Uniti attività dal Messico, cosa che non si vedeva da sette anni", ha detto Bill Polacek, presidente di Jwf Industries, azienda del settore manifatturiero di Johnstown, in Pennsylvania.

Quello delle Pmi è dunque una sorta di atto di fede nel presidente. "In città c'è un nuovo sceriffo. La maggiore frustrazione è vedere che ci sono tante resistenze, cosa che gli impedisce di lavorare", ha detto Louis Soltis, proprietario di un'azienda di Toledo che produce pannelli di controllo per le grandi società.

Tutto da capire se le Pmi decideranno nel prossimo futuro di voltare le spalle a Trump, qualora i risultati tardassero ad arrivare. Anche i mercati, del resto, avevano puntato con decisione verso l'alto, infrangendo record su record, dopo avere accordato al presidente la possibilità di mantenere le promesse fatte, salvo poi tirare il freno a mano sulla scia delle numerose difficoltà e divisioni con cui Trump deve fare i conti, dentro e fuori dal Congresso americano.

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