Tutto pronto per l'incontro della Fed a Jackson Hole

Dal resort del Wyoming venerdì Janet Yellen dovrebbe dare nuovi indizi su un possibile rialzo dei tassi. Intanto il suo vice, Stanley Fischer, da Aspen fa sapere che l'economia americana si sta avvicinando agli obiettivi stabiliti dalla banca centrale
AP

Nei prossimi giorni potrebbero arrivare i primi segnali di un possibile rialzo dei tassi da parte della banca centrale americana. O almeno si potrà capire meglio qual è la tendenza dei prossimi mesi in tema di politiche monetarie.

Per questo c'è grande attesa per l'incontro di giovedì 25 e venerdì 26 agosto nel resort di Jackson Hole, in Wyoming, dove come ogni anno i vertici della Federal reserve terranno due giorni di incontri e di discussioni sulle politiche monetarie, organizzati dalla sede di Kansas City.

Janet Yellen parlerà venerdì, in un discorso nel quale potrebbe aprire a una stretta monetaria nei quattro mesi prima della fine del 2016. Questo perché le condizioni del mercato stanno migliorando e l'economia sta andando verso gli obiettivi prefissati dalla Fed.

Ovviamente sono solo ipotesi e di certo Yellen non detterà i tempi precisi del rialzo, ma è pensiero diffuso tra gli analisti che il governatore dovrebbe distribuire una serie di indizi interessanti per Wall Street all'interno delle sue parole. Il tutto mentre domenica, in un intervento all'Apsen Insitute, ad Aspen in Colorado, il numero due della Fed, Stanley Fischer, ha spianato la strada a Yellen.

Fischer ha sostenuto che l'economia americana è molto vicina agli obiettivi stabiliti dalla banca centrale e che l'inflazione si trova vicino al target del 2%, elementi fondamentali per procedere con una nuova stretta.

Ma sempre parlando di futuro i governatori della Fed a Jackson Hole parleranno anche di come affrontare una eventuale nuova recessione. Il timore è che la banca centrale non abbia ancora gli strumenti necessari per affrontare e superare una crisi e che una revisione è necessaria più che mai in questo momento.

"Il dibattito sarà sulla prossima recessione e su quanto spazio di manovra c'è per combatterla", ha detto al Financial Times Donald Kohn, ex vice governatore della Fed, oggi alla Brookings Institution. "Dobbiamo ripensare a quanto spazio abbia la banca centrale per mettere in campo politiche accomodanti", ha continuato Kohn.

Ma tra i governatori sembra prevalere l'ottimismo. La maggioranza sostiene infatti che ci siamo abbastanza strumenti a loro disposizione in caso di una crisi economica, anche se molti sostengono che sono le autorità politiche che dovrebbero migliorare i loro interventi.

Di certo, scrive il Financial Times, le discussioni di Jackson Hole non dovrebbero trovare una applicazione reale. Soprattutto perché dovrebbero scontrarsi con il Congresso di Washington.