Uber: debutto deludente al Nyse

Debutto deludente in borsa per Uber. Il gruppo ha aperto gli scambi al New York Stock Exchange in calo del 6,7% a 42 dollari dandogli una valutazione di 71 miliardi di dollari. Il gruppo che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale aveva fissato il prezzo di collocamento a 45 dollari dando all'azienda un valore di circa 75 miliardi, nella parte bassa della forchetta indicata in precedenza e che spaziava da 44 a 50 dollari. Il gruppo, che l'anno scorso sognava di essere valutato 120 miliardi, ha raccolto 8,1 miliardi di dollari dal'Ipo. La prima seduta è finita in calo del 7,6% a 41,57 dollari.

Lo sbarco al Nyse di Uber contrasta con quello dello scorso 29 marzo della rivale più piccola Lyft, che iniziò gli scambi a 87,24 dollari, in rialzo del 21% circa rispetto al prezzo di collocamento a 72 dollari. Da allora però Lyft non ha fatto altro che perdere quota, scendendo a 52,7 dollari. Proprio questa performance aveva spinto Uber e le banche che ne hanno curato l'Ipo (Morgan Stanley, Goldman Sachs e Bank of America) a essere cauti nel fissare il prezzo con cui debuttare al Nyse.

E qualche ora prima del suono della campanella dal balconcino che si affaccia sul floor, il Ceo Dara Khosrowshahi aveva detto: "Misureremo il successo in tre, cinque, dieci anni, non in un giorno". Forse aveva immaginato che il debutto del titolo sarebbe stato all'insegna del sell-off. Certo. La giornata di vendite generalizzate non ha aiutato. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno provocato il ritorno all'avversione al rischio, poi tramutato in propensione al rischio grazie alla sola ipotesi di una rimozione futura di dazi contro la Cina.

Nota di colore: a suonare la campanella del debutto al fianco del Ceo reclutato per risollevare Uber da una crisi reputazionale associata al suo predecessore e cofondatore, è stato il primo stagista del gruppo, ora diventato un dirigente (Austin Geidt). Travis Kalanick, l'ex Ceo cacciato nel 2017, avrebbe voluto anche lui salire sul balconcino ma - sostiene l'FT - Khosrowshahi glielo ha negato costringendolo a rimanere sotto a guardare con il naso all'insù un momento della storia del gruppo da lui creato. E che ha rivoluzionato i trasporti in molte città nel mondo. E mentre promette agli investitori di essere l'Amazon dei trasporti (riferimento al fatto che il colosso dell'ecommerce ha fatto aspettare prima di diventare redditizio), il Ceo è convinto che Uber diventerà un servizio di trasporti on demand.

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