Uber silura l'ingegnere al centro della battaglia legale con Google

Si tratta di Anthony Levandowski. Avrebbe rubato documenti chiave relativi al progetto di auto che si guidano da sole.

Uber ha licenziato l'ingegnere al centro della disputa legale con Google sul progetto delle auto che si guidano da sole tenendo così fede alla promessa fatta di farlo fuori nel caso non avesse rispettato gli ordini di un tribunale.

Waymo, la divisione di Google dedicata allo sviluppo di tecnologie per l'auto autonoma, aveva denunciato Uber accusandolo di avere rubato segreti commerciali, di violazione di brevetti sui sensori e di pratiche anticompetitive. Alphabet, la controllante di Google che per altro è azionista di Uber, aveva preso di mira un ex dipendente passato al gruppo che offre servizi alternativi al taxi tradizionale. Si tratta di Anthony Levandowski, fondatore della start-up Otto acquisita da Uber lo scorso anno per 680 milioni di dollari. Secondo Waymo, lui e altri due ex dipendenti hanno rubato migliaia di file con l'intento di replicare altrove la tecnologia del colosso tecnologico.

E' stato Levandowski ad avere ricevuto una nota di licenziamento lo scorso venerdì, secondo una lettera ottenuta dal Washington Post.

Secondo la nota di licenziamento, sono tre i motivi che avrebbero portato a tale decisione: primo, la sua inadempienza alla richiesta di un giudice di restitutire migliaia di documenti che aveva presumibilmente rubato a Google; secondo, che avrebbe ignorato la direttiva di Uber a cooperare nelle indagini interne all’azienda; e terzo, che così facendo Levandowski avrebbe violato i termini del suo accordo di lavoro con l’azienda, secondo i quali una volta assunto non avrebbe dovuto divulgare alcun segreto commerciale o informazioni appartenenti al suo precedente datore di lavoro.

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