Uber vs Google: arriva in tribunale scontro su guida autonoma

La controllata di Alphabet specializzata nello sviluppo di auto a guida autonoma quasi un anno fa denunciò il gruppo per il furto di otto segreti commerciali.

E' arrivato in tribunale il braccio di ferro legale tra Waymo e Uber. La controllata di Alphabet specializzata nello sviluppo di auto a guida autonoma quasi un anno fa denunciò il gruppo che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale. L'accusa: prima di dimettersi e passare a Uber, un dipendente di Waymo rubòLa controllata di Alphabet specializzata nello sviluppo di auto a guida autonoma quasi un anno fa denunciò il gruppo che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale. L'accusa: prima di dimettersi e passare a Uber, un dipendente di Waymo rubò otto segreti commerciali per permettere a Uber di portare avanti il suo programma di guida autonoma. Tra le tecnologie rubate - secondo Waymo - ci sarebbe il sistema 'Lidar' (light detection and ranging), una delle tecnologie che consente a un veicolo self-driving di capire cosa gli sta succedendo intorno. Per le prossime due-tre settimane, lo scontro tra i due giganti tecnologici andrà in scena in un tribunale federale di San Francisco davanti agli occhi non solo della giuria composta da 10 persone ma anche del pubblico. E di una Silicon Valley desiderosa di capire quale sia il limite tra segreti commerciali e conoscenza diffusa. Il gioco ci sono danni potenziali per centinaia di migliaia di dollari (Waymo ne stima per 1,9 miliardi). Lo scenario peggiore potrebbe includere una ingiunzione a bloccare, o almeno a intralciare, la ricerca di Uber nel campo delle auto a guida autonoma. Tutto ruota attorno alla figura di Anthony Levandowski, ex dipendente di Google (da cui Waymo è stata scorporata) e visto come la mente al centro della ricerca per la guida autonoma. Se ne andò nel gennaio 2016, presumibilmente portando con sé oltre 14.000 documenti top secret. Poi cofondò Otto, startup di camion a guida autonoma acquisita meno di un anno dopo da Uber per 680 milioni di dollari. Si sono venute cos" a creare per Uber le basi per la divisione di guida autonoma con Levandowski al comando. Waymo sostiene che l'ex Ceo di Uber, Travis Kalanick, fosse in contatto con Levandowski ancora prima del suo addio; come a dire che le loro mosse sono state pianificate sin dall'inizio. Uber ha negato, ma non del tutto. Non ha infatti detto che documenti non sono stati sottratti ma insiste nel dire di non averne tratto alcun vantaggio. A Waymo spetta dimostrare che è successo esattamente il contrario. Aprendo per primo la giornata in tribunale, un legale di Waymo ha detto che "Uber sta barando. Ci hanno preso la nostra tecnologia per vincere questa corsa a tutti i costi". Da una eventuale apparizione di Levandowski - che non è un imputato ma compare nell'elenco dei testimoni di Waymo - non è atteso molto. Lui ha fatto ricorso al quinto emendamento della Costituzione Usa, quello che permette di non dire nulla che possa essere usato contro sé stessi. Per questo Uber lo licenziò lo scorso maggio: per l'azienda si rifiutò di cooperare nell'ambito della causa legale. Tra i testimoni ci sarà Kalanick, cacciato dal ruolo di a.d. di Uber lo scorso anno per via della sua leadership sessista. Nell'aula di tribunale ci saranno probabilmente anche i cofondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin. Meno famosi ma certamente più importanti saranno i vari ingegneri di Uber la cui testimonianza servirà per capire se hanno mai visto i documenti top secret e quali direttive hanno ricevuto da Levandowski. A presiedere il tutto sarà il giudice William Alsup, famoso tra i giornalisti per le sue citazioni ma temuto da ambo le parti. Ha imparato a fare un po' di coding per meglio comprendere un altro caso, quello tra Google e Oracle.

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Netflix vende 2 miliardi di dollari di bond "spazzatura"

Saranno denominati in valuta Usa e in euro. Ricavato usato per finanziare nuovi contenuti
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Dopo Uber, anche Netflix si dà al mercato obbligazionario ad alti rendimenti. Il gruppo che offre un servizio di video in streaming intende rastrellare 2 miliardi di dollari attraverso il collocamento di bond "spazzatura" denominati sia in dollari sia in euro per investitori istituzionali qualificati. Netflix - famosa per le serie come "House of cards" e "Orange is the new black" ha spiegato che i rendimenti offerti e le scadenze delle obbligazioni saranno decisi più avanti, dopo i negoziati con gli acquirenti iniziali.

Trump pronto a fare pressione su Netanyahu sul piano di pace in Medio Oriente

Lo scorso mese, per la prima volta, il presidente Usa ha appoggiato pubblicamente la soluzione a due Stati. Il piano statunitense sarà presentato a breve
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Il presidente statunitense, Donald Trump, avrebbe detto all'omologo francese, Emmanuel Macron, di essere pronto a fare pressione sul primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, affinché accetti il piano di pace per il Medio Oriente che presenterà a breve. Lo hanno riferito quattro diplomatici - al corrente del colloquio tra Trump e Macron dello scorso mese - a Barak Ravid, giornalista dell'israeliana Channel 10 e del sito statunitense Axios.

Al via in Canada il road show del vino italiano

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Carovana di migranti verso gli Usa, 5.000 persone sfidano Trump

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Wall Street, ottimismo dall'Asia

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Donald Trump prepara una stretta sui diritti dei transgender: "Non esistono"

Secondo il New York Times il governo americano è a lavoro su una norma per stabilire che il sesso di una persona venga determinato dagli organi genitali che si hanno alla nascita
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L’amministrazione Trump sta lavorando a una norma per stabilire che il sesso di una persona venga determinato solo da "elementi biologici chiari e oggettivi". Lo sostiene il New York Times in un lungo articolo che spiega come si tratti di una nuova stretta, dopo la revoca della norma sull’uso dei bagni, sui diritti e sulle tutele acquisiti dalla persone transgender sotto la presidenza di Barack Obama.

Trump vuole ritirare gli Stati Uniti dal trattato sulle armi nucleari con la Russia

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Il Canada legalizza la marijuana, sell-off per i titoli di gruppi produttori

Diventa il più grande paese al mondo (e il secondo dopo l'Uruguay) a consentire la vendita di quella a uso ricreativo e non solo medico

Il Canada diventa oggi il più grande paese al mondo (e il secondo dopo l'Uruguay) a legalizzare la marijuana a uso recreativo. Nonostante questo, i titoli di aziende produttrici di marijuana soffrono, in alcuni casi anche vistosamente.