Uber vuole quotarsi al Nyse, road show al via a fine aprile

Uber ha depositato presso l'autorità di borsa americana i documenti con cui ha formalmente fatto domanda per quotarsi al New York Stock Exchange con simbolo "UBER". Il road show inizierà a fine aprile e la quotazione è prevista all'inizio di maggio.

L'azienda di San Francisco (California) punta a ottenere una valutazione di 100 miliardi di dollari, meno dei 120 miliardi stimati originariamente. Sarebbe comunque la quotazione più grande del 2019 negli Stati Uniti e la più grande nel settore tech da quella da 169 miliardi di Alibaba del 2014.

Rendendo pubbliche informazioni che fino ad ora erano rimaste solo sui documenti consegnati lo scorso dicembre alla Securities and Exchange Commission, Uber ha fatto capire che la crescita notevole di cui ha goduto si è moderata. Offrendo un servizio alternativo al taxi tradizionale, Uber ha generato 2,31 miliardi di dollari di ricavi nel quarto trimestre del 2018, un dato poco mosso rispetto ai sei mesi precedenti.

Dal documento chiamato S-1, depositato dopo la chiusura di Wall Street, è emerso anche che per Uber il 2018 è finito con 997 milioni di dollari di utili netti e ricavi per 11,3 miliardi. Nel 2017 c'era stata una perdita di 4,03 miliardi e vendite per 7,9 miliardi.

Le mosse di Uber seguono quelle della rivale Lyft, che ha debuttato in borsa il 29 marzo scorso. Questa azienda - la cui Ipo è fino ad ora la più grande in Usa da inizio anno - aveva alzato il numero dei titoli in vendita fissando il prezzo di collocamento a 72 dollari. Dopo un balzo al debutto, l'azione si è sgonfiata. Ora vale 61,01 dollari (+1,48%). La capitalizzazione è pari a 17,4 miliardi di dollari.

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