Ucraina: con invito a Washington, Usa riconosce ruolo governo

Così portavoce Casa Bianca su incontro del primo ministro di Kiev con Obama previsto per mercoledì

La Casa Bianca ha detto che l'invito del primo ministro, Arseniy Yatsenyuk, da parte del presidente Barack Obama sottolinea il fatto che l'America riconosce il ruolo di responsabilità del governo di Kiev. Yatsenyuk è atteso per mercoledì 12 a Washington. "Questo invito rafforza il fatto che gli Stati Uniti credono che il governo ucraino ha la responsabilità di colmare il vuoto lasciato" dalla partenza del presidente Viktor Yanukovych, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. Il primo ministro ucraino giovedì in vece interverrà all'Assemblea generale dell'Onu.

La Casa Bianca ha anche confermato che all'incontro parteciperanno alti funzionari americani e ucraini. La visita del primo ministro sottolinea le difficoltà delle discussione tra l'Ucraina, le potenze europee e gli Stati Uniti sul prossimo passo da prendere per cercare di porre fine alla crisi. Allo stesso tempo la comunità internazionale spera che le sanzioni messe in atto contro il governo di Vladimir Putin insieme alla condanna dell'azione militare possano fermare l'avanzata dell'esercito di Mosca, anche se per ora non ci sono segni di una scelta in questa direzione.

Sempre oggi Washington ha detto a Mosca di essere disponibile ad agire su una serie di proposte americane per mettere fine alle crisi in Ucraina. Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha inviato un numero di idee alla sua controparte russa, il ministro degli esteri Sergei Lavrov. Come riporta il portavoce del dipartimento di Stato, Kerry ha anche detto di essere pronto a aprire nuove discussioni "se e quando capiremo che la Russia è pronta a impegnarsi su queste proposte".

Ma il presidente americano deve anche affrontare una serie di crescenti critiche all'interno del suo partito. Il senatore Chris Coon ha detto che la crisi è il risultato delle scelte deboli fatte da Obama in politica estera. Un esempio per tutti - ha continuato il politico - è stata la decisione di non prendere provvedimenti forti in Siria.

Inoltre Mosca ha accettato con disdegno le sanzioni. Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha detto al segretario di Stato americano, John Kerry, che tali provvedimenti "diventeranno un boomerang che colpirà gli Stati Uniti".

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