Ultimatum di Trump alla Cina: Xi al G20 o nuovi dazi. E attacca la Fed

Il presidente americano, Donald Trump, ha dato una sorta di ultimatum alla controparte cinese, Xi Jinping. Se non parteciperà al G20 previsto a Osaka, Giappone, i prossimi 28 e 29 giugno, nuovi dazi contro le importazioni cinesi in arrivo su suolo americano entreranno in vigore con effetto immediato.

In una intervista telefonica con Cnbc, il leader statunitense ha detto che sarebbe sorpreso se Xi non partecipasse al summit, dove lui conta di incontrarlo. Trump ha ribadito di avere una "bella relazione" con Xi, definito un "uomo incredibile". La settimana scorsa Trump aveva detto che avrebbe deciso se imporre dazi del 25% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi dopo il G20. Il 10 maggio scorso optò per un rialzo al 25% dei dazi del 10% adottati nel settembre 2018 contro 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Trump ha espresso ottimismo sul fatto che alla fine un accordo commerciale verrà siglato, ignorando le crescenti tensioni che hanno fatto saltare le trattative all'inizio del mese scorso (quando Washington ha accusato Pechino di fare marcia indietro su impegni già presi). "Ci sarà un accordo. Sapete perché? Per via dei dazi...la Cina è totalmente decimata dal fatto che le aziende stanno lasciando la nazione, trasferendosi in altri paesi, incluso il nostro, perché non vogliono pagare dazi".

Trump ha poi ribadito che il colosso cinese delle tlc Huawei rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale Usa ma allo stesso tempo ha detto nuovamente che il gruppo da lui messo al bando potrebbe fare parte di un accordo con la Cina. E nell'ennesimo attacco contro la Federal Reserve, 'colpevole' di non avere tagliato i tassi, Trump ha aggiunto: "Non dimenticatevi che il capo della Fed cinese è il presidente Xi...può fare quello che vuole". Come a dire che la Cina ha un vantaggio competitivo che la sua America non ha per colpa della banca centrale, "che non abbassa i tassi. Abbiamo il diritto di avere condizioni di gioco alla pari, ma anche senza di esse - per via del fatto che la Fed è molto, molto distruttiva - stiamo vincendo". Secondo lui, grazie ai dazi ("una cosa bella") temuti da inversitoti e consumatori.

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