Ultimo giorno di campagna elettorale

Un lunedì fra gli Stati in bilico: Obama concluderà in Iowa, Romney in New Hampshire

Ci siamo: è arrivato l'ultimo giorno di questa tormentata campagna elettorale presidenziale. Il presidente Obama ha in programma di trascorrerlo in tre dei cruciali Stati in bilico nei quali si gioca la sua rielezione: stamattina sarà a Madison, in Wisconsin, e nel primo pomeriggio si sposterà a Columbus, in Ohio. In entrambi i casi sarà affiancato nientemeno che da Bruce Springsteen, e nel secondo dei due anche dal rapper Jay-Z.

Infine il suo comizio conclusivo lo terrà a Des Moines, la capitale dell'Iowa, dove oltre a Springsteen sarà al suo fianco la first lady Michelle. E' previsto che questo ultimo evento si concluda attorno alla mezzanotte, dopodiché il presidente volerà nella sua Chicago dalla quale domani seguirà l'Election Day.

La scelta di chiudere la campagna elettorale in Iowa non è affatto casuale: fu proprio lì che, nel gennaio del 2008, con la vittoria nei caucus democratici contro Hillary Clinton (in quello che è uno degli ultimi Stati ancora prevalentemente rurali e popolati al 90% da bianchi), la candidatura presidenziale di Obama divenne improvvisamente credibile. Quattro anni fa in quello Stato vinse di quasi dieci punti percentuali contro l'avversario repubblicano John McCain; oggi in sondaggi gli attribuiscono un vantaggio che mediamente si assesta sui tre punti percentuali.

Se Obama ha oggi in programma di dividersi fra tre diversi “swing states”, Romney avrà un lunedì ancora più frenetico, avendo programmato di toccarne addirittura quattro. Comincerà stamattina dalla Florida, con un comizio all'aeroporto di Sanford nei pressi di Orlando, quindi nel cuore di quella fascia centrale del Sunshine State dove risiede la gran parte degli elettori indecisi che fanno sì che la Florida sia perennemente in bilico; poi si volerà in Virginia, per un comizio alla George Mason University di Fairfax City; e quindi nel solito inevitabile Ohio.

Ma il comizio serale di chiusura lo sfidante repubblicano ha scelto di tenerlo a Manchester, in New Hampshire, il piccolo Stato del New England dove lanciò un anno fa la sua candidatura. Il New Hampshire, che è confinante con il Massachusetts del quale Romney è residente ed ex governatore (ed è anche lo Stato dove i Romney sono soliti trascorrere gran parte delle vacanze estive, nella loro casa sul Lago Winnipesaukee) è il più piccolo degli Stati in bilico, assegna appena quattro voti elettorali; ma in una elezione sul filo del rasoio quale è questa, persino quei quattro voti potrebbero fare la differenza. Oltretutto si tratta di uno degli Stati più "elastici", cioé più volubili. Nel 2008 fu vinto a man bassa da Obama, ma alle elezioni di mezzo termine del 2010 ha preso parte con convizione allo Tsunami repubblicano di riflusso. 

Sia in Ohio che in New Hampshire Romney sarà affiancato dal cantante Kid Rock, che non sarà Bruce Springsteen ma è l'unico rocker di una qualche fama ad essersi impegnato per sostenerlo (è anche autore del suo inno elettorale ufficiale, Born Free).

Gli ultimi sondaggi condotti negli Stati in bilico decisivi sembrano confermare un lieve ma significativo vantaggio di Obama, soprattutto in Ohio che guarda caso è l'unico Stato che anche oggi verrà visitato da entrambi i candidati: senza i suoi 18 voti elettorali per Romney sarebbe pressochè impossibile battere il presidente. 

Nei sondaggi nazionali, invece, il testa a testa è ancora più sul filo di lana. L'ultimo pubblicato ieri sera, targato CNN-ORC, vede i due contendenti perfettamente alla pari al 49% (il che sarebbe un importante progresso per Romney rispetto alla precedente rilevazione dello stesso istituto, nella quale risultava indietro di 3 punti). Poche ore prima è stato pubblicato quello di The Politico/George Washington University/ Battleground che a sua volta dava i due appaiati al 48%. Ma nelle ultime ore si sta facendo strada l'ipotesi che questa sostanziale parità nella media nazionale sia dovuta ai molti voti consensi che confluiscono su Romney negli Stati che già si sanno fortemente orientati sul voto repubblicano, mentre negli stati in bilico potrebbero mancargli quei due o tre punti percentuali indispensabili per realizzare l'impresa.