Un tuffo nel passato, le creazioni di Tibi si ispirano agli anni Sessanta e Novanta


Maxi giacche e tessuti retrò nella collezione autunno inverno del marchio americano

Francesca Berardi e Martina Albertazzi


12.02.12

20:36

Come la colonna sonora, tra le note di Season of the Witch di Donovan e Bonnie e Clyde di Luna, anche la collezione di Tibi per l’autunno inverno 2012-13 è un continuo incontro tra gli Anni Sessanta e Novanta. Amy Smilovic, designer del brand americano nato nel 1997, è tra le protagoniste del week end della Fashion Week newyorkese.

“Degli Anni Sessanta amo i semplici completi da uomo curati al dettaglio come se fossero confezionati da un sarto, così come le gonne fatte su misura che andavano all’epoca e che ho voluto riprendere”, ha commentato la stilista nel backstage al termine del suo show.

Sulla passerella il gusto maschile incontra quello femminile, e gli abiti sembrano ispirati principalmente all’abbigliamento sportivo da uomo.

“Mi piace riproporre questo particolare nelle mie collezioni, perché è anche il modo in cui amo vestirmi: giacche ampie in superficie che danno un tocco maschile, ma che sotto nascondono maglie molto femminili”, ha spiegato Smilovic, con un sorriso smagliante, circondata dai suoi due figli.

Stivaletti alla caviglia, e neanche l’ombra di un accessorio, solo una coda di cavallo che si sposa con il look pulito ed essenziale che caratterizzava anche la collezione precedente. Tra i tessuti dominano tweed e jacquar, interrotti da capi con fantasie stampate, leggeri e femminili.

“Ho utilizzato un mix di tessuti lavorati a mano, materiali che brillano e tessuti che somigliano ad una muta da sub”, ha raccontato la stilista riferendosi in particolare ai capi spalla.

Seduta tra gli spettatori c'è anche una giovane fashion designer italiana, Sassi, che arrivata a New York per la settimana della moda racconta di essersi sentita durante la sfilata di Tibi "come in viaggio nel mondo di Blow Up, un mondo dal gusto molto europeo". Cosa ha apprezzato di questa collezione è "lo sguardo alla moda maschile e la mancanza di accessori".

 

 

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