L’Unione Europea ha chiesto a Google di sospendere il controverso piano sulla privacy in arrivo, ma il motore di ricerca non intende fare passi indietro.
Il gruppo di lavoro "Articolo 29", consulente della Commissione europea, ha inviato una lettera all’amministratore delegato Larry Page per chiedere di bloccare il progetto rendendo possibile una valutazione completa. Immediata la risposta del colosso di Mountain View, che si è rifiutato di sospendere le novità in arrivo, sostenendo che un ritardo provocherebbe “problemi significativi”. Non solo. Google ha aggiunto che il gruppo “Articolo 29” non ha l’autorità legale per bloccare il piano.
La pensa diversamente Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per la Giustizia, che ha commentato: “Bisogna verificare che siano rispettate le norme sulla protezione dei dati ovunque in Europa”. Le novità controverse, annunciate da Google la settimana scorsa, porteranno a un nuovo apporccio alla gestione della privacy, per seguire più facilmente l’attività degli utenti su Google, YouTube e Gmail.
Le informazioni raccolte dal motore di ricerca serviranno ad indirizzare meglio gli spot pubblicitari. Il motore di ricerca potrà così indirizzare meglio gli spot, ma prima dovrà convincere le autorità del Vecchio Continente.














