Florence: almeno 11 morti e un milione di persone senza elettricità

Trump firma dichiarazione di disastro in North Carolina; visiterà le zone colpite la settimana prossima. Atteso fino a un metro di precipitazioni

Aveva toccato terra alle 7:15 (ora locale, le 13:15 in Italia) di venerdì vicino a Wrightsville Beach, in North Carolina, negli Stati Uniti, colpendo lo Stato con piogge e venti forti. Dopo una decina di ore, l'uragano Florence era diventato una tempesta tropicale ancora devastante che di sabato mattina si è mossa "lentamente" nella parte orientale del South Carolina provocando "allagamenti catastrofici" in tutti e due gli Stati con piogge fino a un metro.

Per il momento sono almeno 11 le vittime. Tra di loro una donna e il suo bambino, colpiti da un albero caduto sulla loro casa a Wilmington; un'altra persona deceduta mentre stava attaccando alla presa elettrica un generatore; un'altra donna morta per un infarto a Hampstead.

Il South East Regional Climate Centre ha reso noto che a Wilmington non erano mai stati registrati venti così forti dal 1960. Tra North e South Carolina, un milione di case è rimasto senza elettricità, di cui 786mila in North Carolina. Il totale potrebbe arrivare a tre milioni.

Di sabato mattina - quando a New Bern e dintorni quasi 400 persone erano già state salvate e oltre 1.200 si trovavano in strutture create ad hoc - la Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Donald Trump ha firmato la dichiarazione di disastro in North Carolina, cosa che sprigiona fondi federali inclusi quelli che riparare le case colpite dalla tempesta. Tra l'inizio e la metà della settimana prossima il presidente visiterà le zone colpite dall'uragano.

Il governatore del North Carolina, il democratico Roy Cooper, aveva fatto richiesto quella firma perché il suo Stato "è stato travolto dai lavori di preparazione all'uragano. Cooper aveva fatto riferimento alle piogge che la tempesta sta provocando come un evento che succese ogni mille anni. E prima ancora, rivolgendosi alla Casa Bianca, aveva detto: "Sappiamo che questa tempesta enorme provocherà danni incredibili e sto chiedendo a Washington di agire rapidamente in modo tale che gli aiuti federali possano arrivare il prima possibile".

Apple ha nel frattempo annunciato che donerà un milione di dollari alla Croce Rossa americana.

In un tweet il Ceo del produttore dell'iPhone, Tim Cook, ha scritto che North e South Carolina "sono nei nostri cuori". Rivolgendosi ai dipendenti del gruppo, e a chiunque debba fare i conti con l'uragano in quegli Stati, il successore di Steve Jobs ha aggiunto: "Per favore, state al sicuro".

Non è la prima volta che Apple dà il suo contributo in risposta a disastri naturali. Anche lo scorso anno, quando l'uragano Harvey colp" il Texas, il gruppo donò 2 milioni di dollari alla Croce Rossa. Inoltre promise di versare il doppio di ogni donazione fatta dai suoi dipendenti nell'arco di un mese.

Il presidente Usa viene aggiornato sugli effetti della tempesta Florence White House
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Mueller: nessuna collusione con la Russia. Trump esulta

Prove insufficienti per dimostrare il contrario ma il procuratore speciale non esclude che il presidente abbia ostacolato il corso della giustizia. E' il segretario alla Giustizia a determinare che non ha commesso alcun crimine

Tra la campagna di Donald Trump e la Russia non c'è stata collusione. E' questa la conclusione a cui è giunto Robert Mueller, il procuratore speciale che venerdì 22 marzo aveva concluso dopo 22 mesi la sua inchiesta sul cosiddetto Russiagate. Se lui non si è sentito di escludere che Trump abbia ostacolato il corso della giustizia, è stato il segretario della Giustizia ad avere deciso che su questo il 45esimo presidente non si è macchiato di alcun crimine. E così la Casa Bianca ha subito festeggiato sostenendo che il leader Usa è stato "totalmente" assolto. 

Wall Street corre con i tech guidati da Apple

Incertezze sui negoziati Usa-Cina. Si digeriscono i segnali misti giunti dalla Fed
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Fca: Elkann aperto a un merger (FT)

Il produttore italo-americano di auto avrebbe avuto contatti non solo con la francese Peugeot ma anche con gruppi cinesi e coreani
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Il presidente di Fiat Chrysler Automobiles, John Elkann, sarebbe disposto a riaprire il capitolo dei merger. L'erede della famiglia Agnelli, azionista principale del produttore italo-americano di auto, vorrebbe diluire la partecipazione di Exor, la cassaforte di famiglia, in Fca se il gruppo unirà le forze con un'azienda rivale. E' il Financial Times a scriverlo, due giorni dopo indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui all'inizio del 2019 il francese PSA Group, che controlla il marchio Peugeot, aveva contatto Fca per un merger che avrebbe creato un gruppo da 45 miliardi di di dollari; stando al Wsj, proprio gli Agnelli sarebbero stati contrari.

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A febbraio, il deficit di bilancio negli Stati Uniti ha raggiunto un record superando quello di sette anni fa. E' il risultato di un aumento delle spese federali e di un calo delle entrate garantite dalle tasse versate da persone e aziende. Ciò riflette la politica fiscale espansiva voluta dall'amministrazione Trump, che prima del Natale 2017 approvò la maggiore riforma fiscale (con taglio delle aliquote) dagli anni '80.

Apple punta sui servizi con video, notizie e carta di credito

Oprah Winfrey, Steven Spielberg, J.J. Abrams e Jennifer Aniston tra le personalità reclutate per produrre contenuti orginali

Quasi tre mesi dopo avere annunciato un raro taglio delle stime sui ricavi, colpa della debolezza del suo iPhone, Apple punta sui servizi. Dal Steve Jobs Theatre a Cupertino, in California, il Ceo Tim Cook ha lanciato un nuovo servizio di notizie, un nuovo sistema di pagamento con carta di credito, un servizio di abbonamento per videogiochi, una app per l'Apple TV e TV+, il tanto atteso servizio di video in streaming su abbonamento. Con contenuti originali, il colosso tech sfida Netflix, Amazon ma anche Walt Disney.

Levi Strauss torna in borsa e fa il botto

Per un giorno il Nyse fa uno strappo alla regola e consente l'uso dei jeans ai trader che popolano il floor del Nyse

Ritorno in borsa con il botto per Levi Strauss. Il titolo del produttore di jeans -  già quotato nel 1971 e poi delistato nel 1984 - ha iniziato gli scambi a 22,22 dollari, in rialzo del 30,7% sul prezzo di collocamento fissato il giorno precedente a 17 dollari. Già quello era stato un segnale della forte domanda degli investitori, visto che la forchetta precedentemente indicata era pari a 14-16 dollari. La sua prima giornata di scambi è finita in aumento di quasi il 32% a 22,41 dollari.

Russiagate: il rapporto di Mueller resta (almeno per ora) top secret

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Non prima di domenica. Il contenuto del rapporto consegnato venerdì 22 marzo da Robert Mueller al segretario alla Giustizia resterà top secret almeno per un altro giorno.

Enron: dopo la truffa, l'ex Ceo lascia il carcere e ci riprova

Secondo fonti del Wall Street Journal, Jeffrey Skilling sta discutendo con ex colleghi una nuova impresa nel settore energetico
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Dopo oltre 12 anni di carcere, l'uomo al centro di uno dei più grandi scandali della storia aziendale americana intende tornare a mettere piede nel settore in cui è diventato simbolo di una bancarotta fraudolenta: quello energetico. L'ex Ceo di Enron, Jeffrey Skilling, ha lasciato la prigione dopo essere stato incriminato nel 2006 per frode, cospirazione e insider trading. E' sotto la sua guida che Enron è fallita nel giro di pochi mesi nel 2001 a causa di pratiche contabili tutt'altro che lecite che hanno messo fine alla società di revisione Arthur Andersen.