L'uragano Harvey avanza verso il Texas, settore petrolifero in allerta

Potrebbe essere il più forte in quasi 12 anni a colpire il suolo Usa. Evacuate le piattaforme nel Golfo del Messico di Royal Dutch Shell, Anadarko Petroleum e Exxon Mobil. Casa Bianca messa alla prova: sarà devastante per vari giorni
AP

L'uragano Harvey sta puntanto sul Texas, che rappresenta l'epicentro del settore petrolifero della nazione americana. La sua forza ha raggiunto la categoria 3 (su cinque livelli) e ha spinto il governatore dello Stato a chiedere al presidente Usa di dichiarare lo stato di calamità natuale. "La tempesta dovrebbe essere molto devastante e potrebbe durare per diversi giorni", ha avvertito intanto la Casa Bianca, messa alla prova da quello che potrebbe essere il primo disastro naturale dell'era Trump .

Avanzando con una velocità di 195 chilometri orari, dovrebbe toccare terra tra la notte di venerdì  e la mattina di sabato. Rischia di essere il più forte uragano a colpire il suolo americano da quasi 12 anni (l'ultimo è stato Wilma nel 2005) e di mandare in tilt il comparto energetico nel Golfo del Messico, dove viene generato il 17% circa della produzione petrolifera nazionale pari a 9,5 milioni di barili al giorno. In quella zona inoltre è concentrato il 45% delle attività di raffinanzione degli Usa. Per questo il contratto ottobre del greggio al Nymex è salito dello 0,9% a 47,87 dollari al barile. 

Il National Hurricane Center - divisione del National Weather Service, agenzia federale che elabora le previsioni meteorologiche - ha parlato del rischio di inondazioni mortali. Per questo l'obiettivo del governatore del Texas è evitare che ci siano morti. Secondo lui, dichiarare lo stato di catastrofe naturale permetterà di "sbloccare i fondi federali" prima che Harvey raggiunga le coste del Texas. Anche se Harvey dovrebbe dirigersi a Sud dello Stato, evitando dunque di colpire le principali aree produttive petrolifere, i gruppi del settore sono corsi ai ripari, cosa che almeno nel breve termine dovrebbe ridurre la produzione.

Royal Dutch Shell, Anadarko Petroleum e Exxon Mobil hanno evacuato le piattaforme nel Golfo. Anche un freno alle attività delle raffinerie potrebbe ridutte l'output Usa, comunque sostenuto dalle aree interne al Paese dove si concentra la produzione di shale oil.

Dalla Casa Bianca fanno sapere che "il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta monitorando da vicino l'uragano Harvey e la prontezza e gli sforzi nella risposta dello Stato, delle istituzioni locali e dei funzionari federali".

Trump è in diretto contatto con il suo team e ha parlato con il governatore del Texas, Greg Abbott, e con quello della Louisiana, John Bel Edwards. "Il presidente chiede ai cittadini di seguire i consigli e gli ordini dei loro funzionari locali o statali. La principale priorità del presidente è la sicurezza delle persone e di chi darà i primi aiuti".

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