L'Fbi riapre il caso sulle e-mail di Clinton. Hillary: pubblicate i documenti "senza ritardi"


Vuole capire se contenevano dati top secret. Trovate sul pc condiviso da Anthony Weiner, ex parlamentare indagato per l'invio di sms osé a una quindicenne, e l'ex moglie, consigliera della candidata democratica Huma Abedin. Trump: "Finalmente giustizia"

L'Fbi ha deciso di riaprire il caso relativo all'uso di un account privato di posta elettronica da parte di Hillary Clinton, quando era segretario di Stato, visto che sono emerse nuove email. Una scelta che influenzerà pesantemente gli ultimi giorni di campagna elettorale e, non è da escludere, anche l'esito delle elezioni presidenziali statunitensi dell'8 novembre.  Hillary nel tardo pomeriggio di venerdì ha commentato invitando la polizia federale a pubblicare il nuovo materiale "senza alcun ritardo". Un gesto che sottolinea come la canidata abbia paura che mantenere la questione in sospeso possa aiutare il suo avversario, Donald Trump, nel momento più delicato della corsa alla Casa Bianca. "Chiediamo all'Fbi di pubblicare le informazioni che ha. Fatele uscire", ha detto in una conferenza stampa.

Secondo quanto scrive il New York Times, le nuove mail sono state trovate mentre la polizia federale indagava sul caso di sexting che coinvolge l'ex politico democratico Anthony Weiner, ex marito della più importante consigliera di Clinton, Huma Abedin. L'Fbi sta investigando su alcuni messaggi inviati da Weiner, ex deputato democratico, a una ragazza di 15 anni della North Carolina. I dati in possesso dell'Fbi, dicono più fonti, sono contenuti in un computer usato sia da Weiner che da Abedin.

Il direttore dell'Fbi, James Comey, ha scritto una lettera indirizzata alla commissione Giustizia del Senato: "Nella precedente testimonianza in Congresso, avevo riferito che l'Fbi aveva completato la sua indagine sul server privato del segretario Clinton. Visti i recenti sviluppi - ha scritto Comey nella lettera - vi scrivo per fornire un supplemento alla mia precedente testimonianza". "L'Fbi è venuta a conoscenza dell'esistenza di e-mail che sembrano pertinenti con l'indagine. Sono d'accordo sul fatto che l'Fbi debba riaprire l'indagine per permettere agli investigatori di valutare se le e-mail contengano informazioni classificate e per comprendere la loro importanza per la nostra indagine".

A luglio, dopo una lunga indagine su oltre 30.000 e-mail, l'Fbi aveva deciso di chiedere l'incriminazione dell'attuale candidata democratica alle elezioni presidenziali statunitensi per l’utilizzo di un account privato di posta elettronica al posto di quello governativo, nel periodo in cui era segretario di Stato, per la comunicazione di informazioni e materiale lavorativo. L’Fbi riscontrò solo “gravi leggerezze” da parte di Hillary Clinton e del suo staff nel gestire informazioni riservate. Il dipartimento di Giustizia, seguendo le indicazioni dell'Fbi, archiviò il caso. La decisione di riaprire l'indagine, annunciata a 11 giorni dalle elezioni, rischia di stravolgere la campagna elettorale e l'esito del voto.

Il candidato repubblicano alle presidenziali, Donald Trump, durante un comizio in New Hampshire ha subito festeggiato: il fatto che "l'Fbi stia riaprendo il caso sulla sua condotta illegale e criminale, che minaccia la sicurezza degli Stati Uniti, è una grande notizia". Trump ha ringraziato l'Fbi che "ha il coraggio di correggere il terribile errore fatto" in precedenza, quando aveva archiviato il caso sulla candidata democratica. Per Trump, la corruzione che circonda l'operato di Clinton "è di una portata mai vista prima, dobbiamo impedirle di arrivare allo Studio ovale". "Forse la giustizia sarà fatta" ha aggiunto. 

"Un grande giorno per la nostra campagna è diventato persino migliore". Questo è stato il commento della manager della campagna elettorale di Trump, Kellyanne Conway. Il candidato, poi, ha aggiunto dal suo comizio in New Hampshire: "Questo caso è peggio del Watergate".

È intervenuto anche Paul Ryan, il presidente repubblicano della Camera in aperto conflitto con Trump: "Ancora una volta, Clinton non può prendersela con nessuno se non con se stessa. Le sono stati affidati alcuni dei più importanti segreti della nazione e lei ha tradito questa fiducia". "Questa decisione, in netto ritardo, è il risultato del suo uso incosciente di un server privato [...] Rinnovo la mia richiesta al direttore dell'intelligence nazionale di sospendere tutti i briefing su informazioni classificate con il segretario Clinton finché questa questione non sarà totalmente risolta".

John Podesta, il presidente della campagna di Hillary Clinton, chiede all'Fbi di "fornire immediatamente al pubblico più informazioni" in merito alle nuove email legate alla candidata democratica e che "potrebbero essere rilevanti" nell'ambito dell'indagine chiusa lo scorso luglio sull'uso da parte della stessa Clinton di email e server privati quando era segretario di Stato.

Podesta ha spiegato che è "incredibile ricevere" a 11 giorni dalle elezioni presidenziali queste nuove informazioni. Il presidente della campagna di Clinton si è detto "fiducioso che la conclusione [a cui giungerà l'Fbi] non sarà diversa da quella raggiunta a luglio", quando appunto decise di non incriminare l'ex capo della diplomazia Usa. Dicendo di "non avere idea" di che email si tratti, Podesta ha aggiunto che "potrebbero non essere significative".