Usa 2016, la commissione Intelligence del Senato conferma: Mosca ha interferito in aiuto di Trump

Confermate le conclusioni dei servizi segreti; le indagini vanno avanti per scoprire eventuali collusioni tra il Cremlino e lo staff dell'attuale presidente

La commissione intelligence del Senato statunitense, controllata dei repubblicani, ha pubblicato il rapporto sulle elezioni presidenziali, sostenendo la conclusione di tre agenzie d'intelligence, secondo cui la Russia cercò di aiutare Donald Trump a vincere.

"Come hanno riaffermato in modo unanime numerosi funzionari della sicurezza nazionale e dell'intelligence, le prove contenute nel rapporto dell'intelligence erano accurate e centrate" ha detto il vicepresidente della commissione, il democratico Mark Warner. "Lo sforzo russo è stato esteso e sofisticato e i suoi obiettivi erano di minare la fiducia pubblica nel processo democratico, di danneggiare la candidata democratica Hillary Clinton e di aiutare Donald Trump" ha aggiunto. Per la commissione Intelligence della Camera, invece, la Russia ha interferito nelle presidenziali, ma non ci sono prove che Mosca, con le sue azioni, abbia cercato di favorire Trump a svantaggio di Clinton.

Già a maggio, la commissione Intelligence del Senato aveva reso noto, con una nota firmata da Warner e dal presidente, il repubblicano Richard Burr, che "non vediamo ragioni per mettere in discussione le conclusioni" dell'intelligence. "Non c'è dubbio - si leggeva - che la Russia abbia intrapreso uno sforzo senza precedenti per interferire nelle nostre elezioni del 2016". Per Warner, "lo sforzo dei russi è stato esteso, sofisticato e ordinato dal presidente Vladimir Putin, con lo scopo di aiutare Donald Trump e danneggiare Hillary Clinton. Per proteggere la nostra democrazia da future minacce, dobbiamo capire cosa è successo nel 2016. E mentre le nostre indagini vanno avanti, una cosa è abbondantemente chiara: dobbiamo fare un lavoro migliore in futuro se vogliamo proteggere le nostre elezioni dalle interferenze straniere".

La commissione non ha terminato il proprio lavoro, ma continuerà a indagare, soprattutto per scoprire eventuali collusioni tra il Cremlino e lo staff di Trump. Oltre alle indagini del Congresso, è in corso da un anno quella del procuratore speciale, Robert Mueller, presa di mira da Trump decine di volte e definita "una caccia alle streghe".

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