Elezioni Usa, Stein cambia strategia per il riconteggio in Pennsylvania

Abbandona la lotta nei tribunali statali, dove avrebbe avuto bisogno di un altro milione di dollari, e chiede il riconteggio a un tribunale federale
Ap

Jill Stein, la candidata dei Verdi alle presidenziali statunitensi, ha deciso di portare la sua battaglia per il riconteggio dei voti in Pennsylvania in un tribunale federale, dopo aver rinunciato al ricorso a livello statale. "Siamo impegnati in questa battaglia per proteggere i diritti civili e di voto di tutti gli americani" ha commentato Jonathan Abady, consigliere capo della campagna per il riconteggio. "Negli ultimi giorni, è diventato chiaro che le barriere per verificare il voto in Pennsylvania siano pervasive e che il sistema giuridico statale sia mal equipaggiato per affrontare questo problema. Per questo cercheremo l'intervento di un tribunale federale".

La campagna per il riconteggio aveva citato difficoltà economiche nel decidere di abbandonare la battaglia nei tribunali statali, dopo il ricorso dei sostenitori del presidente eletto, Donald Trump, perché "la gente che chiede il riconteggio non può permettersi di pagare il milione di dollari chiesto dalla Corte", ha precisato Stein in una lettera indirizzata alla Corte del Commonwealth della Pennsylvania. Per questo, Stein presenterà in un tribunale federale la richiesta di riconteggio.

Stein si è messa alla guida del movimento che, citando timori sulla regolarità del voto (non suffragati da prove) chiede il riconteggio dei voti in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, tre Stati storicamente democratici che hanno fatto vincere, con un margine esiguo e a sorpresa, il repubblicano Donald Trump; tre vittorie che hanno deciso, per poche decine di migliaia di voti, l'esito delle presidenziali. La campagna per il riconteggio, in pochi giorni, ha raccolto oltre 6,9 milioni di dollari per finanziare le richieste. Il riconteggio è iniziato giovedì in Wisconsin, mentre in Michigan dovrebbe cominciare nei prossimi giorni.

Trump sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti grazie ai 306 grandi elettori conquistati. Bisogna ricordare che gli elettori statunitensi non eleggono direttamente il presidente, ma i 538 grandi elettori, divisi tra i 50 Stati (più il District of Columbia) in base alla popolazione: il candidato presidenziale che vince in uno Stato ottiene la totalità dei suoi grandi elettori (tranne in Maine e Nebraska), che poi eleggeranno il presidente. Ipotizzando un successo di Hillary Clinton in questi tre Stati, la candidata democratica aggiungerebbe 46 grandi elettori, raggiungendo il totale di 278, sufficiente a diventare presidente al posto di Trump. Il presidente eletto ha attaccato duramente i Verdi, affermando che si tratta solo di una "truffa per riempire le loro casse, chiedendo un riconteggio impossibile".

Altri Servizi

Come aprire una filiale italiana negli Stati Uniti

Una nuova rubrica per parlare delle opportunità per gli imprenditori italiani di investire in America
Il luna park di Coney Island a New York è stato realizzato dalla società vicentina Antonio Zamperla S.p.A. AP

I rapporti commerciali ed economici sono un pilastro fondamentale nelle relazioni tra Stati Uniti e Italia. In questa nuova rubrica, How to do Business in the US, ci occuperemo di descrivere le varie fasi di apertura di una filiale italiana in territorio americano e parleremo delle enormi opportunità che gli imprenditori italiani possono cogliere decidendo di investire negli Stati Uniti d’America.

Ray Allen, da stella Nba a consigliere dello United States Holocaust Memorial Museum

Il campione 41enne si è appassionato alla storia dell’Olocausto nel 1993 diventando negli anni un assiduo frequentatore del museo di Washington cercando di sensibilizzare le persone sugli orrori subiti dal popolo ebreo
Ray Allen allo United States Holocaust Memorial Museum

Dopo aver detto addio ai cambi da basket lo scorso novembre con una toccante lettera indirizzata a se stesso, l'ex stella Nba Ray Allen ha deciso di dedicarsi anima e corpo a una passione che porta con sé da quasi due decenni: studiare, sensibilizzare e promuovere la storia dell’Olocausto.

Casa Bianca infuriata: si è sentita raggirata da foto del Cremlino

Sorrisi smaglianti e strette di mano calorose di Trump con ministro degli Esteri e ambasciatore in Usa della Russia. Washington dice di non essere stata informata da Mosca che le immagini scattate sarebbero circolate in pubblico
AP

La Casa Bianca è su tutte le furie. Con il Cremlino, reo di avere diffuso fotografie di un incontro avvenuto ieri a porte chiuse nello Studio Ovale tra Donald Trump e due funzionari russi. L'errore di comunicazione sembra però, almeno in parte, anche Made in America. Non solo per una mancanza apparente di coordinamento con i colleghi russi ma anche perché nelle immagini incriminate si vede un Trump con sorriso smagliante e che stringe calorosamente le mani di Sergei Lavrov e Sergei Kislyak, rispettivamente il ministro degli esteri e l'ambasciatore in Usa della Russia.

Italia al festival enogastronomico di Los Angeles, dove è partito il road show dell'olio Filippo Berio

Il marchio dell'italiana Salov celebra 150 anni dalla nascita. Il Ceo delle attività nordamericane, Marco de Ceglie: nel 2017 saremo nelle principali sedi istituzionali italiane sul territorio americano per raccontare questa storia imprenditoriale

In occasione della prima edizione del festival enogastronomico LA Food Bowl organizzato dal Los Angeles Times per tutto il mese in corso e in anticipazione della seconda Settimana della cucina italiana nel mondo, l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles dedica due eventi speciali a uno dei prodotti italiani più apprezzati nel mondo: l’olio extravergine d’oliva.

Wall Street: c'è nervosismo, tonfo per Snapchat e Macy's

Ieri, quarta seduta consecutiva da record per il Nasdaq
AP

Snapchat crolla a Wall Street: la prima trimestrale da gruppo quotato delude

Nei primi tre mesi del 2017, perdita di oltre 2 miliardi: il debutto in borsa è costato caro. Ricavi quasi triplicati ma gli analisti volevano di più. Crescita degli utenti nella media. La app risente della concorrenza di Instagram (Facebook)

La dimostrazione di come Snap risenta della conconcorrenza di Facebook è arrivata nella sua prima trimestrale da azienda quotata. Il gruppo che controlla la app Snapchat ha visto lievitare la sua perdita, le vendite sono quasi triplicate ma gli analisti si aspettavano di più e la crescita degli utenti non ha soddisfatto. Come se non bastasse, Snap non ha fornito alcun commento ai conti. Tutti questi fattori hanno fatto crollare il titolo scambiato dal 2 marzo scorso al New York Stock Exchange, dove ieri nel dopo mercato ha perso oltre il 23% circa riavvicinandosi pericolosamente al prezzo di collocamento pari a 17 dollari. Tutto ciò dimostra come il più grande social network al mondo ci abbia visto lungo nel fornire sulla sua app Instagram sempre più funzioni ispirate proprio a Snapchat.

Usa: divieto su tablet e laptop esteso ai voli dall'Europa

Oggi è atteso l'annuncio, secondo il Daily Beast. A marzo, il divieto imposto a dieci aeroporti di Nordafrica e Medio Oriente

Anche l'Europa sarà colpita dalle nuove restrizioni sui dispositivi elettronici da portare in cabina nei voli diretti negli Stati Uniti. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, funzionari europei che si occupano di sicurezza hanno confermato al Daily Beast, ieri, l'estensione del divieto di portare in cabina i dispositivi elettronici più grandi di uno smartphone - come tablet e laptop - che al momento riguarda dieci aeroporti del Medio Oriente e del Nordafrica. Secondo le fonti, il divieto riguarderebbe tutti i voli dall'Europa agli Stati Uniti. L'annuncio è atteso in giornata.

Fbi, al via i colloqui per sostituire James Comey

Il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, e il suo vice, Rod Rosenstein, incontreranno quattro candidati in questa prima fase

È iniziata ufficialmente l’era post James Comey al Federal Bureau of Investigation (Fbi). Il segretario alla Giustizia americana, Jeff Sessions, e il suo vice, Rod Rosenstein, terranno oggi i primi colloqui con quattro candidati che potrebbero succedere a Comey alla direzione della polizia federale americana.

Pyongyang apre agli Usa: "pronti a dialogare alle giuste condizioni"

Lo ha detto Choe Son-hui, direttore generale dell'Ufficio sui rapporti con gli Usa del ministero degli Esteri di Pyongyang

La Corea del Nord apre agli Stati Uniti definendosi pronta ad avere colloqui con l’amministrazione di Donald Trump ma solo "alle giuste condizioni". A riportarlo è l’agenzia di stampa sudcoreana, Yonhap, che ha seguito Choe Son-Hui, direttore della divisione "America del Nord" del ministero degli Esteri di Pyongyang, nel suo viaggio da Oslo a Pechino.