Biden in crisi, lui assicura: "È solo l'inizio, non è finita"

Le primarie in South Carolina, il 29 febbraio, appaiono come lo spartiacque per la sua campagna elettorale
Ap

Un quinto posto, zero delegati, una campagna elettorale in bilico. Le primarie del New Hampshire hanno certificato il crollo, inaspettato, che sta vivendo l'ex vicepresidente statunitense Joe Biden, in questa prima fase della corsa per diventare il candidato democratico che sfiderà il presidente Donald Trump alle prossime elezioni. Entrato come il favorito d'obbligo per la nomination, risultato per mesi in testa ai sondaggi nazionali e statali, ora Biden si interroga sul futuro della sua campagna elettorale. E, soprattutto, lo fanno i suoi potenziali elettori.

Dopo aver lasciato il New Hampshire senza nemmeno aspettare i risultati, già consapevole del suo insuccesso, Biden ha partecipato a un evento in South Carolina, uno Stato dove la vittoria è data per sicura. Lì, ha cercato di rassicurare donatori e sostenitori afroamericani, affermando di non avere intenzione di gettare la spugna.

"Gli elettori neri stanno cominciando a lasciarlo" ha commentato Quentin James, direttore esecutivo di The Collective, un comitato politico che appoggia i candidati afroamericani, parlando con Politico. "Un motivo importante è che molti elettori neri erano con Biden perché pensavano che sarebbe stata la persona migliore per battere Trump. E una ragione era che credevano avesse il sostegno dei bianchi. Ora che vedono che va così male con loro, non sembra più un candidato eleggibile".

La dimensione della sconfitta, netta in tutti i paesi e città, mette in dubbio la strategia adottata da Biden, che ha preferito non puntare sul New Hampshire perché sarebbe uno Stato che tende a favorire politici degli Stati vicini, come il vincitore Bernie Sanders (Vermont). Ma due politici del Midwest, Pete Buttigieg e Amy Klobuchar, sono andati molto meglio di lui, conquistando rispettivamente nove e sei delegati. A indebolire ancor di più la sua posizione in New Hampshire era stato anche il quarto posto conquistato in Iowa.

La sensazione è che le primarie in South Carolina (in programma il 29 febbraio, sette giorni dopo i caucus del Nevada), saranno decisive per il prosieguo della sua campagna elettorale. "Abbiamo avuto notizie dai primi due di 50 Stati. Due. Non tutta la nazione, non metà della nazione, non un quarto della nazione, non il dieci per cento. Due" ha detto Biden, davanti a una platea quasi interamente afroamericana. "Siamo solo all'inizio" ha aggiunto, affermando che il 99,9% degli afroamericani e il 99,8% dei latinoamericani devono ancora votare. "Non è finita" ha detto Biden.

La media dei sondaggi in South Carolina di RealClearPolitics è rassicurante, ma si basa solo su due rilevazioni: Biden ha il consenso del 31% degli elettori, seguito dal miliardario Tom Steyer con il 18,5 per cento; Bernie Sanders è terzo con il 17 per cento. Secondo le proiezioni di FiveThirtyEight, invece, il favorito è Sanders, con circa il 30% delle preferenze (26% per Biden). A livello nazionale, Biden è stato sorpassato da Sanders nei giorni scorsi (23,6% contro 19,2% di media).

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