Usa 2020, Bloomberg si affida a un esercito di mercenari social

Una portavoce al Wsj: "È il futuro delle campagne politiche". L'esperimento in California potrebbe essere ripetuto a livello nazionale

Michael Bloomberg prepara il suo ingresso ufficiale nelle primarie democratiche statunitensi con un esercito di utenti sui social network, pagato per pubblicare messaggi a suo sostegno e invitare tutte le persone tra i contatti a votare per lui. Si tratta di una nuova tattica elettorale, resa possibile da una disponibilità praticamente illimitata di fondi.

Secondo il Wall Street Journal, Bloomberg sta pagando centinaia di persone in California - uno degli Stati al voto nel Super Tuesday del 3 marzo su cui l'ex sindaco di New York ha puntato tutto, snobbando i quattro Stati al voto a febbraio - per una campagna pubblicitaria ramificata sui social network. Per comprendere l'importanza del voto del 3 marzo, basti pensare che sarà assegnato circa un terzo dei delegati che eleggeranno, durante la convention nazionale, il candidato democratico alle presidenziali.

Questa campagna, che costerebbe milioni di dollari, potrebbe poi essere ripetuta a livello nazionale, secondo le fonti e i documenti a cui ha avuto accesso il Wall Street Journal. Lo staff di Bloomberg ha assunto più di 500 persone per lavorare tra le 20 e le 30 ore settimanali, in cambio di 2.500 dollari al mese. Il lavoro consiste nel promuovere Bloomberg con messaggi inviati a tutti i contatti telefonici e con post pubblicati tutti i giorni sui social media. Per organizzare al meglio il lavoro viene usata OutVote, un'app che permette agli utenti di pubblicare testi e materiale elettorale sui social network, che consente agli utenti anche di verificare se i loro amici hanno votato alle passate elezioni, grazie al confronto con i dati pubblici.

Secondo una portavoce della campagna elettorale di Bloomberg, questo è il futuro delle campagne elettorali. "Incontriamo gli elettori su qualsiasi piattaforma dove si informano. Uno dei modi più efficaci per raggiungere gli elettori è quello di attivare i loro amici e le loro reti per incoraggiarli a sostenere Bloomberg". Questi messaggi non vengono etichettati come pubblicità, ponendo anche una sfida a Facebook e agli altri social network sul controllo dei contenuti.

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