Usa 2020, il partito democratico ha deciso: "No" a un dibattito sul clima

La scelta criticata da ambientalisti e candidati; Sanders ha appena lanciato il suo piano contro la crisi climatica. Per la leadership, non ha senso dedicare un dibattito a un tema
Ap

Il Comitato nazionale democratico, l'organo di comando del partito democratico statunitense, ha votato contro l'organizzazione di un dibattito, tra i suoi candidati alle primarie per le elezioni presidenziali, interamente dedicato al cambiamento climatico. Lo riporta il Mercury News, che sottolinea la vittoria della leadership del partito. Al momento, sono stati annunciati 12 dibattiti.

Si tratta senza dubbio di una sconfitta per gli ambientalisti e per tanti candidati, che stanno dedicando alla crisi climatica uno spazio importante del loro tempo e della loro agenda. Secondo il quotidiano, tra i delegati del partito c'è stato un acceso dibattito durante l'incontro estivo annuale a San Francisco, che si è concluso con 222 voti a 137 contro l'organizzazione di un dibattito sull'ambiente. Il presidente del Comitato, Tom Perez, si è a lungo battuto contro l'idea di un dibattito su un solo tema. La votazione di ieri potrebbe riaccendere le critiche della sinistra del partito, secondo cui un confronto sulla crisi climatica avrebbe avvicinato al partito i giovani elettori.

Il prossimo mese, Cnn e Msnbc ospiteranno due forum presidenziali sul cambiamento climatico, durante i quali i candidati parleranno separatamente dell'argomento; gli attivisti, però, avrebbero voluto un dibattito, per dare al problema l'attenzione che merita. Ai candidati democratici è vietato apparire tutti insieme su un palco al di fuori dei dibattiti organizzati dal Comitato nazionale.

Secondo gli attivisti, 20 candidati alle primarie avrebbero pubblicamente sostenuto l'importanza di un dibattito dedicato alla crisi climatica; tra i candidati più critici verso la decisione del partito c'è Beto O'Rourke: l'ex deputato ha scritto su Twitter che si tratta di una scelta "allarmante e sconcertante. Il nostro pianeta sta bruciando, il minimo che si possa fare come partito è un dibattito su cosa fare". La senatrice Elizabeth Warren aveva sostenuto l'importanza di un dibattito sul clima prima del voto del partito: "Il cambiamento climatico è una crisi esistenziale che minaccia tutti noi. Dobbiamo prendere decisioni coraggiose adesso per fermarlo prima che sia troppo tardi. Ecco perché abbiamo bisogno di un #ClimateDebate". La discussione sul tema, poi, è avvenuta mentre un incendio gigantesco sta devastando l'Amazzonia, il 'polmone' della Terra.

Secondo il Mercury News, gli oppositori al dibattito "hanno sottolineato di essere d'accordo sul fatto che il cambiamento climatico sia una minaccia esistenziale, ma hanno affermato che non avrebbe senso elevare la crisi climatica al di sopra altri argomenti chiave, come l'immigrazione, il nazionalismo bianco o la violenza con le armi".

Il senatore Bernie Sanders, tra i maggiori candidati alle primarie democratiche per le presidenziali statunitensi, ha appena presentato il suo piano per combattere il cambiamento climatico da 16.300 miliardi di dollari. Sanders è stato tra i primi sostenitori del Green New Deal, un ambizioso piano del Congresso, non vincolante, per affrontare il riscaldamento globale e la diseguaglianza economica. Il senatore ha scelto lo stesso nome per il suo piano, che si prefigge l'obiettivo di eliminare l'uso dei combustibili fossili entro il 2050. Per Sanders, il cambiamento climatico è un'emergenza nazionale; il suo piano prevede nuove centrali solari, eoliche e geotermiche in tutto il Paese e un fondo di 200 miliardi di dollari per aiutare le nazioni povere a fronteggiare l'emergenza climatica.

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