Usa 2020: si candida Beto O'Rourke, l'ex deputato che vive al confine con il Messico

"Cercheremo di unire un Paese diviso". Moderato, capitalista, è considerato "l'Obama bianco": riuscirà a convincere l'ala liberal del partito democratico?

"Le sfide che affrontiamo ora [...] ci consumeranno, o ci daranno la più grande opportunità di liberare il talento degli Stati Uniti d'America [...] Sarà un campagna positiva che cercherà di tirare fuori il meglio di ognuno di noi, che cercherà di unire un Paese molto diviso". Con queste parole, Beto O'Rourke, 46 anni, si è ufficialmente candidato alle primarie democratiche, in vista delle presidenziali del 2020.

O'Rourke, per sei anni deputato della Camera in rappresentanza del Texas, è uno degli astri nascenti del partito democratico, alla ricerca di nomi nuovi per affrontare i cambiamenti in politica. Lo scorso novembre, O'Rourke ha perso con un lieve distacco una sfida, quella contro Ted Cruz per un seggio in Senato, inizialmente considerata ai limiti dell'impossibile, riuscendo a rendere indeciso l'esito in Texas con un campagna elettorale a tratti, secondo molti, entusiasmante. Non a caso, è riuscito a raccogliere 70 milioni per la sua candidatura, in gran parte ottenuti da piccoli donatori.

Per mesi, O'Rourke si è detto indeciso sul futuro, diviso tra il desiderio di provare a sfidare il presidente Donald Trump per la Casa Bianca e quello di ricandidarsi per il Senato, nel 2020. Prima di affrontare Cruz, O'Rourke era poco conosciuto al di fuori della sua città, El Paso, ma la sua campagna elettorale, in cui è riuscito a coinvolgere giovani e minoranze, ha stupito tutti.

O'Rourke, seduto sul divano di casa, accanto alla moglie, nel video per lanciare la candidatura, ha detto: "Girerò il Paese e ascolterò" le persone, per poi tornare a El Paso il 30 marzo, per l'inizio della campagna elettorale. La sua candidatura si aggiunge a quella di altri 14 democratici, per un campo già affollato nonostante manchi quasi un anno alle primarie, in attesa che altri pretendenti alla nomination si facciano avanti (l'ex vicepresidente Joe Biden?).

Il New York Times ha sottolineato che O'Rourke entra nella corsa per il 2020 con pochi risultati degni di nota ottenuti in sei anni da deputato e senza una proposta forte che lo caratterizzi, in una campagna già segnata da precisi messaggi politici ed economici, come quelli di Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, tra i più a 'sinistra' dello schieramento dei candidati. O'Rourke, sostiene la Cnbc - che ha analizzato le sue votazioni alla Camera - è un moderato e, recentemente, ha detto: "Sono un capitalista". Per la tv finanziaria, questo è sufficiente per posizionarlo 'a destra' della maggior parte dei suoi avversari; non a caso, un recente op-ed sul Washington Post si è detto scettico sulla possibilità che O'Rourke riesca a convincere gli elettori liberal.

C'è, in realtà, un tratto distintivo molto forte nella candidatura di O'Rourke, ed è la città dove è nato e risiede, El Paso: Beto vive a pochi passi da quel muro con il Messico che Trump vuole estendere a tutto il confine, per renderlo invalicabile. La sua battaglia contro il muro ( che butterebbe giù), contro la separazione delle famiglie arrestate al confine e a favore della regolarizzazione dei Dreamers - gli immigrati entrati illegalmente nel Paese da bambini - sarà senza dubbio centrale nella sua campagna e nel dibattito politico nazionale.

Molte, comunque, sono le voci entusiaste. Recentemente, il quotidiano Politico ha scritto che, secondo gli esperti interpellati, O'Rourke potrebbe tornare a galvanizzare l'elettorato democratico. "Non c'era un livello di eccitazione così dai tempi di Barack Obama" nel 2008, ha assicurato Mikal Watts, un avvocato di San Antonio, che è anche tra i maggiori 'procacciatori' di donazioni elettorali, secondo cui molti donatori e attori politici dell'Iowa, la prima 'tappa' della stagione di primarie e caucus verso la nomina del candidato alle presidenziali, sono pronti a sostenerlo. Un altro 'procacciatore' di donazioni ha detto che O'Rourke "è come Barack Obama, ma bianco".

A novembre, O'Rourke avrebbe parlato proprio con Obama, nei suoi uffici a Washington, dieci giorni dopo la sconfitta. Secondo il Washington Post, O'Rourke sarebbe stato incoraggiato da diversi consiglieri dell'ex presidente a candidarsi; Obama, negli ultimi mesi, ha incontrato molti candidati alle primarie, cercando di dare il proprio silenzioso contributo alla rinascita del partito, che ha bisogno di nuovi leader. Lo stesso Obama, riporta il Washington Post, ha detto di rivedersi in O'Rourke. L'ex deputato, secondo Obama, è uno dei rari politici capaci di entrare in contatto con una vasta porzione di elettorato. Non a caso, è stato capace di costruire una base solida di donatori, tanto da aver raccolto più di qualsiasi altro candidato nel Paese per le elezioni di metà mandato.

E dire che O'Rourke ha 'rifiutato' l'aiuto di Obama per le elezioni di metà mandato, perché non gli piaceva l'idea di farsi sponsorizzare da persone non residenti in Texas. A proposito di un endorsement di Obama, poi mai arrivato, aveva detto: "Sono davvero grato per quello che ha fatto; sarà ricordato come uno dei più grandi presidenti. Ma questo è il Texas". Ora, invece, ci sono gli Stati Uniti d'America da conquistare.

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